Qualche giorno fa ho riportato la poesia Lentamente … indicandola come di Pablo Neruda.
Alberto Frati leggendo il post mi ha detto con mia grandissima sorpresa che quella poesia in realtà è di Martha Medeiros (nella foto), scrittrice brasiliana che oltre ad aver pubblicato diversi libri collabora con un giornale di Porto Alegre in Brasile dove ha pubblicato la poesia nell’anno 2000.
Cercando conferma ho trovato un articolo a pagina 10 su sionomagazine.it che svela l’arcano, che per un vizioso passaparola in rete ha portato erroneamente ad accreditare la poesia a Neruda.
Pazzesco no? La velocità della rete …


Email: 
[...] p.s.: qui forse la spiegazione. [...]
l’attribuzioine corretta è confermata sul corriere di oggi da M:L: Rodotà. cg
Bella la poesia, Garbata la correzione dell’autore La cosa mi rende felice, esistono ancora gli umani. Belle cose a voi AB
Mi è caduto un mito… E’ la mia poesia preferita e non conoscevo nemmeno la vera autrice! Grande Medeiros.
attenzione signori.
nessuna e sottolineo nessuna fonte ufficiale in tutto internet ha smentito che questa poesia sia dell’uno o dell’altro artista.
Sia Repubblica che Corriere che tuti i blogger si stanno affidando ad altri blogger in un giro assurdo.
Io ho letto molto a riguardo e pare, ma no nso confermare al 100% l’informazione, che sia contenuta in:
Pablo Neruda “Obras Completas”. Editorial Losada S.A. Buenos Aires. Argentina. 1957
raccolta che contiene poesie non in pubblicazioni ufficiali ed anche prose.
L’opera esiste davvero ora il problema (a chi interessa) è verificare per chi la possiede (è abbastanza rara e credo mai tradotta in italiano in quanto non fa parte delle raccolte di poesia ufficiali).
Tra l’altro è leggermente diversa daquella che gira su quasi tutti i blog e da quella interpretata sentitamente dall’ex ministro…..il titolo sarebbe “quién muere?”
saluti
Andiamo con ordine: possiedo (in realtà appartengono a mia moglie, che è una linguista di livello accademico) circa 30 tomi con opere di Neruda, inclusa una riedizione del 1966 dell’opera citata, che NON contiene quella poesia.
Per contro, “Quem morre?” (questo il titolo originale, in portoghese) compare nella raccolta “Poesia Reunida” (1998) di Martha Medeiros, Editora Brasiliense – São Paulo, e in numerosissimi siti internet, brasiliani e non, con la corretta attribuzione.
Inoltre, l’attribuzione a Ricardo Neftalì Eliecer Reyes Basoalto è stata smentita sia dalla Fondazione Neruda che da Stefano Passigli, editore italiano delle opere del grande poeta cileno.
Per finire, una lettura filologica può escludere che nel 1957 il poeta avrebbe mai scritto un verso come “Muere lentamente quien hace de la televisión su gurú”, banale traduzione per calco del portoghese “Morre lentamente
quem faz da televisão o seu guru” presente nel testo originale.
Direi che la questione si può considerare chiusa, al di là di ogni ragionevole dubbio.
Ah! servile Italy, grief’s hostelry!
A ship without a pilot in great tempest!
No Lady thou of Provinces, but brothel!
Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!
Come dire: “Sono felice!” e pensare tormentandosi “Perchè sono felice?”. “Felix qui potest rerum conoscere causas”. La stupidità umana è infinita come le vie che conducono a Dio. Ma chi se ne frega di chi sono i versi che sanno darti una simile emozione o se è Lucrezio od Jbraimovich che ha detto…..
Mi dispiace, ma si tratta di una leggenda metropolitana circolata in reta un po’ di tempo fa.
Pare che la giornalista Martha Medeiros abbia pubblicato questa poesia come sua nell’anno 2000, mentre come sappiamo il grande Pablo Neruda è venuto a mancare l’11 settembre 1973. Nelle raccolte pubblicate dal poeta la poesia in questione era già presente.
Lo scrittore Antonio Skármeta nel 1986, proprio ispirandosi all’ultimo verso del componimento, ha pubblicato il romanza “Ardiente Paciencia”, più conosciuto col titolo di “El cartero de Neruda” da cui è successivamente stato tratto il film “Il postino” con Massimo Troisi.
Come si può notare la datazione dei singoli eventi smonta del tutto questa leggenda. Depredare uno dei più grandi poeti sudamenricani di un’opera tanto magnifica è uno stupro per la letteratura mondiale!
merda!ci dovevo fare la tesina partendo da quella poesia! e ora? come faccio!?
come si fa a fare miliardi di siti citando neruda! ufffffffi!
meno male che lho letto…sennò facevo una gran bella figura di m****!
@ PoisonGirl: potresti fare una tesi proprio cercando di dipanare il mistero…
Buona ricerca, e non solo con internet!
Cavoli, grande Serena, questa sì che è una grande idea!
[...] mi e` stato fatto notare (grazie) che e` frutto della penna di Martha Medeiros (come anche spiegato qui, o da Repubblica, ed anche qui). Ahi ahi, l’ignoranza. [...]
Come non essere d’accordo con Sergio….cosa toglierebbe alla grandezza di Neruda se “lentamente muere” fosse stata scritta da qualcun altro? Se lo scritto ti trasmette emozione non importa chi ne sia l’autore, come la visione di un tramonto sul mare non deve obbligatoriamente far pensare a dio…
ho letto che Pablo Neruda ha scritto “Ode alla vita e altre odi elementari”. Forse ciò ha aumentato la confusione.
Mamma mia, che concentrato di banalità. Come non sorridere davanti ad una simile lettura, ottima, questo sì, come strumento per catene di S. Antonio via e-mail…
E’ appena successa la stessa cosa a me.
mi appresto a rettificare.
questo però fa riflettere su come una informazione sbagliata, a catena si riproduca creando errori clamorosi.
A me non è certo venuto in mente di andare a verificare se questa poesia fosse davvero di Neruda, ho dato per scontato che lo fosse…
è una cosa che mi fa parecchio riflettere.
Be Mastella l’aveva letta in parlamento dicendo che fosse di Neruda
oh anch’io ho appena scoperto che questa poesia non è di pablo neruda, però mi lascia sconcertata una cosa..
Io non sono venuta a saperlo tramite mail
ma tramite un giornale, mi lascia sconcertata il fatto che persino i giornali pubblichino notizie..diciamo “sbagliate”
ma è passato tanto tempo, che chissà..magari si saranno corretti in qualche numero successivo,anche di qualche anno dopo(visto di quanto tempo fa è l’articolo di cui parlo..)
comunque WOW
Ode alla vita (la poesia in questione) è di Martha Medeiros, giornalista e scrittrice brasiliana nata nel 1961.
Stefano Passigli, presidente della Passigli editori, che pubblica in Italia le opere di Neruda, ha fatto un comunicato. “Chi conosce la sua poesia – spiega Passigli – si accorge all’istante che quei versi banali e vagamente new-age non possono certo essere opera di uno dei più grandi poeti del Novecento”.
Analoga smentita è arrivata dalla Fondazione Pablo Neruda: “Quella poesia non è sua”.
Fonti:
La Repubblica
http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/crisi-governo-2/poesia-neruda-no/poesia-neruda-no.html
Non è di Neruda “Lentamente muore”.
Ce lo segnala la sig.ra Rosaura Pisanu che ringraziamo.
La poesia, che abbiamo pubblicato in queste pagine sotto la data del 28 giugno 2008, non è di Pablo Neruda come erroneamente molti credono, ma di Martha Medeiros, giornalista e scrittrice brasiliana nata nel 1961.
Nella rete abbiamo trovato numerosi riscontri della “bufala”, ma anche conferma autorevole di quanto segnalatoci.
PASSIGLI EDITORE: NON E’ DI NERUDA POESIA MASTELLA…
(Ansa 25 gennaio 2008) – Un errore clamoroso dovuto a un inarrestabile quanto antico e difficile da sradicare tam tam on line: ’Lentamente muore’, la poesia recitata ieri da Clemente Mastella nell’annunciare il voto di sfiducia al governo Prodi, non è di Pablo Neruda come l’ex ministro aveva detto, ma probabilmente è di una scrittrice e poetessa brasiliana Martha Medeiros.
Lo precisa in una nota la Passigli Editore. La casa fiorentina che pubblica l’intera opera di Neruda, con toni piuttosto polemici, smentisce categoricamente questa ’bufala’, cresciuta a dismisura sul web, traendo in errore, oltre Mastella, autorevoli osservatori e prestigiosi giornali. ’Ieri il senatore Mastella – si legge nella nota – nell’annunciare il suo voto negativo alla fiducia al Governo Prodi, ha citato una poesia di Pablo Neruda. La Passigli Editori, editore italiano delle opere di Pablo Neruda, precisa che la poesia recitata dal senatore Mastella (Lentamente muore) non e’ del grande poeta cileno.
Si tratta infatti di una bufala che da anni circola su internet a nome di Pablo Neruda: d’altronde, chi conosce la sua poesia, si accorge all’istante che quei versi banali e vagamente new age non possono certo essere opera di uno dei più grandi poeti del Novecento. Meglio così: non crediamo che Pablo Neruda – conclude la nota – che ha speso la vita per grandi ideali politici, sarebbe stato lusingato di sentir citare, in quell’occasione, una poesia davvero sua’.
Tra i più lesti ad accorgersi dell’errore, in cui incappano persino molte scuole distribuendo agli scolari la poesia attribuendola al grande poeta cileno, è stato il “Corriere della Sera” che a pagina otto ripristina la verità storica e dà a Cesare quel che e’ di Cesare. Neruda insomma non c’entra proprio niente come ha sottolineato piu’ volte in passato anche la Fondazione a lui intitolata. Ormai però la ’bufala’ corre sul web e c’è da scommettere che, vista la straordinaria quantità di documenti on line che amplificano l’errore, in molti ancora ci cascheranno.
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Sezione: governo crisi – Pagina: 008
(25 gennaio, 2008) – Corriere della Sera
«Lentamente muore»
L’ addio di Clemente con una poesia brasiliana
«Lentamente muore chi diventa schiavo dell’ abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni»: così esordisce nel suo intervento al Senato l’ ex Guardasigilli Clemente Mastella.
Una poesia prima di prendere posizione e confermare la sua sfiducia nei confronti del governo, una poesia che attribuisce al premio Nobel cileno Pablo Neruda. In realtà, l’ autrice dei versi è la scrittrice brasiliana Martha Medeiros (nella foto), il titolo in originale è «A morte devagar»: l’ equivoco in cui è caduto il leader udeur è un argomento di dibattito letterario anche su Internet, dove il testo ha acquistato fama mondiale.
Scusate, ma a parte le varie smentite, se nella vita vi è capitato di leggere ALMENO due componimenti di Neruda, come potete aver seriamente pensato che queste frasi naif e da diario scolastico potessero essere davvero state scritte da lui?
Non mi sto fingendo un grande esperto, non ce n’è bisogno. Seriamente, vi invito a leggere qualche poesia di Neruda con attenzione e poi, di nuovo, questa. La dissonanza è talmente evidente che ve ne accorgerete immediatamente da voi.
Se questa bufala ha tratto così grande linfa vitale dalla rete, il motivo è che il nostro paese non legge, semplicemente “consuma”. Si va alla ricerca di frasi gradevoli, da bacio perugina, da commedia sentimentale, semplici e lineari (come queste), senza formule espressive sulle quali fermarsi a riflettere.. a “leggere” sul serio. Si cercano e si copiano su blogs, diari, lettere d’amore, versi da consumare rapidamente.. non importa quanto banali.
Si dà per scontato che Neruda scriva “poesie d’amore”, buone da citare quando serve far sospirare qualcuno. I suoi componimenti più noti e riportati sul web perlopiù non sono altro che la selezione dei suoi testi più romantici e facili da consumare… fino ad arrivare al punto che orde di lettori-non-lettori riescano ad attribuire queste parole a Neruda, diventato ormai nell’immaginario collettivo un semplice “ricettario” da cui attingere bei componimenti pronti da copincollare.