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Archive for the ‘Viaggi’ Category

Ma quanta neve c’è?

Ma quanta neve c’è in montagna? Sembra di essere immersi nella panna!

Neve
NeveNeve
Neve

Un po’ di freddo …

Io in montagna

… ma niente paura e via, mi fiondo giù bello deciso! 😀

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Sei anni sono passati dall’ultima volta di Choppy al Lago della Vacca al rifugio Tita Secchi, il tessuto è un po’ più sbiadito e slisio, ma a dispetto dei suoi almeno 30 anni (la vera età nessuno la conosce), la tempra è quella di sempre e Choppy non ha fatto alcuna fatica ad arrivare di nuovo fin lassù: eccolo!

Choppy al rifugio Tita Secchi

Choppy al rifugio Tita Secchi

Dopo un breve momento spirituale mattutino …

Choppy, momento spirituale al Lago della Vacca

… Choppy si è messo subito al lavoro come guardiano della diga e spostando dei sassi …

Choppy guardiano della digaChoppy sposta dei sassi

… e dopo un momento di relax sul lago …

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Dal lago di Bissina a piedi lungo la Val di Fumo risalendo il fiume Chiese verso le sue sorgenti, fino all’omonimo Rifugio Val di Fumo in pieno Parco naturale Adamello-Brenta, con lo splendido sfondo dei nevai dell’Adamello.

Abbiamo percorso questi 6 km (più altri 6 per il ritorno) di passeggiata, 1.30 ore (noi con i bambini abbiamo impiegato 2 ore) tutto sommato semplice, quasi piana, adatta anche a famiglie con bambini, ovviamente che camminano un pochino.

Val di Fumo

La passeggiata è molto gradevole, la seconda parte costeggia il fiume Chiese che nasce poco sopra, con un’acqua limpidissima, cristallina e a tratti con le rive di sabbia fine. Fa venir voglia di immergersi, ma un assaggio dell’acqua fa subito cambiare idea: gelida!
Comunque volendo si può utilizzare il fiume come uno splendido percorso Kneipp, per di più gratuito.

Val di Fumo

Fiume Chiese

Fiume Chiese

Alla fine il premio è un ottimo pasto al bel Rifugio Val di Fumo, ammirando la bellezza delle montagne e dei nevai circostanti …

Val di Fumo

Val di Fumo

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Movement is a fantastic privilege, and it allows us to do so much that our grandparents could never have dreamed of doing. But movement, ultimately, only has a meaning if you have a home to go back to. And home, in the end, is of course not just the place where you sleep. It’s the place where you stand.

This is the end of an inspiring speech at TED talks by the writer Pico Iyer about how more and more people worldwide are living in countries not considered their own, and he meditates on the meaning of home, the joy of traveling and the serenity of standing still.

Interesting when he talks about home and our kids, that are much more international and multi-cultured than we are. They have one home associated with their parents, but another associated with their partners, a third connected maybe with the place where they happen to be, a fourth connected with the place they dream of being, and many more besides. And their whole life will be spent taking pieces of many different places and putting them together into a stained glass whole. Home for them is really a work in progress. It’s like a project on which they’re constantly adding upgrades and improvements and corrections.

Where you come from now is much less important than where you’re going. More and more of us are rooted in the future or the present tense as much as in the past. And home, we know, is not just the place where you happen to be born. It’s the place where you become yourself.

He has reminded me the importance of the time I dedicate to just stand, but also a human viewpoint of immigration, or, well, of people who just move.

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Io sono bicicletta, qual’è quindi il motivo per cui ho deciso di fare il mezzo giro del lago di Garda in bicicletta?

Ma ovvio, per il piacere di un buon coregone ai ferri con polenta abbrustolita e un bicchiere di chiaretto fresco, gustati in riva al lago con il sole in fronte!

Coregone, trota e sardina di lago ai ferri

Ho percorso in bicicletta il periplo della metà meridionale del lago di Garda, circa 80 km praticamente pianeggianti, in parte su ciclabile (soprattutto sulla costa veronese). In fondo a questo articolo trovate la mappa del mio giro.

Partenza in mattinata da San Felice del Benaco in direzione Maderno (circa 14km), ammirando lungo il tragitto la bellezza del lungolago di Salò e del lago illuminato dal sole mattutino.

Lungolago di SalòGrand Hotel Gardone Riviera
Lungolago di Maderno

A Maderno mi sono imbarcato sul traghetto “Mincio” per Torri del Benaco, che ho raggiunto dopo 30 minuti di navigazione con una spesa, se non ricordo male, di circa 7,50 euro per il trasporto persona più bicicletta.

Traghetto Mincio - Maderno Torri del Benaco

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Leggerezza è …

Passeggiando in riva all’oceano mi imbatto in questi ragazzi, e la mia testa inizia a “vagare” sulla leggerezza che passa dai miei occhi (qui sotto le mie foto) e dalla mia pelle …

lievitazione

leggerezza è l’inizio di Costruire (Niccolò Fabi):

Chiudi gli occhi, immagina una gioia,
molto probabilmente, penseresti a una partenza

ah si vivesse solo di inizi, di eccitazioni da prima volta,
quando tutto ti sorprende e nulla ti appartiene ancora

penseresti all’odore di un libro nuovo, a quello di vernice fresca,
a un regalo da scartare, al giorno prima della festa

al 21 marzo, al primo abbraccio, a una matita intera, la primavera,
alla paura del debutto, al tremore dell’esordio

leggerezza è ammirare incantati la bellezza del deserto dal cielo …

Deserto e mare

leggerezza è avere fame e gustarsi un tozzo di pane e delle banane fresche seduto sulla sabbia in riva al mare all’ombra delle palme …

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I’ve been asked to try to write my first mini-saga.
I’ve been inspired by my visit at Eilean Donan castle (below in my photo), in the Scottish Highlands.

The smiling enemies

Darkness is falling, tongues of fog cover the hillsides down to the lochs.

Eilean Donan is in danger.

Connor is on the look-out, the sword is drawn.

It’s morning, no attacks, relax.

But the enemy is behind: highway, buses and smiling French following a raised umbrella.

The castle is overcome!

(Maurizio Molinari)

Eilean Donan

Eilean Donan

In fact, we arrived when darkness was falling, the castle was closed, silence reigned all around and there was  no one besides us.

The atmosphere was really fascinating, you could imagine warriors, swords, battles, knights.

But when we came back in the morning after, crowds of tourists had already overcome the castle, and the atmosphere of the night before was disappeared.

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Dedicato a quelli che … “il Natale è bello con il freddo e la neve“!

Mare al Tropico

Ho trascorso gli ultimi giorni dell’anno al Tropico e vi assicuro che è stato bello uguale, anzi, molto di più!
Sole splendido, clima asciutto, giornate già lunghe, spiaggia, bagni nell’oceano, piacevoli pedalate in bicicletta.

Mare al Tropico

Stavo pensando che non mi sono mai piaciuti gli stereotipi, li ritengo delle inutili e dannose catene, comode solo per chi non vuol far lo sforzo culturale di provare e conoscere cose o persone nuove, o immergersi in situazioni diverse dall’ordinario.
Sì, lo so, la riflessione è spinta al paradosso, ma vi assicuro che il Natale si sente anche al Tropico: cambia solo l’abbigliamento. 😉

E se non siete ancora convinti …

Mare al Tropico

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Ritorno in Estonia

E’ autunno, si torna in Estonia. Detto, fatto.
Nuovamente sulla collina di Toompea per una bella fotografia panoramica dall’alto della Old Town di Tallinn, con sullo sfondo il Mar Baltico e la nuova skyline.

Tallinn

Cliccare sull’immagine per ingrandirla a dimensione originale

La Old Town di Tallinn è a mio avviso la città medievale meglio conservata in Europa e per questo è patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO. Ciò che in particolare più amo è che, benché sia tutto sommato piccola e sede dei principali palazzi governativi e rappresentanze diplomatiche straniere, è un luogo assolutamente tranquillo, sicuro e pieno di vita, oltre che a portata di piedi e relativamente economico.

Sono riusciti nel miracolo di conservare la natura medievale della Old Town, senza “musealizzarla”, ma anzi, mantenendola viva, piena di ragazzi, di locali, di pub, di piccoli ristoranti dove è piacevole fermarsi per gustare qualche buona zuppa, o dello squisito salmone. Passeggiare poi la sera tra le sue stradine ottimamente illuminate da luci calde e soffuse è una vera magia.
Il tempo è clemente, anche se mentre sul Garda c’erano ancora 25°, a Tallinn siamo scesi fino a 0° e durante il giorno era sui 5° con la fresca brezza dal Baltico. Sulle sedie dei bar all’aperto ci sono calde coperte di pelo per sedersi e coprirsi le gambe. Però quando il cielo è terso c’è una luce unica e potente, è quella che chiamano la luce del Nord.



Ho provato anche l’ebbrezza (soffro di vertigini) di salire sopra un antico campanile per vedere la città vecchia dall’alto:

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Mmmhh, stamattina ha cominciato a piovere e il meteo prevede l’arrivo del freddo nel fine settimana.
Peccato, fino a qualche giorno fa il tempo era bello, splendido, 25 gradi a fine ottobre: sul Garda sembrava di essere in estate!

Al mattino rilassante e rigenerante giretto in bici in riva al lago e lungo le strade sterrate in mezzo ai campi della Valtenesi; le immagini che si potevano vedere riprese direttamente dal mio telefonino erano queste:

Sabato pomeriggio eravamo a Sirmione e le immagini erano quelle classiche estive con i turisti, sole, cielo terso, gente in shorts, sandali e maniche corte, barche nel lago  …


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Ordine umano

Giorni fa in Croazia passeggiavo tra le viuzze di un paesino quando mi imbatto in questo pittoresco vicolino con tutti i panni stesi e mi chiedo: questo è ordine o disordine?

Dopo una breve riflessione giungo alla conclusione che per me è ordine umano. Amo infatti il modo in cui i panni stesi movimentano le vie, colorandole e dando familiarità anche a luoghi sconosciuti, amo il calore e l’aria di casa che trasmettono.
Mi fa riflettere però che certamente nessun regolamento condominiale considerato “serio” lo consentirebbe, nell’ottica del mantenimento di un serioso pseudo decoro che però mi priva dell’emozione di questi colpi d’occhio.

Io amo come molti il rigore, l’ordine e la serietà dei paesi mitteleuropei che mi donano sempre una positiva sensazione di serenità e tranquillità di vita, ma amo altrettanto l’emozione e il calore che sa donarmi il nostro meridione d’Italia o la Grecia, luoghi molto divertenti e stimolanti ma in cui non mi verrebbe istintivo vivere per la carenza di rigore organizzativo e rispetto delle regole.

Vorrei dei luoghi che uniscano da un lato il rigore e l’ordine mitteleuropei, e dall’altro l’emozione dell’estetica mediterranea. A me non pare impossibile, eppure nella realtà sembrano dimensioni inconciliabili.

E’ il solito apparente contrasto tra forma e libertà, e la convinzione che la forma tolga libertà: tutt’altro!
Una delle lezioni dello Zen ad esempio è che la forma (regole o struttura) è necessaria affinché la libertà esista. Se tu hai forma puoi esercitare grande libertà. Certo, è pur sempre necessario usare il buonsenso per non lasciare che le regole divengano una sorta di prigione.
Tutto ciò è quello che viene chiamato il Paradosso della scelta, per il quale avere un numero illimitato di scelte e poche limitazioni, non solo non ci libera o “abilita”, ma è invece una sorta di fardello.
Muoversi all’interno di una struttura ben congeniata per garantire ampi gradi di libertà, non solo non significa vivere in modo rigido o noioso, ma può essere grande sorgente di soluzioni creative e libere.

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Domenica pomeriggio a Tremosine, da quest’ottica la visione della terrazza del brivido mi ha ricordato le Meteore greche, quindi ho provato a metterle a confronto qui sotto (foto di Tremosine mia, foto delle Meteore by peperoni), da qui la citazione cinematografica:
Tremosine Meteore, mìa fazza mìa razza, una faccia una razza“. 🙂

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A proposito delle mie riflessioni sulla situazione greca, con il senno di poi mi viene da sorridere a riguardare le immagini dello strano personaggio che nel 2004 “alloggiava” di fronte alla mia porta in pieno centro di Atene, Tom, un signore nord-irlandese dall’età indefinibile che occupava un angolo di una antica casa neoclassica diroccata e crollata a 50 metri dalla Plaka, e si era costruito un alloggio (dove viveva) con tutti oggetti di recupero.

Eccolo seduto a sinistra con il suo strano cappello, cliccate sull’immagine e osservate tutti i particolari, ci sono sorprese divertenti, come i due piedi che escono da sotto il maggiolino o il Bin Laden cafè …

Ricordo era abbastanza scorbutico, soprattutto con i greci (chissà perché era quindi finito ad abitare ad Atene se non li sopportava, mah), mentre con me stranamente no, io lo salutavo ogni mattina e mi fermavo a fare due chiacchiere.

Ogni giorno mi ripeteva coloritamente che era necessario impararare l’arte del riciclo, recuperare oggetti per utilizzarli per altre funzioni, imparare a vivere con poco, perché questo consumismo ci avrebbe portato alla catastrofe.

Beh, strano era strano senza ombra di dubbio, però alla luce della situazione odierna non aveva completamente torto.
🙂

A me divertiva troppo vederlo ogni giorno lucidare e cavalcare soddisfatto una vecchia moto … ehm … da fermo però, perché evidentemente da anni non funzionava.

Chissà se c’è ancora, qualcuno l’ha visto ancora?

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Ieri, passeggiando nella neve lungo la ciclabile di San Felice del Benaco ed osservando il lago dal punto panoramico mi chiedevo:
meglio in Estate o in Inverno?

Per quanto mi riguarda non ho dubbi: Estate forever !!!!

Però mettendo a confronto le due foto panoramiche a 360° che ho fatto nello stesso punto in Estate e in Inverno, beh, devo dire che anche il panorama con la neve ha un certo fascino.

San Felice in Estate (cliccare per ingrandirla)

San Felice in Inverno (cliccare per ingrandirla)

P.S. – Per chi fosse interessato, per la composizione delle foto panoramiche ho utilizzato il software open source Hugin (http://hugin.sourceforge.net/), l’ho trovato particolarmente potente.

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L’Eremo di San Valentino è uno dei luoghi più suggestivi del lago di Garda, da cui si può godere la vista di splendidi paesaggi, come questo …

Situato ad una altezza di 772 mslm in un fessura della roccia sulla costa a picco sul lago di Garda, a nord di Gargnano, io Paola e Camilla (6 anni) l’abbiamo raggiunto a piedi da Sasso (550 mslm, dove abbiamo lasciato l’auto) con una passeggiata abbastanza facile di circa 50 minuti.
Il percorso è adatto anche alle famiglie con bambini, sostanzialmente senza pericoli, stando lievemente attenti nella seconda parte al lato esposto a lago e ad una breve scalinata ricavata nella roccia a pochi minuti dall’eremo.

La meta però è questa …


La tradizione racconta che il piccolo e isolato Eremo di San Valentino venne costruito da alcuni gargnanesi per sfuggire alla peste del 1630. Sebbene però il culto di San Valentino si sia diffuso in relazione alle epidemie, l’eremo non viene menzionato prima del 1673.
L’eremo fu abitato da almento tre eremiti: di uno parla una relazione del 1684, seguito nel 1760 da Giovanni Marchetti, mentre l’ultimo fu Geremia Paladini che, giunto da Casson Veronese nel 1849, morì a Sasso nel 1865.

L’interno è un po’ spoglio, ma comunque affascinante con il suo essere addossato alla roccia …

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Lo so, è praticamente novembre, il Mar Baltico non è esattamente il posto ideale per una biciclettata, la temperatura è già rigida, il tempo non è dei migliori, minaccia pioggia, ancora qualche settimana e qui gelerà tutto, ma noi siamo dei temerari e quindi via sulla ciclabile lungo la costa!

Beh, rivedersi le immagini traballanti del camera-bike al calduccio sotto una coperta e con una bella musichetta di sottofondo fa tutto un altro effetto! 🙂

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Beh, mi fa un certo effetto passeggiare in Raekoja plats qui a Tallinn e poter entrare nella farmacia più antica d’Europa, ancora in attività ininterrottamente dal 1422 ancora nel Medioevo, ancor prima che Cristoforo Colombo scoprisse l’America.

Se si pensa poi che il 1422 è la data della prima documentazione scritta dell’esistenza della farmacia, ma che la cita come appartenente al terzo proprietario, certamente è qui da ben prima, in pieno Medioevo: cavolo che emozione!

A riflettere su cosa hanno visto questi muri (la peste, il freddo, le malattie, la storia che di qui è passata) mi vengono i brividi!

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I colori di Tallinn

Come dicevo ieri Tallinn è una vera perla sul Mar Baltico, sono rimasto assolutamente folgorato dal suo fascino, la città vecchia (Old Town) è un autentico gioiello, perfettamente conservata e con una enorme vitalità, ragazzi ovunque e di tante nazionalità, una babele di lingue, locali per tutti i gusti e palati, energia, tanti studenti.

Le ragazze sono, come lo stereotipo vuole, di una bellezza statuaria e “imbarazzante”, quando spunta il sole in questa stagione i colori sono intensi e “netti” …
(tutte le fotografie sono ingrandibili cliccandoci sopra)


… la sensazione che si ha è quella di una nazione e delle persone che hanno saputo far tesoro del passato che custodiscono preziosamente, ma decisamente proiettati verso il futuro, non è un caso se proprio qui è nato ad esempio Skype e la connettività a Internet è disponibile ovunque.

L’istruzione qui raggiunge livelli d’eccellenza e richiama studenti da tutta Europa che ne diventano poi la vera ricchezza. Mi ha colpito vedere le istituzioni che non temono i cittadini, passeggiare nel parco del Parlamento o nelle vie tra i palazzi governativi senza alcuna guardia, niente scorte, niente sirene, la normalità della politica e della amministrazione, proprio come dovrebbe essere, senza alcuna esasperazione.

La notte poi a mio avviso la città vecchia (Old Town) dà il suo meglio ed è un vero incanto passeggiare tra i suoi vicoli e le splendide chiese (protestanti, ortodosse, cattoliche) …

… fuori le mura dei piacevoli parchi dove passeggiare …

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Tallinn è una vera perla sul Mar Baltico, sono rimasto assolutamente folgorato dal suo fascino, la città vecchia (Old Town) è un autentico gioiello, perfettamente conservata e con una enorme vitalità, ragazzi ovunque e di tante nazionalità, una babele di lingue, locali per tutti i gusti e palati, energia.

Passeggiare poi di notte per le sue vie è un vero incanto, una splendida illuminazione ne esalta le atmosfere medievali …
(tutte le fotografie sono ingrandibili cliccandoci sopra)


… varcare poi la porta del ristorante Olde Hansa è un intenso tuffo nel Medioevo che mi ha emozionato …

… luce solo dalle candele, tavoloni in legno, decorazioni medievali, piatti e boccali di birra in terracotta smaltata, musica medievale dal vivo, personale in costume d’epoca, pietanze sostanziose e buonissime (si può mangiare a qualsiasi ora): io consiglio come antipasto le aringhe affumicate della casa, come piatto principale “Delicacy of Old Reval”, birra la estone “Saku Originaal” (lager), dolce “Rose pudding savoury, Velvet Delight of the Nobility”: consumati in quel magnifico locale magico ne sono uscito iper-sazzio ed estasiato, eccone alcune immagini …



… ed ecco anche un piccolo video (sorry per la qualità, ma l’ho ripreso con una piccola macchina fotografica compatta) delle tre suonatrici che allietano il pranzo, sempre con musica e strumenti medievali ..

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Riflettevo su quanto è potente l’effetto sulla promozione turistica di un territorio diventare location di un importante film internazionale.

L’avevo già personalmente osservato a Megisti (anche detta Kastelòrizo), location del film culto generazionale e premio oscar Mediterraneo di Gabriele Salvatores.

Pochi giorni fa, mi trovo a fare un po’ di hiking nelle Sporadi Settentrionali (Alonissos, Skopelos, Skiathos), location del famoso film musical Mamma Mia!, record di incassi nel 2008.

Ovunque è tutto un pullulare di cartelli come questi …

… ebbene sì, ci sono agenzie che ti organizzano il matrimonio nella scenografica e pittoresca chiesetta sopra lo scoglio, la stessa del matrimonio nel finale di Mamma Mia!, che nella realtà è la chisetta di Agios Nikolaos a Skopelos  (nella foto)

… ma è anche un fiorire di tour organizzati da tutto esaurito tra le isole sui luoghi del film, di cinema all’aperto che trasmettono Mamma Mia! in varie lingue, di negozi che vendono cd con la colonna sonora, di turisti che vagano alla ricerca dei luoghi delle scene chiave del film, di macchine fotografiche che scattano a ripetizione …


… a nessuno pare più interessare la storia di queste isole, o le opere di Alexandros Papadiamantis (Ἀλέξανδρος Παπαδιαμάντης), ora sono ufficialmente i luoghi del mare e di Mamma Mia! … segno dei tempi!

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