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Posts Tagged ‘san michele’

Da Vesio di Tremosine (circa 600 metri slm) a Passo Tremalzo (punto più alto circa 1850 metri slm) e ritorno in mountain bike, circa 39 km per la quasi totalità di impegnativa strada sterrata di montagna, con pendenze medie del 10-12%, dislivello di circa 1300 metri, attraverso due valli: salita lungo la valle del San Michele e discesa lungo la splendida strada della Val di Bondo, passando per passo Nota.

Lo ammetto, il giro è stato almeno per me piuttosto impegnativo, i dati parlano da soli. L’immagine però per me più piacevole ed emblematica è stata questa …

… mi ha infatti ricordato che “io sono bicicletta“, ma non ero il solo. Abbiamo incontrato altri per cui lo scopo principale non era portare a termine l’intero giro stesso, magari con una buona andatura (questo è “ciclismo“), bensì fare il bagno nella meravigliosa cascata Prà di Lavino, (ehm ehm, io sono uno di quelli nella foto) a cui far seguire delle pappardelle al salmì di cinghiale al rifugio Garda.

Partenza al mattino dal grazioso borgo di Vesio di Tremosine, dove abbiamo parcheggiato l’auto nel parcheggio pubblico appena fuori il paese. Dopo una doverosa colazione, subito in sella alla bici in direzione di Tignale. Dopo circa un paio di km di strada asfaltata, all’altezza della Cooperativa Alpe del Garda si trova a destra il bivio per la valle di San Michele; da qui inizia la strada sterrata.

I primi 2-3 km fino alla diga sul fiume San Michele, la strada è praticamente in piano. Dopo la diga inizia la vera salita, 14 km per arrivare a passo Tremalzo.

I primi chilometri sono sicuramente i più duri di tutto il giro, quindi il consiglio è di affrontarli con molta tranquillità conservando le energie, altrimenti si rischia di rimanere “in riserva” nella parte più alta. La strada, benché sterrata (a volte cementata, o lastricata) è molto bella, larga e ben battuta.

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Mamma mia ma quanto sono brutte le Santelle che hanno posizionato sulla strada che da Salò sale verso San Michele?

Sono veramente orribili!

Non capisco perché sprecare tutta quella energia nell’ideare nuove architetture quando le Santelle storiche sul Garda hanno già raggiunto pressoché la perfezione estetica.

Mah!

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Sabato mattina presto non riuscivo a dormire, quindi complice il tempo un po’ coperto, senza timori riverenziali dopo anni ho “attaccato” l’ascesa verso San Michele, salendo però da Salò invece che da Gardone Riviera come al solito, e ce l’ho fatta senza grossi problemi!

La salita da Salò verso San Michele è una delle più dure che io conosca, non so bene il perché, in fondo non ci sono grandi pendenze, e sono solamente 4 o 5 km in tutto, ma “tira” continuamente e non ha punti in cui ti lascia respirare e quindi a me risulta essere particolarmente faticosa.

Dalla salita ho imparato quindi qualche lezione:

  • non devi aver paura di affrontare alcuna salita;
  • devi conoscere quali sono le tue forze;
  • devi salire con il tuo passo dosando le forze, non importa quanto ci metti;
  • non devi essere mai al limite dello sforzo, se non nello sprint finale;
  • se senti una piccola crisi, devi rimodulare lo sforzo e soprattutto non guardare mai a campo lungo (vedendo quanta strada manca ti demoralizzeresti), ma a 1 metro davanti alla tua ruota, quando poi ti riprenderai potrai ricominciare a guardare lontano;
  • ma soprattutto, se dopo averle provate tutte ad un certo punto non ce la fai più, non aver paura di gettare la spugna, fermarti, sederti e ridiscendere, perché …

… Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia
(Francesco De Gregori, La leva calcistica della classe ’68)

Fiii, so tròp filosofo!
… però ho pensato davvero a tutte queste cose.
😛

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