Ieri abbiamo festeggiato con un ottimo spiedo insieme a tutti i parenti i 90 anni della Nonna.
Ovviamente non ci si poteva sottrarre alla sua vera passione, cantare le canzoni di quando, ancora bambina, andava a lavorare nei campi cantando insieme alle sorelle.
La canzone preferita?
Si intitola Moretto e per noi in famiglia è una sorta di simpatica condanna.
Ed eccone una strofa direttamente dalla voce della nonna, tra l’altro con un testo a dir poco esplicito!
Lo ammetto, giovedì sera a Salò alla serata Vivere il Garda, il privilegio della bellezza, ne siamo consapevoli? sono andato più per onorare l’invito del mio amico Davide che per convinzione, infatti questo tipo di serate si rivelano spesso una “pizza” colossale di noiosi parrucconi che rievocano la solita “solfa” della bellezza del Garda nella letteratura, di Goethe, del Grand Tour, di D.H. Lawrence, come se sul Garda ci fossero passati solo loro negli ultimi secoli.
Invece questi decisi signori un po’ attempati, Vittorio Messori(scrittore), Attilio Mazza (giornalista) e Don Gabriele Scalmana (responsabile Diocesano della Pastorale del Creato) hanno dato a tutti noi una bella lezione di coraggio e immediatezza chiamando da subito e senza mezzi termini l’imputato con il suo nome: cemento sul Garda.
Non hanno usato giri di parole ed hanno chiamato le questioni con il loro nome, raccontando del possibile scempio dell’area intorno all’Abbazia di Maguzzano, probabilmente l’ultima area che fino ad ora si è salvata nel basso Garda, del Comune di Puegnago che pare essere il prossimo destinato a capitolare sotto un’ondata di cemento prevista, del ventilato spostamento e immensa cementificazione dell’area Tavina a Salò, di Pratomaggiore, della disumana e insipiente devastazione del territorio lungo tutta la statale da Cunettone di Salò a Desenzano, di una mega lottizzazione a Tremosine ora bloccata dalla magistratura in cui è stato asportato addirittura un pezzo di montagna, della scelta di edificare l’ex Campo Sportivo Amadei a Salò invece di farne un parco, dei residence alveari con mini-appartamenti che restano disabitati per 350 giorni all’anno, delle infiltrazioni della criminalità organizzata, degli oltre 1.000 appartamenti invenduti solo nel Comune di Salò, ecc.
Vittorio Messori, scrittore di successo e gardesano di adozione, non ha usato mezzi termini ed ha parlato nella migliore delle ipotesi di insipienza di Sindaci e Amministratori Comunali, di mancanza assoluta di cultura, di una deriva che favorisce solo l’inutile turismo “fagottaro” che non dà alcun vantaggio, tipo quello che nel fine settimana sommerge paesi come Desenzano di auto e persone che nella migliore delle ipotesi comprano solo un gelato o una bottiglietta d’acqua, e del fatto che oramai si tratta di una questione etica.
Messori, essendo i suoi libri tradotti in tutto il mondo, ci ha raccontato che spesso riceve visite da parte di colleghi o editori stranieri, i quali esprimono il desiderio di visitare Salò, sia per il suo passato di capitale della Magnifica Patria, sia per le ben tristi vicende di capitale della omonima Repubblica di Salò durante la II guerra mondiale.
Ci ha raccontato che nel tragitto da Desenzano (dove Messori abita) a Salò si vergogna a transitare lungo la statale e quindi prendendo tutte le scuse possibili percorre le stradine secondarie che attraversano tutti i paesini, e se siamo ridotti a questo vuol dire che siamo prossimi alla frutta!
Don Gabriele Scalmana ha usato parole chiare e importanti per tutti i credenti, dicendo che c’è un legame stretto tra fede cristiana ed ecologia, che vuol dire rispetto del creato, legame che tutti i fedeli che vanno in chiesa devono rispettare.
E’ notte, poche auto in autostrada, finalmente un po’ di pace dopo una giornata pesante, e allora mano pesante su bassi e volume e questa Your decision degli Alice in Chains è il brano perfetto …
Ho appena ultimato di leggere l’ultimo libro di Federico Rampini,Slow Economy, rinascere con saggezza, tutto quello che noi occidentali possiamo imparare dall’Oriente.
Il tema è appunto quello della Slow Economy, ovvero di uno sviluppo diffuso e sostenibile che sia anche però rispettoso dell’ambiente e dei tempi della natura e dell’uomo.
Nel libro si trovano storie in cui Occidente e Oriente si sono lasciati contagiare reciprocamente, nel tentativo di trasformare l’uscita dalla crisi in una rinascita.
Un libro la cui parte centrale non è a mio personale avviso molto in linea con il focus principale, però in cui si possono trovare alcune storie emblematiche, come la lezione del Buthan che ha introdotto un misuratore di sviluppo alternativo al PIL, il FIL (Felicità Interna Lorda) oppure il significativo caso della produzione di cachmere di Biella che nessuna concorrenza cinese è riuscita ad intaccare, ecco perché da un estratto del libro:
La lezione del cashmere di Biella
L’industria del tessile-abbigliamento per molti italiani evoca una disfatta economica: l’avanzata implacabile del made in China, le delocalizzazioni, il declino di tante aziende storiche che fecero la moda italiana e oggi sono ridimensionate o scomparse, oppure sopravvivono come gusci vuoti dopo aver trasferito di fatto la produzione in Oriente. Ma c’è almeno un settore in cui nessun produttore cinese è riuscito a scalzare veramente il dominio italiano. Il cashmere di lusso continua a essere made in Italy. Anzi, made in Biella, perché i maggiori produttori si chiamano Lanificio Fratelli Cerruti, Loro Piana e Zegna, tutti nell’ area del biellese. Gli scettici potrebbero pensare che si tratti di un’ eccezione dai giorni contati.
Stanotte una arzilla zanzara mi ha rotto le scatole ronzandomi bellamente intorno all’orecchio, sparendo poi nel nulla quando accendevo la luce girovagando in mutande per la camera nel tentativo di “farla fuori”.
Stamattina scendo a colazione e una mi ha punto sulla fronte.
Vado in bagno a lavarmi i denti e ce n’era una rilassata sulle piastrelle che, essendo per loro natura lavabili hanno consentito alla mia mano una vendetta senza pietà.
Ma dico io, è possibile avere ancora la rottura delle zanzare a novembre avanzato?!?!
Gli elementi di valutazione contenuti nella relazione di ASL all’autorità giudiziaria sono invece ancora coperti da segreto istruttorio e non potranno per il momento essere resi pubblici.
Bel colpo del Comitato e grazie ad ASL: altri importanti elementi utili per fare un altro pochino di luce sul caso San Felice.
Invitato all’interno del corso di web writing della laurea in Scienze e Tecnologie delle Arti e dello Spettacolo (STARS) dell’Università Cattolica ho tenuto una lezione sui blog soffermandomi nella seconda parte in particolare ad analizzare e aprendo un confronto di idee sulla mia esperienza personale e i miei errori in relazione al “caso San Felice“, che ha visto il mio blog fortemente coinvolto.
Devo ammettere che la reazione degli studenti mi ha sorpreso e in parte anche un po’ spaventato.
Ma andiamo per gradi; ho raccontato la vicenda analizzando in particolare gli aspetti critici che mi sono trovato ad affrontare nella gestione del blog.
Ho raccontato come il tutto è nato per caso, semplicemente perchè io stesso ero stato contagiato dall’epidemia, percepivo però dai racconti che in paese la situazione era molto diffusa e seria, e non avendo informazioni dai media tradizionali e neppure dalle autorità competenti, mi sono messo a scrivere fatti e notizie di cui venivo a conoscenza, tutto lì.
Ciò è però stato l’inizio di una bufera che non avrei mai immaginato e che mi sono sentito impreparato ad affrontare, con giorni con oltre 5.000 visitatori unici e 17.000 pagine visitate, oltre 200 tra commenti ed email quotidiani sull’argomento (una enormità per un blog), con la sensazione e la responsabilità di sentirmi mio malgrado di svolgere una sorta di servizio pubblico, con la difficoltà nel gestire le tensioni e la rabbia, con i dubbi sull’uso di un media a visibilità globale come Internet per trattare una vicenda locale e localizzata, ecc.
Le valutazioni degli Studenti
Dopo aver ascoltato la mia relazione, da studenti ventenni mi aspettavo posizioni barricadiere del tipo la verità e i fatti sempre comunque e ad ogni costo.
Lo so, avevo promesso di non parlare del mio lavoro, ma quando ho visto questo filmato proprio non ho resistito, perché mi sento molto orgoglioso con il mio lavoro di contribuire a dar visibilità anche a questi talenti.
Da questa settimana su YOUCatt abbiamo fatto partire una nuova rubrica dedicata ai libri intitolata Libri in Pillole che, nella filosofia di YOUCatt è interamente pensata, girata, montata e realizzata da studenti.
Il primo video in linea per me è stata una vera sorpresa: bello, fresco, con grande ritmo, giovane, con tocchi di piacevolissima creatività nel passaggio da un libro all’altro.
Complimenti a Silvia Mazzetti che ne è l’autrice oltre che la protagonista e a Francesca Perego che ne ha realizzato le riprese e il montaggio.
Beh, a mio avviso ci troviamo davanti ad una produzione professionale, segnatevi i nomi perché se si considera la loro giovanissima età penso che di queste ragazze ne sentiremo parlare. Brave, anzi, bravissime!
erano i primi giorni di agosto di quest’estate e a casa stavamo ridipingendo la camera, un paio di settimane prima delle ferie estive in modo così poi da potercele godere pienamente senza impegni.
Già che c’eravamo avevamo deciso di ridipingere anche la porta di un bel colore panna, in modo da dare luce alla stanza perché proprio quel brutto colore simil-noce non ci piaceva.
Era domenica ed ero in garage con la porta appoggiata sui cavalletti quando arriva una mia vicina di casa, purtroppo per lei da tempo in lotta con un brutto tumore, la quale aveva saputo del mio attivismo sul famigerato caso acqua che ha coinvolto San Felice.
Mi racconta che da due mesi sta molto male a causa dalla grave epidemia che a giugno aveva coinvolto molti cittadini del nostro paese, oltre che molti turisti, ma cosa ancor più grave mi riferisce che da due mesi le avevano sospeso un importante ciclo di chemioterapia a cui si stava sottoponendo a Milano, in attesa che guarisse dai problemi gastrointestinali, anche perché la sua oncologa da fonti mediche non era riuscita ad avere alcuna informazione su cosa fosse accaduto o stesse accadendo a San Felice dal punto di vista medico.
Nel libro di Tullio Ferro “Vele color di cedro“ (Editoriale Sometti) è riportata una vicenda storica del 1439 che mi ha molto affascinato, degna di un film di Hollywood e che prende il nome di Galeas per montes, una arditissima impresa di ingegneria militare realizzata dalla Repubblica di Venezia che consistette nel trasporto di barconi galee e fregate dal mar Adriatico al lago di Garda, risalendo il fiume Adige fino nei pressi di Rovereto e trasportando le navi via terra a Torbole, sulle rive settentrionali del lago, per un percorso di circa 20 km tra le montagne.
Da "Storia veneta" in 150 tavole di G. Gatteri
A quel tempo la città di Brescia era assediata dalle forze del duca di Milano Filippo Maria Visconti e il Garda era controllato dal capitano di ventura Nicolò Piccinino, e in soccorso di Brescia venne quindi la Repubblica di Venezia che nel gennaio 1439 sotto la guida del condottiero Gattamelata organizzò la spedizione militare Galeas per montes facendo giungere sul Garda una flotta di quasi 30 navi partite da Venezia che percorsero l’Adige fino a Ravazzone presso Mori e le fecero poi scendere a Torbole attraverso la Val di Loppio con il suo omonimo lago di Loppio e il valico di San Giovanni sul monte Baldo a quota 274 mslm.
Come tutti gli anni in autunno, indossato il mio immancabile grembiule blu “Uomo con Motosega cerca Donna con Bosco” (Mann mit Motorsäge sucht Frau mit Wald) sabato ho preparato un ottimo Spiedo(a parte le patate che si sono un filo seccate ai bordi per averlo dovuto tenere un po’ in caldo a seguito del colpevolissimo ritardo di Roby ); ovviamente anche Camilla come si vede ha voluto controllare di persona le varie fasi della cottura ed ha preparato i segnaposti per ognuno degli 11 invitati.
Polenta e Spiedo a tavola davanti a un caminetto acceso sono sempre una bella occasione per ritrovarsi con tutta la famiglia.
E’ vero, il lavoro è tanto, però dai, un paio di volte all’anno si fa volentieri, ed è anche una bella occasione per una mattinata uggiosa autunnale dai ritmi lenti della cottura, trascorsa anche a chiacchierare con i vicini che vengono in processione attirati dal profumo di spiedo che si diffonde nell’aria.
Quando mi capita di andare in Alto Adige prima di tornare a casa c’è un appuntamento fisso, quello con la forneria dove faccio incetta di buonissimo pane integrale ai semi di finocchio e papavero.
Sì, però mica vado tutti i giorni in Alto Adige e quel pane mi piace molto, quindi mi sono detto: “Ah sì? E allora lo faccio io in casa!“
Devo dire un’esperienza rilassante, se poi l’accompagnate con della buona musica direi quasi mistica.
Ecco quindi la ricetta con le mie modifiche (nella ricetta originale si possono vedere anche le foto con i risultati intermedi e finale).
La sera prima si prepara la biga (occhio alla consonante ):
- 200 gr farina Manitoba
- 120 gr d’acqua
- 6 gr di lievito fresco fatto sciogliere nell’acqua tiepida
Si copre con una pellicola e si lascia lievitare per almeno 12 ore (io di solito metto la ciotola con la biga nel forno spento per evitare sbalzi di temperatura).
In autunno la musica pop-rock inglese con la sua energica malinconia dà decisamente il suo meglio e certo questa splendida recente Open Arms di Gary Go è quella che in questi giorni mi sta dando molte piacevoli emozioni. Bravo Gary!
Ho preso l’ultimo numero in edicola di AB - Atlante Bresciano (costo 6 euro) edito da Grafodal titolo:
LA BASSA VIA DEL GARDA Da Salò a Limone Novanta pagine di itinerario tra la costa e l’entroterra
Un numero monografico che l’introduzione definisce un cammino attraverso la natura e la storia del Garda, dedicato all’itinerario escursionistico (quasi 100 km) che collega Salò a Limone, tracciato su iniziativa dell’Azienda Regionale delle Foreste e intitolato a Roberto Montagnoli, che unisce la costa alla rete di strade e sentieri dell’entroterra e permette di entrare in contatto con la straordinaria varietà di paesaggi che caratterizza il territorio.
Uliveti e boschi, limonaie e leccete, ondulate colline e impervi dirupi rocciosi si alternano a ogni tappa.
I piccoli borghi di mezza montagna guardano spesso a panorami mozzafiato; e i paesi della Riviera accolgono i visitatori con il loro intramontabile fascino.
L’ho letto ed è proprio un bel numero denso di informazioni e suggerimenti per escursioni e visite.
Come immagino altri a San Felice, anch’io ho partecipato allo studio osservazionale sulla grave epidemia che ha colpito San Felice lo scorso giugno, avviata dal Dipartimento di Medicina, S.S.D. Gastroenterologia degli Spedali Civili di Brescia, responsabile il Prof. Alberto Lanzini, studio che giudico positivamente in quanto più se ne sa e meglio è su questa brutta vicenda.
Nei giorni scorsi ricevo a casa questa busta con tanto di timbro ASL di Brescia con un nuovo questionario che compilerò al più presto:
Gastroenterite acuta virale e incidenza/storia naturale di sindrome dell’intestino irritabile post-infettiva e di morbo celiaco: studio osservazionale prospettico di coorte su epidemia da Norovirus.
……
La sindrome dell’intestino irritabile è una condizione clinica abbastanza diffusa caratterizzata da dolore e/o fastidio alla pancia associati ad alterazioni del modo di scaricarsi.
Il morbo celiaco è una intolleranza alimentare che colpisce solo soggetti geneticamente predisposti e che consiste nella perdita della tolleranza al glutine (una proteina che si trova in molti cereali (frumento, grano duro, segale, orzo, farro).
Per entrambe queste condizioni ci sono ipotesi che correlano un episodio di gastroenterite infettiva con il loro esordio.