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Una serata all’insegna della cucina marocchina, couscous di carne e verdure con pane arabo, msemen con marmellata ai mirtilli, e finale con tè alla menta.

Impasto dello msemen

Una bellissima iniziativa quella organizzata dal comitato Sopra la panca dell’accoglienza di Villanuova sul Clisi. Conoscere un po’ di più altre culture (Pakistana, Eritrea, Marocchina, Giapponese, Cilena) cucinando insieme i loro piatti occupando l’attesa chiacchierando, per poi infine gustarli tutti insieme in una grande tavolata.

Così ho potuto ammirare le gentili Fatima e Hanan preparare con incredibili cura, dolcezza, fatica e attenzione i loro gustosi piatti marocchini.

couscousmsemen e pane arabo
preparazione pane arabopreparazione pane arabo

Una serata molto piacevole che ci ha permesso, almeno per qualche ora, di godere della liberatoria sensazione di sentirci parte di un’unica comunità, al di là delle origini.

Io sono bicicletta, qual’è quindi il motivo per cui ho deciso di fare il mezzo giro del lago di Garda in bicicletta?

Ma ovvio, per il piacere di un buon coregone ai ferri con polenta abbrustolita e un bicchiere di chiaretto fresco, gustati in riva al lago con il sole in fronte!

Coregone, trota e sardina di lago ai ferri

Ho percorso in bicicletta il periplo della metà meridionale del lago di Garda, circa 80 km praticamente pianeggianti, in parte su ciclabile (soprattutto sulla costa veronese). In fondo a questo articolo trovate la mappa del mio giro.

Partenza in mattinata da San Felice del Benaco in direzione Maderno (circa 14km), ammirando lungo il tragitto la bellezza del lungolago di Salò e del lago illuminato dal sole mattutino.

Lungolago di SalòGrand Hotel Gardone Riviera
Lungolago di Maderno

A Maderno mi sono imbarcato sul traghetto “Mincio” per Torri del Benaco, che ho raggiunto dopo 30 minuti di navigazione con una spesa, se non ricordo male, di circa 7,50 euro per il trasporto persona più bicicletta.

Traghetto Mincio - Maderno Torri del Benaco

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… che incredibile botta di emozioni @attr.action! That was tremendous!

attraction shadowdance

Passeggiando in riva all’oceano mi imbatto in questi ragazzi, e la mia testa inizia a “vagare” sulla leggerezza che passa dai miei occhi (qui sotto le mie foto) e dalla mia pelle …

lievitazione

leggerezza è l’inizio di Costruire (Niccolò Fabi):

Chiudi gli occhi, immagina una gioia,
molto probabilmente, penseresti a una partenza

ah si vivesse solo di inizi, di eccitazioni da prima volta,
quando tutto ti sorprende e nulla ti appartiene ancora

penseresti all’odore di un libro nuovo, a quello di vernice fresca,
a un regalo da scartare, al giorno prima della festa

al 21 marzo, al primo abbraccio, a una matita intera, la primavera,
alla paura del debutto, al tremore dell’esordio

leggerezza è ammirare incantati la bellezza del deserto dal cielo …

Deserto e mare

leggerezza è avere fame e gustarsi un tozzo di pane e delle banane fresche seduto sulla sabbia in riva al mare all’ombra delle palme …

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Mimosa

MimosaLa nostra mimosa per me aveva da un po’ “in canna” questa fioritura (che però aimé doveva arrivare per la festa della donna).
La teneva in serbo nell’attesa che finisse questo lungo inverno.

L’altro giorno finalmente un piccolo sprazzo di sole ed alla fine si è rotta e non si è più trattenuta, come a dire al meteo: ”tieni, alla facciazza tua!

Non riuscivo a dare forma testuale sintetica e consistente a come immagino il turismo presente e sempre più del futuro.
Ci hanno pensato Carlin Petrini e gli ICT days:

Il turismo del futuro?

Parte dai cittadini residenti,
dalla loro qualità della vita,
dalla capacità di essere felici,
dalla loro cura verso la terra che abitano.
I turisti arriveranno di conseguenza.

(Carlin Petrini)

Uomo disteso su un muretto in riva al lagoIo penso che il successo di ogni luogo parta dalla sua felicità e dall’energia che trasmette con il proprio vissuto.

Già, perché se ognuno di noi riflette sul proprio essere viaggiatore, si accorge in realtà di voler soprattutto vivere i luoghi e non solo attraversarli.
Quindi è necessario sempre più far parlare il vissuto del posto. Far diventare il proprio territorio il set vivente in cui le persone abbiano voglia di ambientare un breve pezzo della loro vita.

Ecco perché c’è bisogno di un’ottima politica locale, per la felicità dei propri cittadini.
Ecco perché la promozione turistica deve puntare sempre più sul racconto collaborativo e “social” del territorio.
Un cambio di paradigma che sono certo può dare frutti importanti.

Mammamia che discorsi importanti, non ci sono abituato, sono troppo stanco, meglio che mi stenda un po’ a “cazzeggiare“.
:-)

Ma quanto è vero questo video “Disconnect to Connect” …

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