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Archive for the ‘Cucina’ Category

Ho appena terminato la prima parte del raccolto dalla mia pianta di cedri: 11 kg di profumatissimi cedri del Garda cresciuti solo a sole e acqua, oltre ogni bio.

Cedri del Garda

Sono contento perché dopo la forte gelata di due inverni fa avevo dovuto potare la pianta fino alla base nel disperato tentativo di salvarla. Pensavo fosse morta e invece la primavera successiva erano spuntati getti nuovi, da cui puntualmente dopo due anni sono nati questi bei cedri.

Come sempre preparerò un po’ di marmellata. Mi piacerebbe però fare anche qualcos’altro, visto che sono tanti e altri ne sono rimasti sulla pianta.

Accetto consigli e idee su nuove ricette!

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Il pranzo del villaggio

Ieri si è tenuto l’annuale Pranzo del Villaggio, il classico appuntamento di fine estate che riunisce tutti gli abitanti del nostro villaggio per un bel pomeriggio in allegra compagnia mangiando tanti buoni piatti e bevendo del buon vino, con i bambini che scorrazzavano con biciclette e tricicli oppure giocavano a pallone, ed i cavalli ci osservavano incuriositi e affamati.


Ognuno aveva il compito di preparare qualcosa: Silvio si è superato con delle gustosissime focacce alla genovese e con una suntuosa e meravigliosa torta alle rose con ben 19 rose, Alessandra ha fatto il tiramisù, Alessandro le salamine, Fiore ci ha deliziatto con i suoi ottimi polli ai ferri cotti in verticale all’argentina, Edoardo ha pensato alle costine, Paola a crostata e polenta, Susy la pasta pasticciata, Patrizia ha portato salame e una ottima pasta, Janette un’ottima torta a cioccolato e nocciole, e poi c’era riso freddo, un sacco di altre cose che certamente avrò dimenticato, vini di vario tipo, fino a spumante e caffé finale preparato dall’anima dell’annuale pranzo Rosy.


Assaggia questo, assaggia quello, chiacchiera di questo, chiacchiera di quello, si sono fatte ben le 19.

Proprio un bel pomeriggio in cui fortunatamente anche il meteo ci ha graziato!

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Un ottimo Spiedo

Come tutti gli anni in autunno, indossato il mio immancabile grembiule blu “Uomo con Motosega cerca Donna con Bosco” (Mann mit Motorsäge sucht Frau mit Wald) sabato ho preparato un ottimo Spiedo (a parte le patate che si sono un filo seccate ai bordi per averlo dovuto tenere un po’ in caldo a seguito del colpevolissimo ritardo di Roby 😉 ); ovviamente anche Camilla come si vede ha voluto controllare di persona le varie fasi della cottura ed ha preparato i segnaposti per ognuno degli 11 invitati.

Polenta e Spiedo a tavola davanti a un caminetto acceso sono sempre una bella occasione per ritrovarsi con tutta la famiglia. 😛

E’ vero, il lavoro è tanto, però dai, un paio di volte all’anno si fa volentieri, ed è anche una bella occasione per una mattinata uggiosa autunnale dai ritmi lenti della cottura, trascorsa anche a chiacchierare con i vicini che vengono in processione attirati dal profumo di spiedo che si diffonde nell’aria.
🙂

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La mia povera nonna ogni volta che si era in procinto di impiattare la polenta (rigorosamente consistente, non quelle molli per intenderci) soleva dire che il taglio ideale lo si sarebbe dovuto fare con un filo di refe di qualità, meglio se del Garda.

Io questa cosa non l’ho mai capita in realtà, ma non ho mai chiesto cosa intendesse con quel del Garda.

L’arcano mi è stato svelato proprio ieri leggendo su AreaBlu (una freepress locale gardesana) questo articolo di Tullio Ferro intitolato “A partire dal prezioso filo di refe.

Attraverso questo articolo ho scoperto con mia sorpresa che il Garda è stato per secoli famoso per la qualità del filo di refe prodotto sulle sue rive, e già “intorno al Mille il refe della Riviera di Salò viaggiava alla volta di Venezia, quindi sistemato in grandi depositi commerciali. Il lino grezzo giungeva a Salò proveniente da Crema, Cremona, Bergamo. Da Salò a Fasano si stendevano le ‘cure’, dove il filo torto e innaspato, si stendeva sulla ghiaia per renderlo candido al sole, appunto per candeggiarlo.
Dall’antichissimo commercio del refe ci sono testimonianze conservate negli Statuti di Salò e Riviera dove si parla di quantità e qualità: ‘se ne tira di tanto sottile che avanza la seta di bellezza e di prezzo’, tanto da essere ricercatissimo in Italia e in molti altri Paesi”.
L’importante economia del refe del Garda resistette fino verso la fine del 1700 quando con l’arrivo della chimica giunse anche il declino di questa produzione naturale.

Certamente mia nonna non era a conoscenza di questa produzione, però è curioso come una memoria si sia tramandata comunque per secoli.

Ad ogni modo, con refe, spatola, paletta, cucchiaio, mestolo o coltello, Viva la Polenta!
😛

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Complice anche il tempo un po’ piovoso, quest’anno la rucola del mio orto è particolarmente profumata e tenera.
Sabato scorso Paola ha quindi improvvisato un piatto particolarmente buono e semplice da fare:

FUSILLI RUCOLA FETA E NOCI

Cuocere normalmente i fusilli (noi abbiamo usato in particolare quelli bio al miglio acquistati alla cooperativa agricola di San Felice).
Intanto tagliare a pezzi la rucola con la mezzaluna e metterla in una terrina con olio d’oliva, feta sbriciolata, pezzettini di noci e mescolare il tutto.
Scolare la pasta e farla saltare in padella a fuoco lento insieme al preparato precedente finché la feta non comincia leggermente a sciogliersi.
Quindi impiattare e divorare!
Io ho usato anche un filo di olio al peperoncino.

Un piatto estivo veramente squisito. 😛

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Nell’orto sono pronti dei saporiti ravanelli rossi.

Sinceramente fino ad ora io avevo sempre tenuto il ravanello e gettato le foglie in quanto così dure non pensavo neppure fossero commestibili.

Con mia sorpresa ho scoperto che stufando le foglie in padella coperta con un filo d’olio e a fuoco lento per circa 10 minuti sono molto tenere, saporite e gustose.
Volendo insaporirle poi si può completare la cottura facendole velocemente saltare in padella con un po’ di grana grattuggiato e/o dei semi di sesamo.

Quando si dice la cucina povera!

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In giardino ho un paio di ulivi e lo scorso anno non ha preso la mosca, quindi le olive erano tutte particolarmente belle e sane, allora ho deciso di provare a conservarle in salamoia.

Sinceramente non avevo molta fiducia, però in questi giorni le stiamo mangiando e devo ammettere che sono assolutamente strepitose, buonissime.
Ecco quindi come le ho preparate prendendo spunto qua e là da varie ricette:

OLIVE NERE DEL GARDA IN SALAMOIA

Servono olive nere del Garda, acqua, sale, pepe, alloro, limone.

Appena raccolte le olive dalla pianta mettetele in un recipiente (meglio se di terracotta, ma se avete anche una bacinella da bucato va benissimo) a bagno in acqua fredda, coprite e lasciate riposare per 3 o 4 giorni mescolandole una volta al giorno.

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