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Posts Tagged ‘lago di garda’

Io sono bicicletta, qual’è quindi il motivo per cui ho deciso di fare il mezzo giro del lago di Garda in bicicletta?

Ma ovvio, per il piacere di un buon coregone ai ferri con polenta abbrustolita e un bicchiere di chiaretto fresco, gustati in riva al lago con il sole in fronte!

Coregone, trota e sardina di lago ai ferri

Ho percorso in bicicletta il periplo della metà meridionale del lago di Garda, circa 80 km praticamente pianeggianti, in parte su ciclabile (soprattutto sulla costa veronese). In fondo a questo articolo trovate la mappa del mio giro.

Partenza in mattinata da San Felice del Benaco in direzione Maderno (circa 14km), ammirando lungo il tragitto la bellezza del lungolago di Salò e del lago illuminato dal sole mattutino.

Lungolago di SalòGrand Hotel Gardone Riviera
Lungolago di Maderno

A Maderno mi sono imbarcato sul traghetto “Mincio” per Torri del Benaco, che ho raggiunto dopo 30 minuti di navigazione con una spesa, se non ricordo male, di circa 7,50 euro per il trasporto persona più bicicletta.

Traghetto Mincio - Maderno Torri del Benaco

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Guardare il lago da un aereo sopra le nuvole?
Beh, ieri dalla Rocca di Manerba la sensazione era proprio quella, con la penisola di Sirmione sullo sfondo.

Rocca di Manerba

Nel fine settimana un sottile cuscino di nebbia si è adagiato sul lago dando luogo ad atmosfere molto affascinanti, …

Rocca di Manerba

… atmosfere da Highlands scozzesi, …

Rocca di Manerba

… ma anche sorprendenti contrasti di colori …

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Io vivo qui, a San Felice del BenacoMi sento un privilegiato …
Così cominciavo il mio post sullo splendido video Warda e i custodi della Valtenesi.

Oggi mi è capitato di vedere questo video promozionale (mi dicono che il claim significa “scopritori cercasi“) di Bresciatourism destinato al turismo tedesco …

… e mi viene spontanteo l’orgoglio di dire:

Io vivo qui, sul Lago di Garda!

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Ieri, passeggiando nella neve lungo la ciclabile di San Felice del Benaco ed osservando il lago dal punto panoramico mi chiedevo:
meglio in Estate o in Inverno?

Per quanto mi riguarda non ho dubbi: Estate forever !!!!

Però mettendo a confronto le due foto panoramiche a 360° che ho fatto nello stesso punto in Estate e in Inverno, beh, devo dire che anche il panorama con la neve ha un certo fascino.

San Felice in Estate (cliccare per ingrandirla)

San Felice in Inverno (cliccare per ingrandirla)

P.S. – Per chi fosse interessato, per la composizione delle foto panoramiche ho utilizzato il software open source Hugin (http://hugin.sourceforge.net/), l’ho trovato particolarmente potente.

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L’Eremo di San Valentino è uno dei luoghi più suggestivi del lago di Garda, da cui si può godere la vista di splendidi paesaggi, come questo …

Situato ad una altezza di 772 mslm in un fessura della roccia sulla costa a picco sul lago di Garda, a nord di Gargnano, io Paola e Camilla (6 anni) l’abbiamo raggiunto a piedi da Sasso (550 mslm, dove abbiamo lasciato l’auto) con una passeggiata abbastanza facile di circa 50 minuti.
Il percorso è adatto anche alle famiglie con bambini, sostanzialmente senza pericoli, stando lievemente attenti nella seconda parte al lato esposto a lago e ad una breve scalinata ricavata nella roccia a pochi minuti dall’eremo.

La meta però è questa …


La tradizione racconta che il piccolo e isolato Eremo di San Valentino venne costruito da alcuni gargnanesi per sfuggire alla peste del 1630. Sebbene però il culto di San Valentino si sia diffuso in relazione alle epidemie, l’eremo non viene menzionato prima del 1673.
L’eremo fu abitato da almento tre eremiti: di uno parla una relazione del 1684, seguito nel 1760 da Giovanni Marchetti, mentre l’ultimo fu Geremia Paladini che, giunto da Casson Veronese nel 1849, morì a Sasso nel 1865.

L’interno è un po’ spoglio, ma comunque affascinante con il suo essere addossato alla roccia …

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Il grave terremoto che ha colpito il basso lago di Garda alle 23.59 del 24 novembre 2004 è stato analizzato nei dettagli dalla scienza, poco o nulla però si sa dell’aspetto umano, delle paure, dei disagi, delle difficoltà, della ricostruzione.

Il nostro personale racconto di quella notte è uno di quelli che Camilla ama sentirsi periodicamente raccontare e noi ogni volta siamo quindi costretti a ripercorrere quei minuti, quelle ore, quei giorni, quelle settimane.

Nei giorni scorsi, dopo l’ennesima replica, Cami l’ha improvvisamente visualizzato in un disegno che mi è parso particolarmente completo per i suoi 6 anni, la nostra Tapisserie de Bayeux dell’evento 🙂 …

Cliccare sull'immagine per ingrandirla

Sì, lo so, forse così non è immediato, ecco quindi in breve il nostro personale racconto, così poi guardando il disegno tutto sembrerà chiarissimo:

Il nostro terremoto del Garda del 24 novembre 2004

24 novembre 2004, è sera, ora di dormire, Paola ed io ci infiliamo sotto le calde coperte.
Camilla è in pancia di Paola da 6 mesi allegramente scalciante, gliene mancano ancora 3 prima di vedere la luce, o almeno così pensavamo, visto che ha voluto poi bruciare i tempi di oltre 1 mese.

Alle 23.59 il letto trema in modo morbidamente energico, come fossimo su un materasso ad acqua (saprò dopo che tale effetto è dovuto alla natura argillosa del terreno su cui poggia la nostra casa). Tempo di riprendersi dal brusco risveglio e tutto è già terminato.

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6 ottobre ultimo bagno della stagione, beh, direi un’estate 2011 da ricordare, quasi sei mesi di bella temperatura, iniziata quest’anno già il 10 aprile!

L’altro giorno l’acqua era veramente pulitissima, nessuna persona, nessun motoscafo rumoroso, anche gli uccelli migratori sono già partiti quasi tutti, che bellezza!

Dai, voglio farla tragica …

… ed io che pensavo di aver fatto l’ultimo bagno a fine settembre in Grecia …

Dai, voglio farla ancor più tragica …

… il freddo, soprattutto al mattino è oramai arrivato, oggi 6°, SIG SIG, si va verso la stagione fredda che non amo per nulla, ho bisogno di una degna colonna sonora in cui crogiolarmi per qualche secondo in una consolatoria autocommiserazione …

… sì, trovata! Perfetta! The Call by Regina Spektor, eccola ..

… bon dai, mi sono autocommiserato abbastanza, ora sono pronto ad immergermi nell’autunno e poi nell’inverno: castagne arrivo!
😀

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EnglishIo vivo qui, a San Felice del  Benaco!

Mi sento un privilegiato, come darmi torto?

Pare proprio un paradiso in terra, ed effettivamente vi sono luoghi idilliaci che sembrano dipinti, come l’Isola del Garda presentata nel video da Alberta Cavazza, o come l’azienda agricola Le Chiusure presentata dall’amico Alessandro Luzzago, ma anche il Santuario della Madonna del Carmine o la chiesetta di San Fermo e il promontorio retrostante.

San Felice però vi assicuro è un paese certamente carino, ma non è tutto così meraviglioso come l’occhio di Marco Preti ha splendidamente illustrato.

Questo video è tratto da Warda (che sono riuscito finalmente a guardare per la prima volta qualche sera fa), un bellissimo film documentario di Marco Preti e commissionato dall’Unione Comuni della Valtenesi (che ne detiene i diritti ed a cui va tutta la mia personale riconoscenza per questa splendida e lungimirante opera) girato raccogliendo luci, paesaggi e volti della nostra Valtenesi. Un lavoro di 1 anno dedicando 2 mesi di riprese per ogni paese: Moniga e San Felice durante l’estate, Soiano in autunno, Padenghe e Polpenazze d’inverno e Manerba in primavera.

Warda mostra l’aspetto più antico e romantico dei sei paesi della Valtenesi, l’unica vera ricchezza.

Veramente meraviglioso, immagini bellissime, la Valtenesi che vorrei e che mi piacerebbe si mantenesse, con una musica splendida, intensa ed evocativa del Quartetto l’Escargot (bellissima ad esempio “In Cammino“).

Eccone il trailer ufficiale, anche se personalmente preferisco la parte con le testimonianze:

Da Warda emerge che, come sempre, la bellezza di un territorio è fatta da poche persone fattive e illuminate. Voglio quindi rendere il mio personale omaggio a quelli che nel documentario hanno dato la propria testimonianza di vita e che a mio avviso sono i veri eroi e preziosissimi custodi del nostro territorio e della nostra identità, persone che, ognuna nel proprio ambito, contribuiscono a rendere il luogo in cui vivo un vero e prezioso tesoro, famoso fin dai tempi della Roma antica per la maestosità del panorama alpino e la mitezza del clima mediterraneo:

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Ogni volta che passavo davanti al Prato della Fame (Pra’ de la Fam, un lembo esteso di spiaggia a 6 km a nord di Gargnano) mi sono sempre chiesto l’origine di questo curioso nome. Così mi è successo anche in occasione dell’ultima passeggiata.

La risposta l’ho trovata sbirciando un libro che ho a casa:

Quando i fieri venti e le burrasche del Garda costringevano barcaioli e pescatori ad approdare sulla spiaggia di detriti trasportati a lago dai monti di Tignale dalle piene del torrente Baès, ed a rimanere per più giorni, la Fame veniva a tener loro compagnia.

Al Prato della Fame, oggi anche porto di Tignale, mancavano i mezzi di sostentamento e ci si poteva allontanare solo così come ci si era arrivati: via lago. Le alte pareti rocciose impedivano il passo ed i collegamenti con i paesi dell’entroterra. Prima che fosse costruita la Gardesana (1931) le merci viaggiavano sull’acqua ed erano molte le imbarcazioni che solcavano il lago. Erano anche molte le barche dei pescatori che dal lago ricavavano un piccolo ma sicuro reddito; inoltre, il pesce invenduto serviva a sfamare la famiglia.

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Per chi soffre di vertigini forse non è il sentiero più adatto essendo a tratti esposto e a picco sul lago, però è abbastanza agevole.
Da buoni temerari è questa la passeggiata che abbiamo scelto di fare con Paola e Camilla.

Partenza da Prato della Fame (66 mslm) in riva al lago sulla Gardesana Occidentale a 6 km da Gargnano, lungo poi il sentiero 260 alla destra della limonaia ci si inerpica sulla costa rocciosa fino a Gardola di Tignale (555 mslm), dove si arriva dopo 1 ora e mezza circa soddisfatti e con gli occhi pieni di splendidi panorami.

Domenica scorsa era una giornata dal meteo ideale, pieno inverno ma temperature eccezionalmente alte, 18-20 gradi. Deciso: si va a camminare.

Lasciata l’auto al Prato della Fame (Pra’ de la fam) proprio sulla Gardesana di fronte alla grande limonaia riattivata dalla Comunità Montana Parco Alto Garda Bresciano,  proprio tra la limonaia e il bar-trattoria-hotel “Al Prà” parte la segnavia N° 260. Poco sopra i vecchi edifici in ristrutturazione si passa sopra un ponticello da dove si può ammirare la cascata del torrente Baès, dove viene anche raccolta l’acqua necessaria per irrigare i limoni.

Il primo tratto il sentiero sale sfruttando i punti deboli della parete rocciosa che sovrasta la costa dell’alto-Garda, e dove era più compatta la sede è stata ottenuta a colpi di piccone. Se penso che fino ai primi ‘900 (quando fu costruita la strada dal lago a Gardola) questa era la strada che percorrevano a piedi i primi turisti dell’altopiano di Tignale una volta scesi dal piroscafo, mi viene male.


Dopo circa 1 ora a quota 400 mslm improvvisamente termina la parete rocciosa e ci si trova su un’autentica terrazza naturale sul lago. Qui si possono vedere ancora gli anelli di ferro a cui era ancorata la vecchia teleferica che trasportava le merci dal lago fino a Tignale.

Da qui in poi ci si trova a percorrere un bel sentiero in mezzo a prati e ulivi, poco dopo si prende la segnovia N° 266 per Gardola.

Dopo non molto si incontra la strada principale nella frazione di Oldesio, dove noi ci siamo fermati a mangiare al piacevole ristorante “Al Terrazzo”, ottima cucina, prezzi onesti e splendido panorama su tutto il Lago di Garda e il Monte Baldo.

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Ne ho le prove, ieri sera io c’ero a Felixia con gusto, la prima delle quattro giornate di Felixia (17-20 giugno), la festa che animerà San Felice del Benaco fino a domenica.

La serata non era cominciata sotto i buoni auspici, il forte temporale e la bufera di vento del mattino, la temperatura a picco, la speranza di una piacevole serata tra assaggi e musica che si infrange prima di cena contro la risposta “spiacente, i coupon li abbiamo terminati ancora una settimana fa“!

Vabbé, quando invece triste e senza speranza 🙂 stavo legando i pomodori nell’orto ecco la telefonata che mi diceva “se vuoi ce n’è uno“: yesss!! 😛
Alle 20.30 eccoci quindi tra i primi a fare il tour assaggiando piatti e vini di tutte le 19 postazioni gestite da ristoranti e produttori con l’aiuto delle mie donne, ma anche conversando piacevolmente con chi incontravamo.


Di gente ce n’era “il giusto” e in paese ad ogni angolo c’erano gruppi musicali che suonavano generi diversi, a proposito, splendida la versione acustica (chitarra e voce) di “ain’t no sunshine” del sempre immenso Adelmo Bassi.


E anche alcuni negozietti erano aperti, in particolare molta curiosità ho visto ha attirato la bottega del nostro rigattiere del paese.

Insomma, una piacevole serata di cui ho scattato anche qualche altra immagine.

Ma non finisce qua!

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Da un po’ avevo nel mirino questo spettacolare giro in bicicletta e alla fine l’ho fatto: un giro duro, impegnativo (almeno per me), che richiede una media preparazione, oltre 100 km con salite impegnative e con oltre 20 km di strada sterrata, con la cima Coppi di Passo Tremalzo a oltre 1.800 metri di altitudine, tra Lombardia e Trentino, dal Lago di Garda percorrendo tutta la Vallesabbia costeggiando il fiume Chiese salendo poi fino a Passo Tremalzo e riscendendo infine sul Garda.

Partenza da San Felice di prima mattina con il Garda ancora sonnecchiante e già dopo pochi km a Tormini di Roé Volciamo ne saluto la vista per poi incontrare di lì a breve il fiume Chiese, e il mio pensiero è: “fii, sono già stanco, mi sa che non ce la faccio“.

Risalgo poi per vari km l’operosa Vallesabbia che certo però non eccelle per i suoi panorami, anche se qualche scorcio carino lo si trova, specialmente nella zona di Barghe e del Lago d’Idro con la bella Rocca d’Anfo.

A Ponte Caffaro si lascia la Lombardia e si entra in Trentino e dopo pochi km si raggiunge Storo dove si abbandona la strada principale e si prende la deviazione per il Lago di Ledro e l’omonima Valle. Qui la strada comincia a salire anche se è ancora abbastanza pedalabile.

Dopo una decina di chilometri di una affascinante strada incastonata in una stretta valle si raggiunge Passo d’Ampola a poco più di 1.000 mslm di altitudine dove si trova anche l’omonimo Lago d’Ampola molto apprezzato dai naturalisti.

Qui si prende la deviazione a destra per Passo Tremalzo e la vera salita ha inizio, circa 12 km che coprono un dislivello di circa 800 metri. Il fresco sulla pelle e la bellezza dei paesaggi, delle montagne e degli animali al pascolo però danno la forza di andare avanti.

Per questa impegnativa salita decido di farmi accompagnare da una colonna sonora adeguata e sul mio lettore mp3 faccio partire la compilation Bertallosophie Altri Suoni Italiani, con brani soprattutto del panorama underground milanese che trasmettono quel senso di rassicurante, serena e pacificata malinconia laboriosa che solo chi ha vissuto un po’ a Milano può comprendere, e che mi aiutano a concentrarmi sul ritmo di pedalata e sulla gestione delle mie energie, avendo ben presente la “lezione della salita“, e pedalata dopo pedalata …

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Il prossimo martedì 26 maggio alle ore 20.45 presso il Palazzo Ex Monte di Pietà a San Felice del Benaco (non potete perdervi è nella piazza principale del paese) verrà presentata un’altra splendida iniziativa della nostra Associazione San Felice più Felice, la CARTA DEI SENTIERI E DELLE PASSEGGIATE DI SAN FELICE DEL BENACO che ha visto l’adesione e il supporto di molti operatori turistici oltre che dell’amministrazione comunale.

Non potrete non rimanere affascinati dalle passeggiate lungo i sentieri che troverete nella carta:

  • PASSEGGIATA DI SAN FERMO
    con le visuali più suggestive verso l’isola del Garda e la Baia del Vento, una delle spiagge più belle del lago di Garda
  • PASSEGGIATA DEI BORGHI
    attraverso i campi e gli uliveti alla scoperta degli antichi borghi di Cisano e Portese
  • PASSEGGIATA DI MONTE CROCE
    con le prospettive inconsuete sul paese di San Felice e sul lago di Garda dalla cresta di confine del territorio comunale

Durante la presentazione verranno distribuite copie della cartina a tutti i presenti e illustrato il lavoro fatto.
 
Spargete la voce, mi raccomando, diventerà presto un oggetto di culto!


Certo stavo pensando che saremo pure un’associazione di quattro gatti, ma facciamo andare le manine, le gambine e le testoline.
😉

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