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Archive for the ‘Ambiente’ Category

San Felice ripiomba nuovamente nell’incubo del 2009, poco fa è stata emanata una ordinanza di divieto di uso dell’acqua pubblica a scopo alimentare.

Su campioni di acqua erogata dall’acquedotto prelevata in più punti il 18 giugno, l’Istituto Zooprofilattico ha rilevato la contaminazione con virus di tipo Norovirus GII.
A seguito dell’esito di queste analisi e delle indicazioni conseguenti di ATS Brescia, il Sindaco ha emanato quindi l’ordinanza.

autobotti

Purtroppo sono ricomparse anche le autobotti per la distribuzione dell’acqua alla popolazione che saranno presenti dalle ore 6 alle 24, tutti i giorni fino a revoca dell’ordinanza, ad ora non prevedibile.

Ebbene sì, ci risiamo, nuovamente a giugno, nuovamente all’inizio della stagione turistica. Pare che la gravità e le responsabilità accertate dei fatti del 2009, con la conseguente condanna in Cassazione dei responsabili, non abbiano insegnato nulla a chi dovrebbe gestire la nostra acqua.

E’ proprio triste …

 

 

 

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Il ritorno delle pampogne

bacaIn queste serate all’imbrunire il mio giardino si riempie di simpatiche “pampogne“.

Cosa sono le pampogne?!?
Le pampogne sono quei buffi e innocui scarabei di color marroncino chiaro della famiglia degli Scarabei solstitialis (ovviamente l’ho saputo rovistando nel web, per noi sono state solo e da sempre le pampogne) che nelle sere di estate svolazzano confuse, come ubriache nei prati, sbattendo contro ogni cosa, ribaltandosi, venendoti addosso, lasciandosi prendere in mano senza problemi; ieri sera mentre ero in sdraio a leggere, una mi si è persino incastrata tra le dita dei piedi: che bel solletichino! 🙂

A dire il vero era un po’ di anni che non ne vedevo così tante in giardino.
Bene, sono contento: dicono che le pampogne siano degli indicatori biologici di salute del luogo in cui appaiono.

Well, il mio rigore bio sta dando i suoi frutti!

C’è anche un detto dialettale bresciano:

vet a pampogne?
Citando da Wikiquote significa non concludere nulla o mancare clamorosamente un’occasione. I gatti spesso cercano di prenderla con le zampe ma la mancano ogni volta. Sfruttando l’analogia con i gatti, viene usato spesso anche sui campi di calcio, quando il portiere manca un pallone facile e la palla finisce in rete alle sue spalle.

Ma anche ghet le pampogne?
Io l’ho sentito usare al mattino in quello stato di intorpidimento totale dopo una bella dormita.

Viva le pampogne!

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Guardare il lago da un aereo sopra le nuvole?
Beh, ieri dalla Rocca di Manerba la sensazione era proprio quella, con la penisola di Sirmione sullo sfondo.

Rocca di Manerba

Nel fine settimana un sottile cuscino di nebbia si è adagiato sul lago dando luogo ad atmosfere molto affascinanti, …

Rocca di Manerba

… atmosfere da Highlands scozzesi, …

Rocca di Manerba

… ma anche sorprendenti contrasti di colori …

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Ritorno velocemente con un esempio sul tema del futuro dei rifiuti, e soprattutto sulla responsabilizzazione, che ho trattato la scorsa settimana.

Proprio ieri, andando a gettare il famoso sacchettino di rifiuti indifferenziati ogni 8-10 giorni, aprendo il cassonetto dell’indifferenziata mi sono imbattuto, come sempre, in mucchi di scarti vegetali (come si vede nella fotografia qui sotto che ho scattato ieri). Ciò si ripete da quando il nostro Comune di San Felice del Benaco ha deciso di eliminare gli ecobox.

Intendiamoci, l’eliminazione degli ecobox per gli scarti vegetali potrebbe pure essere condivisibile, ma se inserita all’interno di un progetto completo come quello da me proposto, che genera responsabilizzazione. In caso contrario il risultato è quello di molti scarti vegetali che finiscono nei rifiuti indifferenziati, e ciò si ripete tutto l’anno.
Questo non è solo dovuto a malafede, pensiamo ad esempio ai molti anziani che non hanno alcun mezzo per arrivare alla discarica di Cunettone di Salò e non hanno altra alternativa per buttare questi rifiuti.

Riflettiamoci …

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La scorsa settimana stavo riflettendo sulla nostra gestione familiare dei rifiuti, in considerazione della nostra bolletta di 187 euro, folle per le nostre abitudini.

Ecco infatti nella foto qui sotto l’80% dei rifiuti della nostra famiglia degli ultimi 6 mesi:

Sì, è semplice terriccio, ottimo per coltivare molte buone verdure. Quindi oltre l’80% dei nostri rifiuti sono rimasti in casa nostra. Considerando che abbiamo un orto medio, un bel giardino e alcune piante che vengono potate ogni anno, abbiamo risparmiato al sistema di raccolta e smaltimento rifiuti parecchio lavoro.
Come abbiamo fatto? Beh, semplice: con una compostiera (che si vede nella fotografia) e con il biotrituratore qui a fianco per sminuzzare gli scarti vegetali grossi (in modo da facilitare la generazione del compost), acquistato in offerta in un hard discount.

La parte restante dei nostri rifiuti viene ovviamente differenziata (carta, plastica, vetro e lattine), rimanendo infine un piccolo sacchettino ogni 8-10 giorni di rifiuto indifferenziato.

La mia domanda è: ma è giusto che una famiglia come la nostra paghi 187 euro?

Generalizzando: ma è giusto che la fatturazione dei rifiuti venga ancora fatta sulla base del numero dei componenti del nucleo familiare e della dimensione dell’abitazione?
Ovviamente No!

A mio avviso il futuro, anzi, direi il presente dei rifiuti è la responsabilizzazione dell’utenza attraverso un sistema di raccolta porta a porta stretto, associato alla tracciatura e pesatura di ogni singolo bidoncino all’atto dello svuotamento, e ad una una tariffazione puntuale, correlata alle effettive quantità e qualità (differenziazione) dei rifiuti prodotti da ogni singola utenza, potendo così parlare di “eco-fiscalità”.

La tecnologia già esiste, così come pure varie applicazioni. In particolare la soluzione maggiormente utilizzata è quella dell’RFID (o Radio Frequency IDentification o Identificazione a radio frequenza), già ampiamente impiegato ad esempio nei settori dell’abbigliamento o degli alimentari.
Esistono già infatti dei bidoncini con integrati dei tag RFID (dal valore di pochi centesimi di euro). Ognuno potrebbe quindi avere un proprio bidoncino personale. Grazie a questo sistema, dotando i mezzi di un tutto sommato economico sistema di rilevazione, sarebbe possibile pesare i rifiuti all’atto della raccolta, acquisendo contemporaneamente i dati del peso e della tipologia di rifiuto raccolto (carta, plastica, vetro, indifferenziata, ecc.), oltre che la posizione attraverso un sistema di georeferenziazione.

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Qualche giorno fa, in una delle mie saltuarie corsette serali stavo come al solito percorrendo la ciclabile di San Felice; all’altezza del cimitero mi sono fermato ad ammirare la bellezza del terreno di fronte, con le spighe in piena vegetazione: una meraviglia, non ho potuto non scattare qualche immagine …

… anzi, già che c’ero ho realizzato due suggestive panoramiche da diverse prospettive:

Clicca per ingrandire

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Purtroppo questo suggestivo terreno è stato individuato dall’Amministrazione comunale di San Felice, presieduta dal Sindaco Paolo Rosa, come luogo dove far sorgere un centro sportivo, con campetti da calcio e una notevole colata di cemento per servizi accessori.

Io non sono d’accordo con questa decisione per vari motivi:

  • Morale: i luoghi intorno ad un cimitero dovrebbero essere il più possibile oasi di pace, silenzio e bellezza, tali da garantire ai parenti dei defunti la giusta intimità, il rispetto del loro dolore e un ambiente che li aiuti ad alleviare e conciliarsi con la sofferenza nella commemorazione dei propri cari.
    Purtroppo questo terreno si trova a poche decine di metri dal cimitero; posso solo immaginare lo sgradevole contrasto che si creerebbe con le urla festanti dei tifosi dopo un goal, mentre a pochi metri persone piangono i propri cari defunti. (altro…)

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Oggi il cielo era particolarmente terso, i colori nitidi e il panorama dalla Rocca di Manerba era meraviglioso, anche Cami e la sua bambola Jessie erano incantate, un po’ per il panorama e un po’ perché le rovine del castello sono una splendida location per giocare a fare le esploratrici.



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