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Archive for the ‘Prodotti’ Category

Sono stati 4 giorni di festa di paese a San Felice, ogni sera un appuntamento dove piacevolmente incontrare tanta gente, fare le classiche quattro chiacchiere e degustare qualche buon prodotto locale.

Felixia con gusto30 giugno

Siamo partiti giovedì per il secondo anno consecutivo con la classica cena itinerante per i vicoli del paese assaggiando piatti e vini di tutte le oltre 20 postazioni gestite da ristoranti e produttori locali, ascoltando musica dal vivo e conversando piacevolmente con chi incontravamo. Ecco alcune foto scattate dal mio amico Marco, ehm, io infatti mi ero un po’ distratto …



Felixia nell’aia, tra olio e vino – 1 luglio

Il secondo giorno con Cami siamo andati rigorosamente in bicicletta nella splendida location della Cooperativa agricola di San Felice “La Verità” per una serata all’insegna dello spiedo con polenta, e delle danze con anche l’esibizione della scuola di ballo Cristian Dance: incantevole la ballerina con il vestito bianco, le bambine erano letteralmente estasiate nel vedere quei vestiti che a loro parevano da fate, ma anche i papà e in generale i maschietti 😛 …


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Da tanto non provavo il piacere di un picnic disteso su un prato in compagnia di amici.
La splendida passeggiata organizzata domenica scorsa dalla nostra associazione San Felice più felice sul tema “Natura – Se la conosci la rispetti” è stata  l’occasione.

Al mattino numerosi abbiamo raggiunto a piedi la località Montiroli di San Felice in piena campagna, dove abbiamo posato i nostri plaid e zaini.

I bambini si sono dapprima divertiti un mondo correndo e giocando nei campi in lungo e in largo “allo stato brado“, poi hanno cominciato a preparare  il loro bellissimo erbario in legno.


Gli adulti invece sono rimasti serenamente distesi a chiacchierare al sole ed a mangiare e bere in compagnia.

Durante la giornata poi si sono alternate delle passeggiate nei campi con l’esperto botanico Roberto Sarasini il quale ci ha illustrato le particolarità delle nostre erbe spontanee che incontravamo passeggiando: melissa, rosa canina, biancospino, tarassaco, versulì, ortica, bardana, pimpinella, achillea, aglio selvatico, piantaggine lanceolata, ecc.
Sarasini inoltre ci ha detto che la nostra zona e in genere quella delle colline moreniche ha la particolarità eccezionale di avere contemporaneamente sia specie vegetali di montagna che di pianura.

Personalmente sono rimasto molto colpito dal tesoro che abbiamo sotto i piedi e di cui non siamo per nulla coscienti: i nostri campi infatti sono una dispensa naturale e spontanea di gustosi prodotti freschi durante tutto l’anno, inoltre sono una autentica farmacia naturale a cielo aperto.
Veramente incredibile!

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Finalmente i cedri (o limoni giganti) rigorosamente bio (anzi, naturali, non avendo fatto alcun trattamento) della nostra pianta sono pronti!
La scorsa primavera ho raccolto il coraggio a quattro mani ed ho provato per la prima volta a potare io ed evidentemente devo averla azzeccata considerato che non ho mai visto una produzione del genere, guardare per credere: la pianta è letteralmente stracolma di magnifici, grandi e buonissimi cedri!
Pazzesco, non solo i tanti che si vedono esternamente, ma basta spostare i rami che ne compaiono di nuovi in continuazione.

Basta, ho deciso che mi metto a vendere al miglior offerente queste autentiche rarità! 🙂


Però con questo freddo mi sa che è meglio che mi affretti a fare la casetta alla pianta.
😐

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Era una cosa che da tempo volevo fare e finalmente dalla scorsa settimana cassette di buonissima frutta e verdura bio rigorosamente di stagione arrivano settimanalmente direttamente a casa mia, eccole!

L’iniziativa è di Bioexpress (www.bioexpress.it), una azienda altoatesina di Lagundo, vicino a Merano, in provincia di Bolzano, della serie io ho sempre detto che gli altoatesini hanno una marcia in più!
Bioexpress riunisce un gruppo di agricoltori locali dell’Alto Adige che producono frutta, verdura e altri prodotti bio, i quali commercializzano in modo diretto e trasportano direttamente a domicilio (in Alto Adige, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e parti del Friuli-Venezia-Giulia), consentendo un vantaggio di prezzo per il consumatore ed un ricavo equo per il produttore.

Loro offrono 4 tipologie di cassette settimanali:

  • borsa single
    (per 1-2 persone, a scelta di frutta, di verdura o mista) a 15€
  • cassetta media
    (per 2-4 persone, a scelta di frutta, di verdura o mista) a 23€
  • cassetta grande
    (per 5 e più persone, a scelta di frutta, di verdura o mista) a 33€
  • cassetta d’ufficio
    (con frutta, pane croccante, biscotti, cioccolata, ecc.) a 18€, 28€, 38€

I prezzi sono “chiavi in mano” (vale a dire cassetta consegnata a casa), comprensivi di tutto, la fornitura è settimanale e il pagamento è mensile con invio di fattura e con varie modalità di pagamento, compreso RID in conto corrente.

Settimanalmente sul loro sito vengono pubblicati i prodotti che ci saranno nella cassetta e se si vuole cambiarne qualcuno basta telefonare al n.ro verde oppure inviare una email.
Insieme ai prodotti sul sito si possono trovare delle ricette per cucinarli, metti il caso che non si sia mai fatto uso ad esempio del sedano-rapa 🙂

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Cliccare per aprire il documento

Dopo le oramai famose 1.044 firme raccolte a sostegno della petizione, l’Associazione San Felice più felice in un documento fa il punto della situazione e invita tutti i firmatari a sostenere sostenere l’attività del nascente Comitato Acqua Benaco che verrà presentato ufficialmente il prossimo venerdì 7 agosto alle ore 21:00 presso il Castello di Portese di San Felice del Benaco.

Nel documento viene ricostruita la cronologia delle consegne, ma soprattutto vengono ribadite due richieste rimaste inevase:

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Domenica abbiamo trascorso una piacevole serata in Piazza a San Felice in occasione della edizione 2009 di Bioritmo,  una manifestazione dedicata ad agricoltura biologica e ritmo musicale, con degustazioni gratuite di vino, salumi, formaggio, miele, e altri prodotti biologici avvolti da musica jazz, etnica e italiana rigorosamente live. 

Bioritmo 2009

Devo ammettere che la gente era ancora un po’ pochina, finalmente però una bella serata di normalità a San Felice e quelle belle bancarelle in Piazza, il Ristorante La Dispensa finalmente aperto nella nuova sede con un look da bistrot parigino, quattro chiacchiere con varie persone e Camilla con vari suoi amichetti e amichette d’asilo che giocavano a rincorrersi gridando come i forsennati, rendevano la piazza veramente un bel vedere di serenità.
A dire il vero le urla forsennate di Camilla e amichetti un po’ rompevano le scatole, ma tutti i miei tentativi di fargli abbassare la voce sono risultati assolutamente vani, totalmente inascoltati, però dai, davano così un senso di vita che sinceramente dopo un po’ me ne sono fregato e li abbiamo lasciati scorrazzare allo stato brado.

Bioritmo 2009

Per gli amanti di Fabrizio De André poi la serata era perfetta con le note del trio che suonava in piazza (io personalmente non amo De André però suonavano veramente molto bene e con strumenti e sonorità a tratti celtici).
Se poi qualcuno voleva del jazz c’era un gruppo dietro la chiesa.

Lenti segni di ripresa di normalità …

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Nuovi Mercati Agricoli nascono in Provincia di Brescia: Palazzolo sull’Oglio parte questo sabato 7 marzo, Salò è già in fase avanzata di lavoro per partire a primavera nella rinnovata Piazza Leonardo Da Vinci.

Mauro Preda, docente dell’Università Cattolica, mi segnala inoltre il progetto AGRI-LIFE per creare un filo diretto tra Consumatore e Agricoltore, promuovendo la vendita diretta.

Complimenti da parte mia alle Amministrazioni Comunali che stanno lavorando e ad Agri-life.

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Olio, vino, verdura, formaggi e altro rigorosamente freschi, prodotti e venduti direttamente dalle aziende del territorio, questo è il “farmer market” (mercato contadino) e il primo in assoluto sul Garda nascerà a Lonato in primavera, votato  da tutto il Consiglio Comunale.

I vantaggi? Eccone alcuni:

  • azzeramento della filiera di vendita, eliminando tutti i passaggi di vendita intermedi, con vantaggi per i consumatori sui prezzi (in media nelle esperienze italiane si parla di un 30% in meno rispetto a quelli praticati nei centri commerciali) e per i produttori con una maggiore remunerazione dei loro prodotti;
  • tracciabilità dei prodotti acquistati, visto che si ha il contatto diretto con il produttore;
  • freschezza essendo prodotti sul territorio e dovendo percorrere pochissima strada;
  • rispetto dell’ambiente, con minime emissioni inquinanti dei mezzi di trasporto che devono percorrere distanze brevi;
  • salvaguardia e incentivazione dell’agricoltura e della qualità dell’ambiente locale;
  • ecoturismo.

Pochi sanno che anche la legge con il Decreto del 20 novembre 2007 agevola la creazione dei “farmer market” rendendo minimi i vincoli burocratici.

Inoltre un gruppo di lavoro promosso dalla Provincia di Brescia con i rappresentanti delle associazioni agricole, dell’associazione comuni, di Slow food, ha messo a punto un regolamento standard che ogni comune può adottare per dar vita ad un mercato agricolo seguendo le norme del Decreto sopra citato. (altro…)

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Garda Rosé DOC

C’è un vino che a casa ci piace molto e di cui una bottiglia è sempre (… o quasi, visto che a volte non resisto alla tentazione di stapparla …) presente nel frigorifero.

Si tratta del Garda Rosé DOC delle Cantine Turina di Moniga del Garda.

E’ un ottimo spumante rosé brut con un gusto “facile” e piacevole, ma a me sinceramente piace berlo ai pasti con piatti di pesce oppure con dei primi leggeri.
Visto che io amo il peperoncino, secondo me il suo massimo lo dà degustandolo con primi piatti conditi con olio al peperoncino: 
il contrasto tra il piccante del piatto e il gusto fresco e frizzante del vino dona piacevolissime sensazioni.

Il tutto ad un costo più che onesto per la qualità del prodotto:
5 euro a bottiglia (se lo si acquista direttamente in cantina)

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La partecipazione a Profumi di Mosto 2008 non era cominciata sotto dei buoni auspici, infatti anche Fabio doveva unirsi a noi ma segnandosi l’appuntamento sul suo cellulare, usando lui quella funzione inutile che è il T9 gli era uscito un malaugurante Profumi di Morto! 😐
Tra l’altro si è auto-portato sfiga perché domenica era a casa con l’influenza.

Poi essendo in giro in motorino, un uccello ha pensato bene che la mia camicia fosse un bersaglio perfetto (come si può vedere nella foto sostenuta da Sandro)! 😐

Però Profumi di Mosto si è dimostrata una gran bella manifestazione, e complice il sole splendido un’occasione per trascorrere una giornata all’aria aperta incontrando varie persone e godendo del piacere di buoni piatti e di buon vino.
Ovviamente ho fatto qualche fotografia volante che ho raccolto in un bell’album.

A dire il vero quest’anno l’ho trovata personalmente un po’ sotto tono rispetto alle precedenti edizioni a cui ho partecipato.
Innanzitutto non mi è piaciuta la decisione di concentrarsi sui vini rossi, visto che io non sono molto amante, mentre preferisco bianchi e chiaretti.
Inoltre quest’anno è stato fissato un limite a 8 come numero massimo di cantine per degustare, mentre gli altri anni volendo si potevano far passare anche le oltre 20 cantine coinvolte. Intendiamoci, 8 è più che sufficiente, ma è il principio di limitarmi che non mi va.

Però dai, basta lamentarsi, e andiamo con le mie personali classifiche, che quest’anno ho fatto su luoghi, vino e pacchetto completo (luoghi, vini, abbinamenti, servizi).

LUOGHI
Per quanto riguarda la bellezza delle cantine, un ex aequo:

Cantina La Basia di Puegnago del Garda


La Basia

Le Chiusure di San Felice del Benaco
Che tra l’altro ha un’ottimo chiaretto che però aimé non era in degustazione.


VINI
Beh, dopo la premessa è ovvio che nessun rosso mi ha impressionato, mentre mi sono piaciuti due vini:

LA MIGLIOR CANTINA IN ASSOLUTO
La cantina che però a mio avviso ha interpretato al meglio lo spirito della manifestazione è stata in assoluto la Cantina Avanzi di Manerba del Garda, azzeccata la decisione di consentire la degustazione di tutta la produzione (e non solo di uno o due rossi), ottimo il suo spumante rosé, ottimo il suo chiaretto, superlativo il “Pestom” con polenta alla brace, molto piacevole il tour guidato degli spazi delle cantine e dei luoghi di degustazione, molto disponibile il proprietario.
Proprio bravi, complimenti!

Ed ora non mi resta che dire: all’anno prossimo! CIUK!
😀

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La domenica a casa nostra ad ora di pranzo alle 12.40 c’è un appuntamento fisso, quello con Mondo Agricolo, a giudizio della nostra Auditel famigliare il più bel programma della televisione italiana.

Oramai è diventato un rito e la domenica da noi a pranzo la tavola si apparecchia con il lato rivolto verso la tele libero e tutti noi disposti ad anfiteatro per meglio goderci la visione.

Il programma, prodotto dalla veronese TeleArena (ma viene trasmesso anche su varie tv locali del nord Italia, noi infatti lo guardiamo su Brescia PuntoTV) dura circa 1 oretta ed è una rubrica settimanale dedicata ad agricoltura ambiente e territorio, con approfondimenti sugli aspetti caratteristici che lo contraddistinguono: gastronomia, tradizioni, cultura, imprenditorialità agricola, bellezze naturali, sport.

Ogni puntata è dedicata ad una zona particolare, e il programma copre soprattutto le aree del Garda, del Veneto, del mantovano e del Trentino Alto Adige.
Domenica scorsa sono terminate le repliche ed è iniziata la nuova stagione con una puntata sul Monte Baldo e in particolare sulla zona di Ferrara di Monte Baldo (ecco sotto un paio di foto, la qualità è un po’ scarsina perché ho fotografato fisicamente la televisione 🙂 ).

Mondo Agricolo è condotto da Stefano Cantiero un bravissimo ma soprattutto simpaticissimo giornalista, “uno di noi”, che si veste con vestiti casual come chiunque farebbe andando in campagna o in montagna, che ogni tanto ci piazza qualche frase in dialetto veneto, che è goloso ed ha sempre una gran voglia di mangiare e sedersi a tavola, che fa le domande come farebbe un turista qualunque, che ha un po’ di pancetta e non ha paura di mostrarla e che ogni tanto “spara qualche vaccata” come chiunque fa: fantastica la battuta sulle “frittole” di domenica!

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Lo scorso fine settimana a San Felice c’è stata una bella manifestazione, BIORITMO, una due giorni (più la cena del venerdì) all’insegna della buona musica e dei prodotti biologici.

BIORITMOBIORITMO

Ogni sera erano presenti in tre punti diversi del paese tre gruppi musicali che suonavano generi diversi.
Il venerdì c’era una mini-orchestra di musica classica, un gruppo di classiche cover rock e pop, e il mio preferito, una versione ridotta dei Chakaba, un gruppo afro-gardesano di amici del Garda e senegalesi che suonava musica reggae e africana.
Il sabato invece c’erano due gruppi jazz e un cantautore irlandese-gardesano.

Contemporaneamente attorno alla piazza principale c’erano banchetti di produttori locali di prodotti biologici, tutti molto gentili, disponibili e con un gran quantità di assaggi; io ho apprezzato in particolare un ottimo patè d’olive di un produttore di Salò, un pane con l’uva artigianale di Lonato, e una cotognata (marmellata di mele cotogne) di una cooperativa di Romano di Lombardia.

Con il centro storico poi chiuso e quindi solo pedonale, si è potuto lasciare i bambini liberi allo stato brado a divertirsi giocando a rincorrersi o a “strega comanda color”. 🙂

Cheddire, mi associo anch’io ai complimenti e ai ringraziamenti a Simone per la bella festa e l’ottima organizzazione.

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Dolci Acque GardesanteDolci Acque Gardesane

Sabato scorso ho provato l’esperienza del mio primo Salotto Gastronomico, Dolci Acque Gardesane, organizzato a Cisano di San Felice da Slow Food e dal Comune.

Serata iniziata malino, Paola e Camilla erano infatti ko con l’influenza e quindi mi sono detto “perché non andare a provare questa nuova esperienza?“.
Anche se ero solo ho preso lo scooter e sono andato ed ho trovato comunque gente con cui passar parola.

La formula è particolare, mentre infatti si degustano vini e buoni assaggi di piatti a base di pesce di lago, sul palco si sono alternati la sommelier che ci ha descritto i vini che stavamo bevendo, lo chef che ci ha parlato dei piatti proposti, una dottoressa in tecnologie alimentari ci ha aggiornato sullo stato di salute delle acque del Garda e il pescatore Marco Cavallaro ci ha allietato con simpatici racconti di pesca di generazioni passate.

I miei assaggi preferiti?

  • Il Chiaretto dell’Azienda Agricola “Le Chiusure” di Alessandro Luzzago (con cui complice anche qualche bicchierino di vino bianco a stomaco vuoto abbiamo disquisito su tematiche “profonde” ad ampio raggio, toccando il fondo impegnandoci nel classico dei classici “ma dove sono i giovani di oggi?” … ovvio, a farsi i cazzi loro, come noi a nostra volta ci siamo fatti i nostri quando eravamo più giovani, però è stato carino parlare anche di questa domanda senza risposte), in particolare mi ha colpito l’estrema piacevolezza e freschezza del profumo al bicchiere.
  • Il Coregone in carpione rivisitato condito con olio extravergine di oliva Garda D.O.P. dell’Azienda Agricola Rocca di Salò.

Alla fine pappa poca, bere tanto e diversificato, quindi alle 1 di notte gli occhi erano ancora belli aperti ed ovviamente mi sentivo amico del mondo e quindi ho “smaronato” gli amici di sempre Alessandro (che immaginavo essere insonne dopo due settimane a Cuba) e Davide che stavano già andando a dormire e … chiacchiera chiacchiera a casa di Davide si sono fatte oltre le 3 di notte:
beh, per uno che alle 10 di sera è già a nanna è un vero record!

Serata diversa ma molto piacevole.
🙂

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Per il pranzo di Pasqua come vino ho scelto un Chiaretto.

ChiarettoLeggo oggi che nella top 24 dei migliori vini rosati italiani recensiti nella guida “Rosati d’Italia“, ben tre sono Chiaretto Garda Classico, quindi prodotti nella riviera bresciana del Lago di Garda: Chiaretto di Visconti, Molmenti di Costaripa, Chiaretto di Provenza.

Il Chiaretto è un vino che mi ha sempre incuriosito, in quanto è romanticamente chiamato il Vino di una Notte.
Il nome deriva dalla particolare tecnica di vinificazione delle quattro uve gardesane legate alla D.O.C.Garda Classico, Groppello (dona finezza, eleganza e sapidità), Marzemino (dona fragranza ed armonia nei profumi), San Giovese (dona struttura e longevità) e Barbera (dona freschezza e vivacità), che avviene con un leggero contatto del mosto con le proprie bucce solamente per una notte.
Se il tempo di contatto è troppo breve, il vino è scialbo, incompleto, di colore non ben definito. Se si eccede, anche per poco, il vino diventa un mezzo rosso impersonale, troppo vinoso, senza particolari caratteristiche.
Si capisce quindi che l’uomo debba saper cogliere “l’attimo fuggente” per separare il mosto dalle bucce: di anno in anno questo varia in funzione dell’andamento stagionale e quindi del grado di maturazione e sanità delle uve stesse.
In pochi altri processi produttivi è tanto fondamentale la sensibilità dell’uomo.

Imbottigliato entro il dicembre successivo alla vendemmia riposa poi in bottiglia per almeno quattro mesi.

Come Abbinamento la tradizione vuole il Chiaretto come vino ideale da abbinarsi ai piatti di pesce di lago. Questo vino però sta acquisendo sempre maggiore successo per la sua versatilità con i sapori più disparati, che possono andare dai salumi non eccessivamente stagionati, alle formaggelle dell’Alto Garda Bresciano, fino ai primi, dove la preferenza va ai piatti con base di pomodoro, la cui acidità crea il giusto contrasto con la freschezza del vino.

Il Colore è rosa chiaro tendente al cerasuolo, con leggerissimi riflessi rubino.

Il Profumo è equilibrato di fiori e frutta leggermente matura di crescente intensità.

Il Sapore è asciutto, armonico, con leggero retrogusto di mandorla amara, ottima persistenza e carattere. Si riscontra al sapore la nota sapidità (salato), caratteristica che contraddistingue unicamente i Chiaretti di questo territorio.

Questo vino è un invenzione di Pompeo Gherardo Molmenti, uomo di cultura, senatore veneziano, carattere forte e determinato, il quale sposa Annalisa Brunati, che in dote porta una splendida villa a Moniga del Garda con terreni a discendere fino alle rive del lago. In un viaggio a Bordeaux, si innamora della viticoltura di qualità. Assume due consulenti d’Oltralpe e a Moniga trasferisce nel 1896 la filosofia della ricerca. Nasce nel 1904 da una vigna di 5000 piante per Ha e allevata a Guyot un vino, quello che un tempo si chiamava Moniga. 

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Notizia di oggi, la Corea del Sud ha proibito l’importazione di mozzarelle di bufala italiane (soprattutto campane), dopo aver registrato contaminazione da diossina.
Ovviamente dall’Italia reazioni indignate, ma io penso che la Corea abbia fatto bene.

Stavo riflettendo sul fatto che, anche se con grande tristezza e lo dico con un po’ di vergogna, nella mia famiglia stiamo boicottando da mesi i prodotti agroalimentari della Campania.

Dopo aver visto la puntata di Report sull’inquinamento dei terreni campani, ma anche quella di Exit che ha parlato di cosa accade quando un territorio malato, magari dall’inquinamento o dagli scarichi industriali, continua ad essere coltivato o pascolato e quali possano essere gli effetti sui cibi che da esso se ne ricavano, sono giunto purtroppo alla conclusione che non mi fido più dei controlli (quando vengono fatti), e per la salute mia e della mia famiglia quindi quando vado al mercato, mi assicuro che siano prodotti di produttori locali, o comunque non campani.

Quando si parla dei danni fatti dalle amministrazioni campane per il fatto di aver lasciato degenerare la situazione sino a questo punto, si dimenticano i forse ancor più gravi danni derivanti dalla rottura del rapporto di fiducia con i “fruitori” dei beni di quel territorio: per recuperare quello ci vorranno molti molti molti molti molti molti molti molti anni.

Quindi meditate gente e datevi da fare …
Che tristezza!
😦

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Parallelamente al recupero della produzione dei nostri Limoni Giganti, da quest’anno stiamo provando a recuperare ricette e produzioni a base di questi fantastici prodotti.

Ecco quindi “Milla” Marmillata de San Filìs, la prima marmellata di limoni giganti fatta con i nostri frutti (succo e bucce comprese), preparata da Teresa, una collega di Paola.

E’ veramente una prelibatezza sorprendente e unica, e gustata a colazione con del pane ben croccante è un tripudio di sensi!

Marmellata di Limoni Giganti

La ricetta di un tale tesoro ovviamente è segreta!
😛

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I miei Limoni GigantiMi rendo conto anno dopo anno che ho una rarità storica nel mio giardino:
la mia pianta di Limoni Giganti del Garda!

Ora (vale a dire fine dicembre e gennaio) è periodo di raccolto in quanto i limoni raggiungono la loro piena maturazione e sono completamente gialli.
Poi infatti a fine febbraio terminato il pericolo delle gelate tardive poto la pianta (in particolare i rami con più di 2 anni che sono quelli che hanno prodotto i frutti) e con i primi caldi di marzo ricomincia poi la fioritura.

Ieri sera ho raccolto circa 30 Kg di limoni (sicuramente meno della metà dei frutti presenti) un po’ da regalare e un po’ da portare oggi a Mauro e Margherita che li usano in cucina e per fare limoncello e dolci.

Tra quelli che ho raccolto ce n’era uno da record che ho tenuto: un limone con un peso di 995 gr, e una circonferenza di 53 cm: un vero campione!

Ora c’è un altro limone campione sulla pianta quasi pronto e che è ancora più grande, secondo me a occhio supera 1,2 kg senza alcun dubbio.

E pensare che il tutto è possibile senza alcun trattamento, solo tagli calibrati, acqua e tanto sole!

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Casetta dei Limoni GigantiDomenica, anche se con un po’ di ritardo viste le rigide temperature di questi giorni, ci siamo presi parte della mattinata ed abbiamo costruito la casetta per l’inverno per la nostra pianta di limoni giganti.

Essì, infatti il limone è una pianta delicata e che non tollera le gelate.

L’impresa non è stata certo facile in quanto oramai è diventata enorme, e le spine sono molte e molto grandi, quindi bisogna prestare molta attenzione.

Per la copertura, come si può vedere nella foto, uso le classiche arelle per l’edilizia invece della serra come si fa di solito per i limoni. E’ un consiglio illuminato che mi è stato dato dal suocero di mio cugino che fa l’agricoltore, in quanto sono molto economiche e facili da combinare, e così l’aria passa senza problemi e la pianta respira e resta sempre bella asciutta evitando in questo modo l’insorgere di malattie, inoltre prende comunque anche il sole che passa tra le arelle.

Infatti, mi diceva che la pianta del limone più che le basse temperature (ovviamente non deve scendere molti gradi sotto lo zero) non tollera soprattutto lo strato di brina o di ghiaccio sulle foglie, e le arelle servono appunto ad evitare questo.

La casetta la utilizzo inoltre come riparo per l’inverno per i vasi con le piante che meno tollerano il freddo.

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Prodotti Italiani all'EsteroQuando mi capita di andare all’estero rimango sempre impressionato dal successo e dalla popolarità di tre prodotti italiani, che invece in Italia sono normali prodotti tra i tanti (quando esistono): un successo del marketing che mi incuriosisce.

  • Pasta Fini
    All’estero è un vero e proprio status symbol, un emblema dell’italianità. I ristoranti italiani espongono con molto orgoglio cartelli in cui dichiarano di utilizzare solo pasta Fini, stile “Fini Inside“.
    A Londra in Trafalgar Square c’è un ristorante italiano il cui ristoratore mi ha fatto una menata con ‘sta pasta Fini; personalmente volevo dirgli “basta che mi porti un piatto di pasta” ma molto gentilmente semplicemente annuivo!
  • Acqua San Pellegrino
    Mi capita spessissimo nel centro e nord Europa di ordinare dell’acqua naturale e di sentirmi chiedere se voglio della San Pellegrino e la mia risposta è sempre No; non ho nulla contro la San Pellegrino, ma mi sembra proprio una cosa stupida far viaggiare dell’acqua per centinaia di chilometri verso paesi in cui anche l’acqua del rubinetto è buonissima e probabilmente hanno degli ottimi produttori locali di acqua a poca distanza.
  • Spaghetti alla Bolognese
    Questo piatto è un vero mistero, o meglio, di fatto sono spaghetti al ragù, ma io così in Italia non li ho mai sentiti nominare, solo all’estero li trovi in tutti i menu; secondo me neppure a Bologna sanno di che si tratta.
    🙂

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Liberi da OGM

No OGMIeri ho dato la mia adesione online (volendo si può anche stampare la scheda cartacea) alla raccolta firme Liberi da OGM che terminerà il 15 novembre prossimo.

Devo dire che non so quasi nulla degli OGM (Organismi Geneticamente Modificati), ma mi sono documentato un po’ e mi pare di capire che anche la comunità scientifica ne sappia ben poco, o meglio, ne conosce le proprietà di resistenza ad agenti patogeni oppure gli effetti sulla maggiore produttività, però ancora nulla si sa di fatto sugli effetti nel medio e lungo periodo su chi assume alimenti transgenici.

Con questo quadro sono quindi convinto che l’applicazione del Principio di precauzione (sancito anche da ONU e da Unione Europea, oltre che dal buon senso) sia doveroso.

Sono inoltre convinto che la Natura da sola abbia lavorato e stia lavorando al meglio ed abbia generato una bio-diversità meravigliosa e sana.

Inoltre personalmente non mi piace per nulla che società come l’americana Monsanto abbiano molti brevetti sui prodotti OGM e ne facciano un business colossale, questo significa che se in futuro gli OGM dovessero rivelarsi “buoni” i paesi poveri dovrebbero pagare ingenti diritti per utilizzarne ad esempio le semenze, aumentando così ulteriormente il divario tra paesi ricchi e poveri, che è alla base di molti problemi della nostra epoca.

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