Lungolago di Salò, zona Carmine, immediato dopoguerra, anni ’50, un anziano signore straniero distinto ed elegante con la barba e un vistoso Panama bianco allestisce la propria postazione da artista (sedia e tavolino) con vista sul Golfo di Salò.
Sì, è un artista, ma non un pittore, realizza opere d’arte semplicemente ritagliando con le forbici cartoncini bianchi che poi sovrappone ad altri neri: ritratti, nature morte, paesaggi, scene di vita quotidiana.
Le immagini che riporto qui di seguito sono alcune sue opere e quello qui a destra è un suo autoritratto, ovviamente intagliato, con firma …
Chi sia quest’uomo è un mistero, nessuno lo sa, ma tutti sono incuriositi da questa presenza gentile e riservata. Chi dice che sia uno svizzero, chi un tedesco.
Il ricordo di quest’uomo da parte di mio papà, allora bambino, mi ha sempre molto incuriosito. Un personaggio d’altri tempi, quasi di un altro pianeta, romantico, da Gran Tour, un tocco di poesia in un paese come Salò (come del resto l’Italia) appena uscito dalla guerra, in cui la fame e la povertà erano ancora ben presenti e si faceva fatica a mettere in tavola un piatto.
Un giorno poi quest’uomo scomparve e nessuno seppe più nulla di lui.
In realtà nella mia famiglia è rimasta una traccia di quest’uomo, un piccolo libretto da cui ho preso queste opere, arrivato in casa nostra in modo misterioso visto che mio papà non si ricorda che qualcuno lo avesse acquistato, edito nel 1943,dal quale ho scoperto che il suo nome era Georg Herrmann (anche se si firmava Giorgio Herrmann), era un igienista, e che con tutta probabilità viveva o era solito alloggiare in Riviera Ligure nella zona di San Remo.
Il libretto si intitola “La piccola Cucina Vegetariana“, La cucina della salute, 100 ricette scelte per mangiar bene senza carne, razionalmente spendendo poco.
Da notare il prezzo: costava 7 lire!
Non sono mai stato ad un concerto di Vasco, è una cosa che mi piacerebbe fare, però sabato sera a Moniga è stato un po’ come esserci con Gli amici di Alfredo.
Ovviamente volevo godermi per bene il clima, quindi ero proprio sotto il palco, tra i “pogatori”, tra quelli che all’unisono alzano le mani verso il cielo a ritmo di musica oppure ondeggiano gli accendini o i cellulari.
Vero, non ho più l’età, è stato comunque emozionante essere in mezzo ed osservare gli occhi di così tanti ragazzi sprigionare energia e forti emozioni nell’ascoltare i successi di Vasco.
Gli amici di Alfredo sono spettacolari, ottimi suoni e impianto, grandi musicisti (impressionante in particolare il chitarrista Max Ciocca), incredibile inoltre quanto il cantante sia totalmente immerso nella parte di Vasco, non solo esteticamente, ma anche nel modo di parlare e atteggiarsi, guardare per credere un paio di scatti che ho fatto con il cell:
Struggente come sempre Sally, energia pura Delusa e Gli spari sopra!
Venerdì sera ho assistito al bellissimo concerto di Renato “Chuck” Castellini, in arte Chuck Ford che insieme alla sua band ha incantato il non molto numeroso pubblico con splendide esecuzioni di brani blues e rock.
Suoni ben curati, splendidi e sentiti assoli di chitarra, grande energia e teatralità come sempre con Renato che quest’anno pare proprio musicalmente rigenerato e ritonificato!
Ottimo concerto, bravissimi!
Meravigliose in particolare le interpretazioni di Simpathy for the devil dei Rolling Stones e di Turn the page di Bob Seger.
P.S. – Sorry per la qualità delle foto ma anche questa volta avevo solo il cellulare con me.
Durante queste vacanze non mi sono fatto mancare dei bei giri in bicicletta, anche in montagna.
In uno di questi mi sono fermato per un rifornimento d’acqua alla fontanella di Eno in Valsabbia, un piccolo paesino di montagna dove si possono ancora vedere delle scene di vita contadina di un tempo, come ad esempio in mezzo alla strada un colapasta con dentro del pane bagnato per le galline, proprio come faceva mia nonna quando ero piccolo, oppure persino una casa abitata da qualche nostalgico “de la revolución“.
Eno è poi un piccolo agglomerato di case con alcuni scorci caratteristici …
Devo dire che nei giorni scorsi mi sono dedicato con particolare impegno al cazzeggio, anche aiutato dal tempo piovoso della scorsa settimana, che però ha conciliato un clima raccolto e il piacere del pisolino pomeridiano.
Al temine però del brutto tempo l’aria tersa e il cielo a pecorelle che ho potuto ammirare dalla sdraio in giardino era molto bello, ecco la prova …
Ieri sera i Vile Vinile hanno incantato il numeroso pubblico accorso a San Felice con un mega concerto su brani rock anni ’70, ma soprattutto con una corposa seconda parte dedicata ai Pink Floyd.
Sorry per le foto ma avevo solamente con me il cellulare e quindi la qualità lascia molto a desiderare.
La serata è corsa via velocemente sulle note di brani passati oramai nella storia della musica, come Black Magic Woman e Europa di Carlos Santana, Hotel California degli Eagles, Sultans of Swing dei Dire Straits, toccando punte più hard con i Deep Purple, ma anche la bellissima Impressioni di settembre della PFM, fino ad una strepitosa seconda parte “all Pink Floyd” con vari brani da concept album come The Dark Side of the Moon e The Wall, con uno strepitoso finalone a base del super trittico Comfortably Numb, Shine On You Crazy Diamond e Wish You Were Here.
Molto bella e accattivante anche la grafica e i video di accompagnamento sullo sfondo, in perfetto stile Pink Floyd.
Proprio una bella serata, Adelmo Bassi, Max Comincini, Chicco Melani e Giancarlo Pedrazzi, in arte Vile Vinile, sono sempre una garanzia!
Molto carina anche la chitarra con la bandiera inglese di Pedrazzi …
Unico neo della serata sono stati i suoni, la regolazione non era il massimo, volumi troppo alti, sempre sull’orlo del larsen, in particolare il basso suonava piuttosto male, gracchiante, sempre in risonanza e con troppa predominanza delle frequenze medie, quasi inesistenti invece quelle basse.
Però la serata è stata ottima. Mi è veramente dispiaciuto non aver saputo prima del suggestivo concerto che hanno fatto a luglio sulla Rocca di Manerba, immagino sarà stato molto bello in un luogo così magico.
Carina no come campagna questo “This is not grass“?
E ci sono tutta una serie di manifesti dello stesso tenore, tipo ad esempio ora ricordo di aver visto un “This is not ape” con raffigurata un’ape gigante.
Stavo passeggiando quando vedo su una vetrina la promozione di una crema che direi, ehm ehm, non usa esattamente grandi giri di parole
Fantastico! Se ci penso “POPI POPI” lo dicevo anch’io quando ero bambino!
La presentazione sul loro sito poi è veramente uno spasso, non perdetevi la lettura perché è esilerante, con tanto di invito finale “Attingete a piene mani, perché loro valgono“.
Non so com’è la crema e sinceramente non è che mi importi un granché, certo però questi sono simpaticamente “fuori” e la loro campagna di marketing è troppo carina dai.
Domenica scorsa 1 agosto, trascinato da Paola che voleva vedere la sua “maestra” Livia Castellini, sono stato all’ultimo appuntamento di Aperitivo con le Muse organizzato dalla Fondazione Cominelli dal titolo: Vita Morte Miracoli delle Donne.
Un recital teatrale all’aperto sotto un grande albero dell’attrice Livia Castellini (voce e canto), con l’accompagnamento musicale di Daniela Savoldi (violoncello e chitarra).
Il volantino così recitava:
Via Morte Miracoli delle Donne
Si ride, si piance, si intona a mezza voce una canzone portatrice di ricordi …
Tutto può succedere raccontanto vita morte e miracoli delle donne!
Perché le donne non si sono mai risparmiate in tenerazza, dolore, sarcasmo, comicità, ideali, amore, sesso, follia, tribolazioni, lotta, solitudine, morte, privazioni, ironìa, dignità.
E proprio di questo ci piace parlare e cantare, attraverso le poesie, le canzoni, i racconti delle donne, per conoscere il cuore delle donne.
Delicate e taglienti. Gentili e vigorose.
Un recital fatto di poesie e di emozioni.
Commovente. Ironico. Esilerante.
Devo dire che così è stato, e alla fine è stato decisamente un successo con tanti convinti applausi.
Impressionante come Livia Castellini sia in grado di cambiare improvvisamente registro e trascinarti immediatamente in un’altra atmosfera.
Se si considera inoltre che è piaciuto a me, che non vado a teatro quasi dalle elementari (quando ci portavano come forzati a vedere una, per quell’età pallosissima, “La locandiera” di Goldoni), e che sono riuscite a tenere quasi incollata (a parte una brevissimissima fuga al super per prendere la ricotta salata per la pasta alla norma che ci siamo poi cucinati) alla sedia anche Camilla con i suoi 5 anni, beh, devo dire che che il successo è stato proprio completo!
Perfetta anche la location, informale, all’aperto, sotto un grande albero e sullo sfondo un bel muro in pietra.
Carino anche l’aperitivo finale a base di chiaretto, lugana e “in parte” finger food.
Non essendoci infatti piatti e posate, unico neo sono stati dei medaglioni a base di patate, aglio e salsa, buoni ma purtroppo di consistenza molle e appiccicosa, e considerando l’estrazione da “upper class” degli spettatori, non capendo bene come raccoglierli con eleganza sono rimasti quasi tutti sul tavolo.
Essendo invece io della “working class” ho tratto vantaggio da questa situazione, mettendo la mano in assetto da benna da ruspa, e raccogliendo così “stile badile” con poca eleganza i medaglioni, ciucciandomi infine con assoluta nonchalace le dita!
A leggere le risposte delle Autorità (AATO, ASL, Comune di San Felice del Benaco, Garda Uno) sono dolente ammetterlo sembra di ascolatare un disco rotto: “bevete tranquilli“, “è tutto a posto“, “l’acqua di San Felice è a posto“, “i lavori sull’acquedotto sono praticamente ultimati“, “quanto siamo stati bravi“, ecc.
Sono molto contento che siate tutti così ottimisti e fiduciosi, ma piccolo particolare, in base a quali dati anche noi dovremmo nutrire altrettanta fiducia visto che in buona parte non ce li fornite?
Dove sono le analisi?
Perché vi ostinate a non renderle pubbliche?
Perché non vi siete mai presentati in occasioni pubbliche di confronto e contraddittorio anche tecnico?
Quali lavori sono stati fatti?
E’ possibile verificarli e monitorarli?
Su che basi insomma dovremmo stare tranquilli dopo quello che è successo?
Ripeto ciò che ho scritto due giorni fa: perché ad alcuna autorità importa che a San Felice nessuno stia più bevendo l’acqua? La risposta è semplice, perché non c’è fiducia nella nostra acqua e nell’operato delle Autorità!
E sì, perché la fiducia si conquista innanzitutto con la trasparenza del proprio operato e soprattutto con tanta umiltà e un’informazione chiara e completa!
Mi chiedo, ma chi sta consigliando questi signori sulle scelte di comunicazione?
Credetemi, c’è solo un modo per recuperare la fiducia: bando agli slogan, ma dati, informazione puntuale completa e periodica, incontri pubblici dove vi presentate di persona con tanta umiltà a parlare e confrontarvi con la gente e con tecnici esterni ed a rispondere a tutte le loro domande.
Vi prego, se volete prendete me e vedrete che diamo una bella svolta una volta per tutte a questa vicenda.
San Felice, quindi, può gustarsi … un sorso di sicurezza. Anche troppa, secondo l’Ato, che sottolinea come l’Asl faccia controlli giornalieri, con analisi virologiche e batteriologiche.
Per l’Autorità d’ambito si potrebbe anche ridurre il numero di verifiche, visto il funzionamento degli impianti.
Dico io, ma vi sembra il caso di dire una cosa del genere dopo tutto quello che è successo?
Non azzardatevi neppure a parlare di controlli eccessivi dopo la disastrosa epidemia dello scorso anno, toglietevelo dalla mente.
Non avete pensato che se probabilmente tutti questi controlli fossero stati fatti anche prima forse si sarebbe potuta evitare una delle più grandi epidemie del genere mai avvenute in Italia, con interesse anche a livello europeo?
Sulla nostra tavola quindi in questo periodo non mancano mai belle e gustose insalate greche fatte con i nostri prodotti.
Ecco ad esempio quella dell’altra sera, bella vero?
Sì, lo so, ci sono un po’ troppe cipolle, ma sono quelle rosse di tropea, sono dolci e leggere e non lasciano tracce importanti … ehm ehm … sull’alito.
La tristissima notizia che è però piombata ieri come un macigno su San Felice mi ha messo in corpo tanta rabbia per l’impotenza umana, mi ha ricordato quanto la salute sia il bene più prezioso che abbiamo e che dobbiamo preservare con tutta la nostra forza, e mi rende insopportabile assistere ad aziende, persone e istituzioni che non fanno quanto in loro potere per proteggere la nostra salute.
Mi dispiace ma anche se non c’entra non riesco quindi a trattenermi dal denunciare un fatto che sta accadendo in questi giorni in merito ad interventi sull’acquedotto di San Felice del Benaco.
Qualche mattina fa stavo passando per andare al lavoro quando vedo nel terreno antistante l’acquedotto di via Zublino dei lavori di posa di condutture di grossa portata.
Gulp! Non è che stanno sostituendo solo ora, a ben 14 mesi di distanza dalla disastrosa epidemia, la condotta che porta dalla presa di captazione a lago in località Porticcioli fino all’impianto di filtrazione di via Zublino?
Non voglio crederci, quindi lascio perdere. Ieri invece passando per caso in una via secondaria nei pressi di Cisano ne ho avuto la prova e la mia incazzatura è risalita a mille!
Faccio notare il piccolo particolare (le foto sono tutte ingrandibili cliccandoci sopra) che ieri era il 1° agosto e sul cartello c’è scritto “Fine lavori 25/7/2010” e invece le condizioni del cantiere sono lì da vedere.
Ma soprattutto c’è chiaramente scritto che si tratta di lavori di “Manutenzione adduttrice da Porticcioli a Zublino“, committente Garda Uno SpA.
Pazzesco! Nell’incontro del 27 gennaio sull’Acquedotto Comunale, il Sindaco aveva elencato i lavori a breve termine da fare entro pochi giorni o settimane, e tra questi c’era anche la sostituzione integrale delle condutture (dichiarate in cattive condizioni) dalla presa a lago fino all’impianto di filtrazione di via Zublino.
Già era tardi allora, considerando che erano già trascorsi 6 mesi dall’epidemia senza di fatto alcun intervento e oltre 5 mesi da altri gravissimi rilievi su carenze strutturali dell’acquedotto fatti da ASL a Garda Uno (e per conoscenza al Sindaco di San Felice e all’AATO) in data 3 agosto 2009 con lettera Prot. 112744, contenente una richiesta perentoria di esecuzione di lavori entro 30 giorni (vale a dire il 2 settembre 2009), richiesta poi a quanto mi consta in parte disattesa quantomeno nelle tempistiche, a meno che ci siano state poi nuove ricontrattazioni tra le parti su lavori e tempistiche di cui non sono però informato: ecco l’importanza di una informazione chiara e completa.
Se poi considero che un lavoro del genere dichiarato dal Sindaco come urgente viene fatto a ben 14 mesi di distanza, sono scioccato, perché vuol dire che noi cittadini senza che nessuno ci informasse siamo stati lasciati in balìa di un acquedotto con carenze strutturali.
Ma dico io: chi comanda sull’acqua di San Felice del Benaco?
Leggo sui giornali di stamattina le polemiche “politiche” di ieri in occasione della commemorazione dei 30 anni dalla strage di Bologna: non ho aggettivi per definire il mio sdegno.
Non voglio pensarci, smetto di leggere, preferisco di gran lunga il ricordo della strage che mi ha mandato Luigi, allora ragazzo:
2 agosto 1980, c’è un bel sole , fa caldo … siamo arrivati ieri … finalmente veniamo al mare in agosto!
Dopo tanti anni in settembre … quando ormai è successo tutto, non fa più caldo … e si leggono solo i manifesti impolverati delle feste … finalmente ci siamo!
Quanta gente al Bagno Salucci 73, Pinarella di Cervia. Quanti grandi simpatici, con quell’accento strano che non capisco ma che mi piace tanto e cerco di imitare, facendoli ridere. Quanti ragazzi come me con cui giocare, fare il bagno, insomma … vacanza!
E’ quasi ora di pranzo, la mamma è già salita in appartamento a preparare, e come al solito si raccomanda di non arrivare tardi, come al solito, ma come si fa, sembra così … da grandi … mangiare in spiaggia … una piada … ti sembra di non approfittare abbastanza del tempo se vai a casa … mangi … fai un sonnellino … e poi torni in spiaggia.
E di colpo i grandi si riuniscono intorno a Piero. E’ simpatico Piero, una gran testa di capelli … una faccia che sembra un attore, ne ha sempre una da raccontare, anche di quelle che per noi ragazzini sarebbero un po’ … beh insomma … ma noi le ascoltiamo prprio per quello!
Ma Piero non sta ridendo, ha in mano un giornale con dei gran titoli e sentiamo che parlano a voce bassa … e poi arrabbiata … Hanno messo una bomba alla stazione di Bologna, dei gran morti.
Sei anni prima, il giorno del mio compleanno scoppiò una bomba nella mia città. La maestra era stata chiamata al telefono, cosa che sucedeva solo per cose gravi, molto gravi, ed era tornata molto spaventata, ma io ero troppo piccolo per capire.
Capivo solo che il mio compleanno era rovinato, nessuno dei grandi aveva voglia di fare festa, e i bambini lo sentivano.
Passammo il pomeriggio a correre avanti e indietro fino all’edicola, a 100 metri da casa, due incroci, uno pericoloso, state attenti. Tutti i grandi volevano leggere il giornale, vedere cos’era successo. Costava 100 lire.
Di nuovo, oggi, la mia giornata di sole e di allegria è rotta, la vacanza è cominciata male. Ma oggi ho 6 anni di più, capisco meglio quello che è successo, ma non capisco cosa stia succedendo.
La mia estate del 1980 fu interrotta e infranta da una bomba messa in stazione a Bologna, che uccise molte persone e ne ferì molte altre. Oggi dopo 30 anni mi chiedo quale sia il motivo di tutto questo, e se guardo la televisione o leggo i giornali, mi chiedo in che paese sono cresciuto, ma soprattutto in quale finirò la mia vita. Spero non questo.
Sabato sera ero in piazza a San Felice, c’era un concerto della Sinus Felix. A dire il vero io non amo la musica da banda (per i miei gusti mancano insopportabilmente le dimensioni del basso, delle corde, degli archi, dell’elettrico, delle percussioni, ecc.), ammetto che sono lì per il solo piacere di stare insieme alla gente in piazza e perché Camilla si diverte un mondo ballando, correndo e chiacchierando con gli amichetti.
Il concerto è oramai al termine, manca solo il bis. Attaccano il brano … bello, un crescendo coinvolgente … gli adulti hanno un viso luminoso e i bambini in modo istintivo non si trattengono … Milla e Davide sono direttamente tra i musicisti segnando il ritmo del tempo con le loro manine … mmmh, ma io l’ho sentito ancora questo brano …
Sìììì, è “Praan” di Garry Schyman, è la colonna sonora di un video che quando l’ho visto mi ha molto emozionato, “Where the hell is Matt?“, la storia di Matt, un ragazzo che lasciato il suo lavoro di programmatore di videogiochi e si è messo a viaggiare intorno al mondo correndo sul posto e coinvolgendo sempre più gente nelle varie tappe:
Vedo tanti commenti e scopro che questo video e questa musica hanno toccato le corde del cuore di molte persone, non solo le mie. Sì, ma perché?
Booh, forse perché la felicità e l’entusiasmo sono sempre contagiosi, e poter regalare divertimento e spensieratezza agli altri, soprattutto a chi sta peggio di noi, è il desiderio di tutti. Farlo poi insieme ad amici o comunque ad un gruppo di persone è un’esperienza indimenticabile.
Sono periodi frenetici, troppo frenetici, mi guardo in giro e vedo o leggo di amici e gente sempre indaffarata o forzatamente alla ricerca di divertimento continuo.
Io invece sento sempre più spesso la voglia di rallentare, di far le mie cose lentamente, di lasciar andare i miei pensieri senza controllo, di ascoltarmi, di dormire, di annoiarmi coscientemente, insomma di cazzeggiare, perché solo così sento di poter ricaricare le mie batterie.
In questi tempi però sembra quasi un’eresia sentire o dire certe cose.
Se volete un consiglio per un’attività estiva, eccolo: annoiatevi.
Provare ad annoiarsi è più difficile che tentare di divertirsi. Bisogna saper resistere alla fretta, agli amici, alle occasioni e ai cattivi pensieri, uno su tutti: sto sprecando il mio tempo.
Invece chi si annoia oggi si prepara a divertirsi domani. Il divertimento forzato è roba da carcerati del tempo.
Fare il bagno nel mare una notte è meraviglioso; fare il bagno nel mare tutte le notti è banale (umido e stancante).
Aspettare l’alba una volta con gli amici, e bere un cappuccino all’apertura dei bar, è memorabile. Fare l’alba tutti i giorni è una noiosa manipolazione dei fusi orari: uno vive sull’orario di Fort Lauderdale anche se è in vacanza a Forte dei Marmi. Il cappuccino lo fanno sia qui che là.
Le transumanze serali dei condannati al divertimento, in questa rotonda estate 2010, muovono a compassione. Stessi aperitivi, stesse frasi («Ehi raga, e adesso?»), stesse sigarette, stessi posti, stessi orari, stessa aria da comparse pubblicitarie. Solo gli adolescenti hanno la facoltà dell’uniformità; dai diciott’anni in poi si ha il dovere d’inventarsi almeno il tempo libero, visto che il resto è spesso obbligato.
Al mattino, prima di colazione è d’obbligo un salto nell’orto per vedere se c’è qualcosa da raccogliere.
In questo periodo sta producendo in particolare delle buonissime zucchine, ma soprattutto tanti e bellissimi fiori di zucchina che poi la sera cuciniamo in vario modo: fritti in pastella, risotto ai fiori di zucchina, frittata alle zucchine con fiori di zucchina, ecc.
Quest’anno devo dire che l’orto sta andando veramente alla grande e tutto sta crescendo con grande facilità: zucchine, radicchio, insalate gentile (bionda e rossa), canasta e ghiaccio, rucola, prezzemolo, salvia, fagiolini, radicchio da taglio, erbe coste, pomodori di vario tipo (ciliegini, da insalata a grappolo, cuore di bue, i classici tondi), cetrioli, peperoni, melanzane, ecc.
Beh, devo dire che si vedono proprio i risultati dei lavori che ho fatto lo scorso inverno; infatti ho innanzitutto finalmente messo molto concime maturo, inoltre ho realizzato con le mie mani un grazioso muretto in pietra (costo circa 30 euro in tutto di materiale) di contenimento che mi ha permesso di livellare bene la terra consentendo una irrigazione omogenea, ho aggiunto molta sabbia di fiume lavata che mi era avanzata da alcuni lavori in casa il che ha reso la terra ben dissodata e infine ho pensato e realizzato sempre con le mie manine un impianto di irrigazione automatica che consente annaffiature più regolari, un notevole risparmio d’acqua essendo molto localizzato, oltre che evitarmi la “rottura” di dar da bere la sera, oppure chiedere un piacere a qualcuno ogni volta che andiamo via qualche giorno.
Per l’irrigazione ho fatto la scelta di dividere l’orto in due zone: una a sgocciolatoio dove metto le piante alte, mentre un’altra a diffusori dove invece metto le colture basse e che non soffrono l’annaffiatura delle foglie. Ecco un paio di scatti fatti a fine aprile al momento della semina.
Così devo dire che è tutto un altro mondo, di fatto a parte i momenti delle semine o in cui si piantano le piantine, al di là delle piccole cure colturali periodiche, l’orto procede in modo autonomo e non resta che ogni mattina raccogliere e poi mangiare buonissime verdure rigorosamente bio e a chilometri zero.
Se poi si considera che tutti gli scarti vegetali sia dell’orto che della cucina il composter li trasforma in utilissimo terriccio, beh, posso dire che è proprio un orto a impatto zero. :-)
E’ praticamente tutto pronto per il prossimo sabato 10 luglio per la IV attraversata del lago di Garda organizzata dall’AIDO, Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule O.N.L.U.S., Gruppo Comunale S. Felice D/Benaco “Roberto Novelli Boris”.
Il programma prevede alle 15.00 il ritrovo dei nuotatori a Torri del Benaco nei pressi del porticciolo per la verifica delle iscrizioni e consegna del pallone di sicurezza numerato.
Alle 15.45 ritrovo di tutti i nuotatori in gruppo per istruzioni e raccomandazioni.
Alle 16.20 partenza delle barche in direzione Maderno.
Alle 16.30 partenza della traversata dei nuotatori.
Alle 21.30 ci sarà la premiazione a Toscolano Maderno (Giardini ex campo ippico-Maderno) dove si terrà la festa con ristorazione, musica e intrattenimento.
Noi sabato sera sicuramente ci saremo la sera a vedere l’arrivo e a mangiare lo spiedo con la polenta.
Ecco in anteprima il programma estivo 2010 del Cinema all’aperto di San Felice del Benaco, probabilmente il più completo di tutta la provincia, una bella occasione per vedere a metà prezzo (3,50 euro) un po’ di film persi durante l’inverno.
Anche quest’anno per i bambini viene riproposto il Cine dei Piccoli all’aperto in Piazza a Portese, con un bel programma di proiezioni di cartoni animati.
Beh, direi un nuovo bel programma per grandi e piccini!
Ecco quindi i programmi dettagliati per l’estate 2010 con i link alle trame dei film:
Oramai è nota la mia passione per la musica greca e in questi giorni ascoltando come al solito le radio greche mi piace particolarmente il brano Thalassa (θαλαζζα - mare) di Mixalis Xatzigiannis (Μιχάλης Χατζηγιάννης)
E’ un concentrato di romanticismo malinconico che pervade molte canzoni romantiche greche e che al primo ascolto può sembrare eccessivo, ma chi ha viaggiato molto in Grecia può capirlo e apprezzarlo … ma in fondo anche chi non è mai stato in Grecia.
Ne ho le prove, ieri sera io c’ero a Felixia con gusto, la prima delle quattro giornate di Felixia (17-20 giugno), la festa che animerà San Felice del Benaco fino a domenica.
La serata non era cominciata sotto i buoni auspici, il forte temporale e la bufera di vento del mattino, la temperatura a picco, la speranza di una piacevole serata tra assaggi e musica che si infrange prima di cena contro la risposta “spiacente, i coupon li abbiamo terminati ancora una settimana fa“!
Vabbé, quando invece triste e senza speranza stavo legando i pomodori nell’orto ecco la telefonata che mi diceva “se vuoi ce n’è uno“: yesss!!
Alle 20.30 eccoci quindi tra i primi a fare il tour assaggiando piatti e vini di tutte le 19 postazioni gestite da ristoranti e produttori con l’aiuto delle mie donne, ma anche conversando piacevolmente con chi incontravamo.
Di gente ce n’era “il giusto” e in paese ad ogni angolo c’erano gruppi musicali che suonavano generi diversi, a proposito, splendida la versione acustica (chitarra e voce) di “ain’t no sunshine” del sempre immenso Adelmo Bassi.
E anche alcuni negozietti erano aperti, in particolare molta curiosità ho visto ha attirato la bottega del nostro rigattiere del paese.