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Posts Tagged ‘papà’

Stavo riguardando il quadretto che Milla ha fatto all’asilo per la festa del papà ed è veramente carino e d’effetto; bei colori e materiali poveri: una tavoletta di legno, farina gialla, grano, risone, semi di zucca.

La poesia che poi hanno imparato è stata veramente molto tenera:

Messaggio per papà!

Molte volte sei sorridente,
altre volte preoccupato.

Quando è sera poi tu sei stanco,
posso solo starti accando
e abbracciarti stretto, stretto
sul divano o nel tuo letto!

Io con te vorrei giocare
ma tu spesso hai da fare;
dai su, fermati papà,
lascia tutto e vieni qua!

Hai sentito il tuo telefonino?
Chi ti chiama è il tuo bambino,
il messaggio del mio cuore è:
tu sei il papà migliore!

🙂

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Grande teatro all’asilo

Grande Teatro ieri all’asilo di San Felice!
Come ogni anno ieri in occasione della loro festa, i papà hanno messo in scena uno spettacolo teatrale per i bambini.

Devo dire che alla fine ci siamo divertiti probabilmente più noi che i bambini ed il copione non è stato esattamente rispettato, anzi, si è letteralmente sbragato improvvisando alla grande, però alla fine lo spettacolo è risultato genuino e spontaneo!
Certo, alcuni erano un pochino … ehm ehm … ambigui. 😀

… ed ora per fine anno scolastico si sta pensando addirittura ad un musical!
Evvai di tournée!

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Lei mi vede così

In un recente disegno all’asilo Camilla mi ha fatto un … ehm ehm … ritratto.

Cheddire, ho un certo stile, non è vero?
😀

Per me se Dolce & Gabbana vedono quel cappottino verde con i grossi bottoni e l’abbinamento di colori con pantaloni e scarpe ne fanno certamente una linea per la nuova stagione!

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Un battito per papà

C’è un evento nella mia vita il cui ricordo è sempre straordinariamente emozionante e che il racconto del sogno di mia nonna mi ha riportato alla mente.

Della nascita di Camilla non ho esattamente un buon ricordo, anzi tutt’altro, infatti tutto ciò che poteva andare per il verso sbagliato ci è andato, a parte ovviamente il lieto fine che ora c’è e sta bene.
Nacque infatti prematura di oltre un mese, e dopo molte ore di tentativo di farla nascere in modo naturale, vista la sofferenza di mamma e figlia decisero un cesareo di emergenza.
Non vidi neppure Camilla in quanto date le sue condizioni un po’ precarie la portarono immediatamente in terapia intensiva neonatale dove rimase in incubatrice per giorni bendata, sotto le lampade a raggi ultravioletti, con vari sensori collegati e per i primi giorni addirittura intubata per aiutarne la respirazione viste le difficoltà.

In quei giorni di gennaio 2005 anche il meteo non ci fu d’aiuto, nebbie fitte mai viste sul lago e una mega-nevicata.
In una delle prime notti, era abbondantemente passata mezzanotte, guidando nella neve ero andato all’ospedale di Desenzano a portare un po’ di latte che Paola si era tolta perché lo dessero a Camilla, e rimasi lì dentro la terapia intensiva con medici e infermieri a chiacchierare e ad osservare il loro incredibilmente amorevole lavoro con quei bambini sofferenti che sembravano quasi dei ragnetti viste le loro dimensioni e come si dimenavano.

Osservavo anche continuamente Camilla che si dimenava nell’incubatrice e il grafico terribilmente irregolare del suo battito cardiaco e il ritmo altrettanto irregolare della sua respirazione.

Ad un certo punto chiesi l’autorizzazione al medico di aprire l’incubatrice e di dare per qualche secondo il mio enorme dito nelle manine di Camilla, e autorizzato così feci molto intimorito.
Vidi all’improvviso medici e infermieri avvicinarsi velocemente a me e Camilla con occhi stupefatti, solo lì capii che era successo qualcosa di assolutamente straordinario: il battito cardiaco e la respirazione di Camilla con il mio dito in mano si erano incredibilmente regolarizzati!
Togliendo il mio dito invece ritornavano irregolari e anche sostituendolo con quello di medici e infermieri rimanevano irregolari.

Solo in quel momento ho capito che c’è qualcosa di potente che ci sfugge e che va oltre i nostri 5 sensi, perché sono certo che nessuno mai con la scienza riuscirà a spiegarmi perché una bambina di qualche centinaio di grammi, bendata, intubata ed in quelle condizioni così precarie, che oltretutto non mi aveva mai visto ne toccato, riusciva a capire che quello era il dito di papà.

Con emozione, Buon Anno

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