“Lentamente” è di Martha Medeiros
26 Agosto 2007 di Maurizio Molinari
Qualche giorno fa ho riportato la poesia Lentamente … indicandola come di Pablo Neruda.
Alberto Frati leggendo il post mi ha detto con mia grandissima sorpresa che quella poesia in realtà è di Martha Medeiros (nella foto), scrittrice brasiliana che oltre ad aver pubblicato diversi libri collabora con un giornale di Porto Alegre in Brasile dove ha pubblicato la poesia nell’anno 2000.
Cercando conferma ho trovato un articolo a pagina 10 su sionomagazine.it che svela l’arcano, che per un vizioso passaparola in rete ha portato erroneamente ad accreditare la poesia a Neruda.
Pazzesco no? La velocità della rete …
Email: 
[...] p.s.: qui forse la spiegazione. [...]
l’attribuzioine corretta è confermata sul corriere di oggi da M:L: Rodotà. cg
Bella la poesia, Garbata la correzione dell’autore La cosa mi rende felice, esistono ancora gli umani. Belle cose a voi AB
Mi è caduto un mito… E’ la mia poesia preferita e non conoscevo nemmeno la vera autrice! Grande Medeiros.
attenzione signori.
nessuna e sottolineo nessuna fonte ufficiale in tutto internet ha smentito che questa poesia sia dell’uno o dell’altro artista.
Sia Repubblica che Corriere che tuti i blogger si stanno affidando ad altri blogger in un giro assurdo.
Io ho letto molto a riguardo e pare, ma no nso confermare al 100% l’informazione, che sia contenuta in:
Pablo Neruda “Obras Completas”. Editorial Losada S.A. Buenos Aires. Argentina. 1957
raccolta che contiene poesie non in pubblicazioni ufficiali ed anche prose.
L’opera esiste davvero ora il problema (a chi interessa) è verificare per chi la possiede (è abbastanza rara e credo mai tradotta in italiano in quanto non fa parte delle raccolte di poesia ufficiali).
Tra l’altro è leggermente diversa daquella che gira su quasi tutti i blog e da quella interpretata sentitamente dall’ex ministro…..il titolo sarebbe “quién muere?”
saluti
Andiamo con ordine: possiedo (in realtà appartengono a mia moglie, che è una linguista di livello accademico) circa 30 tomi con opere di Neruda, inclusa una riedizione del 1966 dell’opera citata, che NON contiene quella poesia.
Per contro, “Quem morre?” (questo il titolo originale, in portoghese) compare nella raccolta “Poesia Reunida” (199
di Martha Medeiros, Editora Brasiliense - São Paulo, e in numerosissimi siti internet, brasiliani e non, con la corretta attribuzione.
Inoltre, l’attribuzione a Ricardo Neftalì Eliecer Reyes Basoalto è stata smentita sia dalla Fondazione Neruda che da Stefano Passigli, editore italiano delle opere del grande poeta cileno.
Per finire, una lettura filologica può escludere che nel 1957 il poeta avrebbe mai scritto un verso come “Muere lentamente quien hace de la televisión su gurú”, banale traduzione per calco del portoghese “Morre lentamente
quem faz da televisão o seu guru” presente nel testo originale.
Direi che la questione si può considerare chiusa, al di là di ogni ragionevole dubbio.
Ah! servile Italy, grief’s hostelry!
A ship without a pilot in great tempest!
No Lady thou of Provinces, but brothel!
Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!
Come dire: “Sono felice!” e pensare tormentandosi “Perchè sono felice?”. “Felix qui potest rerum conoscere causas”. La stupidità umana è infinita come le vie che conducono a Dio. Ma chi se ne frega di chi sono i versi che sanno darti una simile emozione o se è Lucrezio od Jbraimovich che ha detto…..
Mi dispiace, ma si tratta di una leggenda metropolitana circolata in reta un po’ di tempo fa.
Pare che la giornalista Martha Medeiros abbia pubblicato questa poesia come sua nell’anno 2000, mentre come sappiamo il grande Pablo Neruda è venuto a mancare l’11 settembre 1973. Nelle raccolte pubblicate dal poeta la poesia in questione era già presente.
Lo scrittore Antonio Skármeta nel 1986, proprio ispirandosi all’ultimo verso del componimento, ha pubblicato il romanza “Ardiente Paciencia”, più conosciuto col titolo di “El cartero de Neruda” da cui è successivamente stato tratto il film “Il postino” con Massimo Troisi.
Come si può notare la datazione dei singoli eventi smonta del tutto questa leggenda. Depredare uno dei più grandi poeti sudamenricani di un’opera tanto magnifica è uno stupro per la letteratura mondiale!
merda!ci dovevo fare la tesina partendo da quella poesia! e ora? come faccio!?
come si fa a fare miliardi di siti citando neruda! ufffffffi!
meno male che lho letto…sennò facevo una gran bella figura di m****!
@ PoisonGirl: potresti fare una tesi proprio cercando di dipanare il mistero…
Buona ricerca, e non solo con internet!
Cavoli, grande Serena, questa sì che è una grande idea!