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Se penso al piatto bresciano per eccellenza certamente penso allo Spiedo (le Spié), e certamente l’autunno e l’inverno sono la sua stagione ideale.
Quando penso allo Spiedo in realtà non penso solo ad un piatto, ma alla tranquillità e paciosità di giornate nebbiose e fredde d’autunno, al piacere di stare insieme con parenti e amici seduti all’aperto davanti al tambür (la macchina per la preparazione dello spiedo) con lo spiedo in cottura e in compagnia di un bicchierino di vino rosso, a Camilla che corre per strada giocando a pallone facendo la spola tra fuori e dentro casa, alle guance rosse per il calore e alle mani fredde …
… insomma, penso ad un bellissimo e tenero quadro!
Questo quadro però sento che sta pian piano sbiadendo, sempre meno giovani infatti sanno preparare lo spiedo ed è per questo che un paio di anni fa ho chiesto a mio papà di insegnarmi, e da allora mi sono cimentato da solo, ed ho deciso di fissare immagini e ricetta nella memoria con anche un album fotografico della preparazione.
A onor del vero esistono molte varianti della ricetta dello Spiedo a seconda della zona della provincia di Brescia in cui vi trovate, e magari in fondo ne indico qualcuna.
DOSI E INGREDIENTI
Per 8 persone considerare circa 45 prese (pezzi), uccellini e patate escluse.
In media si dovrebbe fare circa 4 prese a testa, ma noi solitamente facciamo piatto unico con polenta e quindi abbondiamo un pochino.
- 1 coniglio
- 1 pollo
- 5 costine
- 10 fette di coppa di maiale (in alternativa 10 pezzi di lombo o costine o un misto per un totale di 10/12 pezzi)
- 30 uccellini già curati (puliti)
- 2 Kg di patate (se si prepara il giorno prima metterle in acqua fredda altrimenti diventano nere)
- Salvia a volontà
- 500 gr. di burro nostrano
- Sale
Per la carne dire al macellaio di tagliare già i pezzi per lo Spiedo.
SPIEDATURA
La spiedatura è un vero e proprio rito e solitamente la si fa la sera prima, anche se si può fare senza problemi la mattina stessa (solo bisogna alzarsi prima).
Di fatto consiste nel predisporre con criterio i pezzi in modo alternato sulle ”ranfie“.
Innanzitutto si salano a freddo la carne e le patate così si conservano bene per la notte.
A spiedare si inizia sempre infilzando una patata.
Tra ogni presa si mettono foglie di salvia, e per i pezzi di carne all’interno si mettono foglie di salvia e prima di infilzarli li si “impacchetta”.
Vicino agli uccellini si mette sempre carne grassa come la coppa perché così li mantiene morbidi.
Ricordarsi di non pressare mai le prese, ma solamente appoggiarle l’una all’altra, altrimenti si rischia che la cottura non sia uniforme.
Il risultato finale della spiedatura è questo:
COTTURA
La cottura è probabilmente la parte più divertente e romantica.
Una buona cottura dura circa 4 ore in quanto lo spiedo deve essere fatto cuocere lentamente.
La cottura può avvenire a legna (il legno d’ulivo o di vite lasciano un buonissimo profumo), a carbonella (più comoda della legna), oppure elettrica (personalmente la sconsiglio perché si perdono i profumi).
Attenzione! Se si cuoce a legna e/o carbonella ricordarsi di non farlo mai al chiuso altrimenti si rischia la pericolosissima intossicazione da monossido di carbonio.
Una buona soluzione abbastanza comoda è cuocere con un mix di legna e carbonella.
Quindi considerate di accendere verso le 8 del mattino la carbonella/legna e quando le braci sono “ben fatte” e belle rosse, verso le 8.30 si può mettere lo spiedo nel tamburo.
I tamburi “moderni” sono dotati di motorino e di ranfie rotanti in modo che la cottura avvenga in modo uniforme; quindi in questo caso ricordarsi di avviare il motore.
Depositare subito sulla leccarda (la parte metallica concava forata che sta sopra al tamburo) un panetto da 250 gr. di burro a pezzi, prestando attenzione a distribuirlo bene in modo uniforme su tutta la lunghezza in modo che coli e vada ad ungere tutto lo spiedo.
Se si è spiedato la mattina invece attendere circa 15 minuti di cottura prima di aggiungere il burro, in modo che la carne rilasci prima un po’ di grasso.
Il secondo panetto di burro lo si aggiungerà sempre sulla leccarda circa a metà cottura.
Dopo circa 1 ora si fa la salatura; non temere di salare in abbondanza, comunque lo spiedo non trattiene il sale in eccesso e lo lascia colare (qualcuno addirittura lo sala 2 o 3 volte durante la cottura, ma in base alla mia esperienza 1 buona salatura abbondante è sufficiente).
Il burro colato (el cons), salato e non trattenuto dallo spiedo, cade poi nel vassoio inferiore del tamburo e raccolto in una scodella.
Circa ogni 15 – 20 minuti bisogna prendere la scodella del cons e riversarla in modo uniforme lungo tutta la leccarda in modo da mantenere ben unto e quindi morbido lo spiedo.
A questo punto la cottura è tranquilla ed è sufficiente controllare ogni tanto lo stato di avanzamento regolando di conseguenza la quantità di braci in modo da portarlo alle 4 ore.
Verso fine cottura lo spiedo prende un bel colore rossiccio, il profumo invade oramai tutte le case del circondario e c’è un andirivieni di vicini di casa e di amici che vengono a vedere, e spesso si inganna l’attesa chiacchierando e osservando el cons che frigge sulle prese, e sperando che qualche patata cada in modo da avere il pretesto per un “vardom come el va de sal” (guardiamo come va di sale).
A circa mezzora dalla fine cottura non si deve più ungere in modo che si ascighi un po’ prima di metterlo in tavola.
Quando si è quasi pronti si grida in casa di versare la polenta, poi si mettono le prese di spiedo su un vassoio, si raccoglie el cons che verrà messo sulla polenta facendo una conchetta con il fondo del cucchiaio, e …
tutti a tavola!
VINO
Essendo io gardesano a me piace accompagnare lo spiedo con del buon Groppello, un vino rosso morbido e rotondo autoctono della Valtenesi.
VARIANTI
Ovviamente questo elenco non ha alcuna pretesa di essere esaustivo, ma ecco un paio di varianti di amici della Val Trompia:
- non si mettono le patate e tra le prese si mette sempre una fettina quadrata sottile di lardo che le mantiene morbide;
- a 10 minuti dalla fine cottura si buttano sulle braci una manata di bacche di ginepro che donano un profumo inteso e particolare allo Spiedo.
MUSICA
C’è un brano musicale molto divertente ed evocativo di Charlie Cinelli, dal titolo La Méla (contenuto nel disco Törölölö) che descrive meglio di qualcunque altro racconto l’atmosfera della preparazione dello Spiedo.
Consiglio di ascoltarlo se ne avete la possibilità.
… e a questo punto BUON APPETITO !!!









Email: 
Se passo in ufficio col piattino ce n’è un pochino per me… ?
Ma certamente, anzi, ho predisposto il tamburo qui direttamente in ufficio, così per il profumo vengono a vedere dagli uffici circostanti.
lo voglio!!
sagre power…
Giovedì sono da te! Yummmmmmmm!
[...] Nov 2nd, 2007 by Maurizio Molinari Ieri era l’1 novembre e come da tradizione ho fatto lo Spiedo. [...]
I would like to see a continuation of the topic
[...] 12, 2008 di Maurizio Molinari Visto il successo che sta riscuotendo anche dall’estero il post sulla preparazione dello Spiedo che avevo scritto ad ottobre, e visti i tentativi che vedo di darlo in pasto ai traduttori [...]
cibbo!! io me lo mangio domani… consiglione appreso dopo un fantastico spiedo fatto dagli alpini, provate a mettere delle fettine di pancetta sottili attorno ai mombolini…
poi io per il vino starei su un buon franciacorta rosso ehehehe, campanilismo
[...] Sua Maestà “Lo Spiedo” [...]
Ciao Maurizio,sono in vacanza a Padenghe. C’è un posto speciale dove gustarlo? Ho avuto “l’onore”, anni fa, di assaggiarlo a casa di conoscenti, verso San Felice…. semplicemente divino!Grazie!
Mmmh, guarda, più o meno i ristoranti della zona lo fanno un po’ tutti, però devi chiedere il giorno perché di solito lo fanno la domenica.
Se invece vuoi gustarlo in un bel luogo molto carino, questa sera nel Castello di Portese di San Felice c’è una serata organizzata dagli Alpini in cui faranno lo spiedo.
Geniale la mela di Charlie…non c’è canzone che possa descrivere meglio l’atmosfera dello spiedo.
Un’ulteriore accorgimento per lo spiedo sta nell’appoggiare sulla leccarda dei quadratini di pancetta che si cuoceranno fra i profumi dello spiedo e l’unto del burro….servirrano ad ingannare i morsi della fame intanto che lo spiedo viene pronto (l’ho visto gfare ad un alpino di lumezzane)
dalle mie parti(franciacorta)si dice “el spet”comunque sia è troppo buono,mio papà è troppo bravo a farlo io me la cavo ciao a tutti e buon spiedo a tutti!!!!
Variante per spiedo leggermente meno unto:
- circa 30 minuti prima che lo spiedo sia pronto smetto di dare il burro e aprendo la leccarda superiore passo una bottiglia di grappa per ogni battecca.
da provare!!!
sono di Concesio (Val Trompia) la mia famiglia ha una grande tradizione di eccellenti (e rinomati) spiedi (da noi si chiama el spet)
Ricordo perfettamente che il mio nonno lo faceva “andare” minimo 6 ore; 4 ore a mio avviso sono pochine (poi magari sono tradizioni leggermente differenti a seconda dei luoghi)
ciao a tutti (ah ieri e domenica scorsa ho mangiato lo spiedo!)
[...] le volte me lo chiedo…ma quale sarà il paese dove viene preparato e cucinato il miglior spiedo della provincia di Brescia? Qualche giorno fa sono stato a Gussago presso la Trattoria Caricatore [...]
eeeeh…. tra un paio di settimane vado a mangiarlo dalla nonna di un mio amico in val vestino…
slurp ho una vogliaaaaaaaa
già provato, è impareggiabile.. e tanto per farvi capire il livello, quando a pranzo dicono ‘che il tal zio invece le taglia 4-5mm più spesse’, si capisce a che livello di evoluzione della conoscenza spiedifera sono arrivati..
ehm parlavo di patate
ciaooooo
Mamma che voglia! (e sono solo le 10.31)
mangiato oggi in val sabbia con i miei cugini: superbo! lo digerirò tra una decina di giorni, ma ne valeva la pena.
Aahh lo spiedo!! Come sempre a natale, ma non solo, mio papà lo farà ..e spero di imparare a farlo magari girando un video così potrò guardarlo e riguardarlo bene nei minimi dettagli.
Per prima cosa il giudizio: comunque sia fatto è OTTIMO
i tempi di cottura variano in base alla temperatura esterna e se la “macchina ” è d’acciaio o di lamiera zincata (ho tutte e due le versioni, il secondo più piccolo del primo)
La mia versione non prevede l’utilizzo delle patate e degli uccellini.Preparo la carne la sera prima, la mattina preparo la brace e per circa due ore lascio girare senza forzare con il calore e faccio gocciolare via buona parte dei grassi della carne.Salo un’unica volta da sopra mentre lo spiedo gira e continuo la cottura per tre quarti d’ora .Tolgo la scodella dove ho raccolto il grasso,metto un nuovo contenitore e comincio a lavare col burro che goccilando elimina il sale in eccesso e mantiene morbido la carne( costine. rotolini di lonza e pollo)
Lo faccio cuocere fino ad ottenere quel bel colorito rossastro che fa venir voglia di iniziare a mangiarlo prima ancora di toglierlo dalle spade.
Il prossimo che farò per fine mese lo proverò a fare con l’introduzione della spruzzata di grappa…
Alla fine se si avanza il burro fuso lo metto in un vaso,lo tengo in frigorifero e lo utilizzo per arrosti e risotti buon appetito
Ciao gnari, abito a Livorno ora… sono tornata ora da Sarezzo Valle e sto’ mangiando un pezzo di spiedo freddo che ha fatto mio padre.Mi aiutate a trovare il TAMBUR per fare lo spiedo.
Ho provato FERRABOLI ma niente……
Buoni i mumbuli…
[...] Donna con Bosco” (Mann mit Motorsäge sucht Frau mit Wald) sabato ho preparato un ottimo Spiedo (a parte le patate che si sono un filo seccate ai bordi per averlo dovuto tenere un po’ in [...]
Abito a Cerlongo (MN). La mia associazione bocciofila – composta da volontari che si impegnano a favore della comunità e dei nostri giovani – intende mettere, nel camino grande esterno alla sede, un grosso spiedo di tipo artigianale che possa cuocere delle porchette di circa 150 chili. Siamo in cerca di produttori professionali di questi attrezzi (tamburi, spade, leccarde ecc.).
Potreste indicarmene qualcuno. Lavoriamo per mantenere la tradizione e per distogliere i nostri ragazzi da frequentazioni pericolose. Vengono, mangiano, ridono, cantano, conversano con noi, danno una mano e si avviano a diventare uomini.
Attendo con ansia.
prof. Bardini.
Salve Sante, ma che bella iniziativa!
Guarda, qui nella nostra zona del basso Garda e in particolare a Prevalle (BS) c’è un produttore medio-grande, Ferraboli (www.ferraboli.it).
Prova a sentirli se hanno il prodotto che cerchi, e in caso contrario se possono produrvelo ad hoc.
[...] Novembre 2009 di Maurizio Molinari Ieri abbiamo festeggiato con un ottimo spiedo insieme a tutti i parenti i 90 anni della Nonna [...]
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