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Proprio perchè voglio sia chiaro che la nostra intenzione è solo quella di chiarire cause, responsabilità, oltre che avere certezza che dai nostri rubinetti scenda acqua buona, e che questa sia gestita da personale competente, mi pare doveroso riportare le dichiarazioni del Presidente di Garda Uno Mario Bocchio fatte alla stampa alcuni giorni fa dopo il rinvio a giudizio per la grave epidemia di gastroenterite che ha colpito San Felice del Benaco nel giugno 2009.

Solo un appello: Presidente non parli però solo con la stampa, venga a parlare anche con noi, è brutto dirlo, ma con tutto ciò che è successo le pare possibile che i cittadini non l’hanno mai mai vista a San Felice e ne potuta incontrare?

Mi perdoni ma a me non pare proprio normale …
😦

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E’ ufficiale: i vertici di Garda Uno sono formalmente imputati e andranno a processo per  la grave epidemia di gastroenterite che ha colpito migliaia di abitatanti e turisti di San Felice del Benaco nel giugno 2009.

Le accuse sono pesantissime: i reati contestati sono epidemia colposa, lesioni e distribuzione di alimenti adulterati.
La notizia meno positiva è che il dibattimento inizierà solo il 17 maggio 2012 (personalmente in tutta sincerità speravo molto prima, sia a tutela nostra che di Garda Uno).

Il giudice Francesco Nappo ha infatti disposto il processo per:

  • Mario Bocchio (Presidente di Garda Uno)
  • Franco Richetti (Direttore Generale di Garda Uno)
  • Mario Giacomelli (Responsabile del settore ciclo idrico integrato di Garda Uno)

Le accuse dei Pubblici Ministeri sono molto pesanti e le avevo riportate nel dettaglio in occasione dell’avvio dell’udienza preliminare.

La notizia è stata ripresa sui giornali locali:

La notizia è stata anche riportata da molteplici siti online come Il Giorno, BresciaPoint, quiBrescia, ecc.

Personalmente continuo a non capire il silenzio dei Sindaci dei comuni azionisti di Garda Uno e il loro apparente disinteresse verso questa grave vicenda.

Vera la presunzione di innocenza, ma a me sinceramente preoccupa non poco sapere che questi tre dirigenti su cui pendono accuse pesantissime da parte dei Pubblici Ministeri  che hanno svolto approfondite indagini, continuino a svolgere i rispettivi ruoli senza quantomeno un affiancamento con figure di garanzia, gestendo l’acqua che scende dal nostro rubinetto.

… e se preoccupano me, dovrebbero a maggior ragione preoccupare i Sindaci!

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Da un po’ non scrivo sulle conseguenze della gravissima epidemia di gastroenterite che nel giugno 2009 ha colpito abitanti e turisti di San Felice del Benaco, avevo infatti promesso di riportare esclusivamente fatti e di non farmi trascinare in polemiche o indiscrezioni, ed a questa promessa mi sono attenuto.

Da ieri c’è un nuovo fatto, è iniziata infatti la fase giudiziaria di questa triste e grave vicenda. E’ cominciata infatti al Tribunale di Brescia l’udienza preliminare davanti al giudice Francesco Nappo per i vertici di Garda Uno: il Presidente Mario Bocchio, il Direttore Generale e Procuratore Speciale Franco Richetti, il Dirigente Responsabile del ciclo idrico Mario Giacomelli.

Proprio oggi c’è un articolo molto completo ed esaustivo sul Bresciaoggi a firma di Wilma Petenzi. Vi invito sin da ora ad andare in edicola comunque ad acquistarlo in quanto è un documento molto importante in un momento cruciale sulla strada della chiarezza sulle cause.
Mi scuso sin da ora pubblicamente con Bresciaoggi per aver riportato l’articolo, non è mio costume farlo, ma lo faccio solo come contributo documentale di pubblica utilità.

Acqua infetta, in aula i vertici di Garda Uno

San Felice. E’ iniziata ieri l’udienza preliminare davanti al giudice Francesco Nappo per il presidente, il direttore generale e il responsabile del settore ciclo idrico.
Nel giugno 2009 maxi epidemia di gastroenterite. In quaranta, tra cui il Comune, hanno chiesto di costituirsi parte civile: il giudice aggiorna a gennaio.

La comunità scientifica non ha dubbi: l’epidemia di gastroenterite che nel giugno dello scorso anno colpì duemila persone a San Felice è conseguenza dell’acqua infetta sgorgata dall’aquedotto. L’epidemia per gli esperti, fu causata da costridium perfrigense e norovirus, microrganismi patogeni trovati nell’acqua dell’acquedotto.

La stessa certella ha portato la procura a chiedere il rinvio a giudizio dei vertici di Garda Uno, la società che gestisce l’acquedotto del paese gardesano. Per epidemia colposa, distribuzione di alimentari adulterati e per lesioni colpose chiede il processo per Mario Bocchio, 55 anni, Presidente di Garda Uno, Franco Richetti, 62 anni, Direttore Generale e Procuratore Speciale di Garda Uno, Mario Giacomelli, 56 anni, Dirigente Responsabile. E ieri, davanti al Gup Francesco Nappo è iniziata l’udienza preliminare. Pochi minuti per raccogliere la richiesta di costituzione di parte civile presentata da una quarantina di parti offese, tra cui i 23 cittadini che hanno sporto denuncia, assistiti dagli avvocati Gianluca Savoldi, Elena Scotuzzi e Lorenzo Valtorta, il Comune di San Felice, assistito dall’avvocato Luigi Frattini, altri cittadini che si sono presentati ieri in aula con il certificato medico e albergatori e ristoratori del paese.
Impossibile decidere subito sull’ammissibilità delle costituzioni di parte civile, il giudice ha aggiornato l’udienza al 13 gennaio, quando le parti torneranno in aula.

Per la procura, rappresentata in aula dal sostituto procuratore Leonardo Lesti (le indagini erano state coordinate dal PM Paolo Abritti) i batteri che portarono in pronto soccorso più di duemila persone potevano essere evitati, i responsabili dell’acquedotto comunale avrebbero dovuto prevedere quello che successe dal 9 giugno 2009 in poi. Ma i vertici di Garda Uno, secondo le accuse, non previdero l’epidemia perché agirono con negligenza, imperizia e imprudenza nella gestione della rete idrica comunale.

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A leggere le risposte delle Autorità (AATO, ASL, Comune di San Felice del Benaco, Garda Uno) sono dolente ammetterlo sembra di ascolatare un disco rotto: “bevete tranquilli“, “è tutto a posto“, “l’acqua di San Felice è a posto“, “i lavori sull’acquedotto sono praticamente ultimati“, “quanto siamo stati bravi“, ecc.

Sono molto contento che siate tutti così ottimisti e fiduciosi, ma piccolo particolare, in base a quali dati anche noi dovremmo nutrire altrettanta fiducia visto che in buona parte non ce li fornite?
Dove sono le analisi?
Perché vi ostinate a non renderle pubbliche?
Perché non vi siete mai presentati in occasioni pubbliche di confronto e contraddittorio anche tecnico?
Quali lavori sono stati fatti?
E’ possibile verificarli e monitorarli?
Su che basi insomma dovremmo stare tranquilli dopo quello che è successo?

Ripeto ciò che ho scritto due giorni fa: perché ad alcuna autorità importa che a San Felice nessuno stia più bevendo l’acqua?
La risposta è semplice, perché non c’è fiducia nella nostra acqua e nell’operato delle Autorità!
E sì, perché la fiducia si conquista innanzitutto con la trasparenza del proprio operato e soprattutto con tanta umiltà e un’informazione chiara e completa!

Mi chiedo, ma chi sta consigliando questi signori sulle scelte di comunicazione?
Credetemi, c’è solo un modo per recuperare la fiducia: bando agli slogan, ma dati, informazione puntuale completa e periodica, incontri pubblici dove vi presentate di persona con tanta umiltà a parlare e confrontarvi con la gente e con tecnici esterni ed a rispondere a tutte le loro domande.

Vi prego, se volete prendete me e vedrete che diamo una bella svolta una volta per tutte a questa vicenda.

Vi faccio solo un esempio di ciò che non va fatto. Prendiamo il finale dell’articolo di “spot” dell’AATO dal titolo emblematico “San Felice … un sorso in tutta sicurezza apparso sul Giornale di Brescia la scorsa domenica 1 agosto 2010 (con una tempistica quantomeno sospetta rispetto alle richieste di chiarimenti sui lavori fatti da parte del Comitato Acqua Benaco):

San Felice, quindi, può gustarsi … un sorso di sicurezza. Anche troppa, secondo l’Ato, che sottolinea come l’Asl faccia controlli giornalieri, con analisi virologiche e batteriologiche.

Per l’Autorità d’ambito si potrebbe anche ridurre il numero di verifiche, visto il funzionamento degli impianti.

Dico io, ma vi sembra il caso di dire una cosa del genere dopo tutto quello che è successo?
Non azzardatevi neppure a parlare di controlli eccessivi dopo la disastrosa epidemia dello scorso anno, toglietevelo dalla mente.
Non avete pensato che se probabilmente tutti questi controlli fossero stati fatti anche prima forse si sarebbe potuta evitare una delle più grandi epidemie del genere mai avvenute in Italia, con interesse anche a livello europeo?

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Sulla stampa di oggi si parla delle due riunioni di stasera e venerdì a San Felice per parlare di acqua dopo la devastante epidemia di gastroenterite della scorsa estate.

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Sulla stampa di oggi il piano di investimenti per gli acquedotti presentato da GardaUno.

Una sola domanda: perché non si parla di San Felice visto che in Comune c’è già depositato un grosso e invasivo progetto di rifacimento dell’acquedotto?

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Il 4 e 5 novembre 2009 si è tenuto a Roma il VII Workshop Nazionale Enter-net, sistema di sorveglianza delle infezioni enteriche, dal titolo Infezioni trasmesse da alimenti e acqua: diagnostica ed epidemiologia, organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana.

All’interno del convegno ci sono state ben 3 relazioni sulla grave epidemia che ha colpito San Felice del Benaco nel giugno 2009:

  1. Caratterizzazione molecolare di ceppi virali responsabili dell’epidemia di gastroenterite sul Lago di Garda [P11]
    Ilaria Di Bartolo (a), Marina Monini (a), Enrico Pavoni (b), Marina Nadia Losio (b), Franco Maria Ruggeri (a)
    (a) Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare, Istituto Superiore di Sanità, Roma
    (b) Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, Brescia
  2. Approccio diagnostico in un’epidemia di gastroenterite acuta sul Lago di Garda [P16]
    Marina Nadia Losio, Antonio Lavazza, Loris G. Alborali, Mariagrazia Zanoni, Enrico Pavoni, Barbara Bertasi, Enrica Moro, Paolo Boni
    Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, Brescia
  3. Gastroenterite virale da inquinamento dell’acquedotto pubblico: andamento epidemico e richiesta di farmaci [P18]
    Camilla Luzzago (a), Maddalena Dé Cillà (b), Stefano De Giuli (c)
    (a) Dipartimento di Patologia Animale, Igiene e Sanità Pubblica Veterinaria, Università degli Studi, Milano
    (b) Medico Veterinario Libero Professionista, San Felice del Benaco, Brescia
    (c) Farmacista, San Felice del Benaco, Brescia

Ecco il link al documento con tutti gli abstract del convegno sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità (e questo è il link alla copia locale, visto il sinistro precedente).

Particolarmente eloquente in particolare la relazione (1) realizzata da ricercatori del Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma e dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna di Brescia.
Quali le chiare affermazioni della Scienza?

… le evidenze ottenute dall’analisi delle sequenze confermano, che la via principale di trasmissione sia dovuta al consumo di acqua contaminata.

Ma eccone l’intero abstract:

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Vi racconto una storia triste:

erano i primi giorni di agosto di quest’estate e a casa stavamo ridipingendo la camera, un paio di settimane prima delle ferie estive in modo così poi da potercele godere pienamente senza impegni.
Già che c’eravamo avevamo deciso di ridipingere anche la porta di un bel colore panna, in modo da dare luce alla stanza perché proprio quel brutto colore simil-noce non ci piaceva.

Era domenica ed ero in garage con la porta appoggiata sui cavalletti quando arriva una mia vicina di casa, purtroppo per lei da tempo in lotta con un brutto tumore, la quale aveva saputo del mio attivismo sul famigerato caso acqua che ha coinvolto San Felice.

Mi racconta che da due mesi sta molto male a causa dalla grave epidemia che a giugno aveva coinvolto molti cittadini del nostro paese, oltre che molti turisti, ma cosa ancor più grave mi riferisce che da due mesi le avevano sospeso un importante ciclo di chemioterapia a cui si stava sottoponendo a Milano, in attesa che guarisse dai problemi gastrointestinali, anche perché la sua oncologa da fonti mediche non era riuscita ad avere alcuna informazione su cosa fosse accaduto o stesse accadendo a San Felice dal punto di vista medico.

Io rimasi basito e dissi alla mia vicina che sul “caso San Felice” esisteva un documento ufficiale pubblicato sulla rivista Eurosurveillance scritto da autorevolissimi autori appartenenti alle maggiori autorità sanitarie coinvolte: Azienda Sanitaria Locale della Provincia di BresciaDirezione Generale Sanità della Regione LombardiaIstituto Zooprofilattico Sperimentale Lombardia ed Emilia-Romagna,
Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto Superiore di Sanità.

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Notizia di queste ore ad Asiago sta accadendo una grave situazione analoga a quella accaduta a San Felice del Benaco, a leggere pare proprio la fotocopia.
Ah, no, una differenza c’è, dalle notizie lì a poche ore hanno già avviato analisi di tipo virale sull’acqua, mentre da noi si è pensato di farlo dopo giorni.

Ecco l’articolo de Il Messaggero:

Emergenza gastroenterite a Asiago
Duecento persone al pronto soccorso

ASIAGO (27 agosto) – È un allarme infettivo di grandi dimensioni – 200 persone si sono rivolte al pronto soccorso dell’ospedale di Asiago, ai distretti sanitari ai medici del comprensorio, ma secondo una stima altrettante si sono curate in casa dopo essere state colpite – quello che riguarda in questi giorni l’Altopiano dei Sette Comuni, dove moltissimi abitanti e villeggianti hanno accusato sintomi, praticamente identici, di gastroenterite, che provoca nausea, vomito, diarrea e un leggero stato febbrile, peraltro arrivato a un massimo a 37 gradi e mezzo.

In un Altopiano ancora pieno di turisti – le stime parlano di 60 mila presenti, il triplo rispetto alla popolazione residente – i primi casi si sono verificati domenica e poi sono proseguiti ad inizio settimana, sino a raggiungere il culmine nella giornata di martedì, quando al pronto soccorso dell’ospedale di Asiago si sono recate una cinquantina di persone.

Continua a leggere …

Che dire, auguri Asiago e secondo me vi conviene leggere ciò che è successo a noi www.mauriziomolinari.com/acquasanfelice

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Eccovi la consueta rassegna stampa dal 30 giugno al 3 luglio.

30 giugno

2 luglio

3 luglio

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Oggi ho parlato con la Guardia Igienista dell’ASL in merito all’uso dell’acqua dell’acquedotto sia per bagnare l’orto che per gli animali da cortile.

Per l’orto mi ha detto che non ci sono problemi ad utilizzarla per non far morire la verdura, il vero problema rimane solamente il lavaggio, quindi l’insalata consiglia di innaffiarla ma di non consumarla fino a quando non ci sarà l’acqua nuovamente potabile. Invece le verdure da pianta (es. pomodori e zucchine) non ci sono problemi, l’importante è lavare bene la buccia con acqua delle bottiglie prima di mangiarla.

Per chi invece ha animali come conigli o galline il consiglio è ovviamente di dargli da bere acqua non contaminata e comunque attendere qualche giorno prima eventualmente di mangiarli affinché se hanno preso il batterio dell’acqua infetta possano espellerlo autonomamente.

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Finalmente grazie a Marco Toresini del Bresciaoggi (sì perché in Comune ancora non sanno nulla, evidentemente l’ASL pensa che basti darlo ai giornali il comunicato … mmmhhh, no comment) sappiamo qual è la contaminazione batterica che ci ha avvelenato i pancini:

CLOSTRIDIUM PERFRINGENS

Eccovi il comunicato ufficiale dell’ASL fresco fresco e più sotto alcune indicazioni su che cos’è:

Episodi di gastroenterite nel Comune di San Felice del Benaco

L’aggiornamento alla data odierna della situazione relativa all’epidemia di gastroenterite nel Comune di S. Felice del Benaco evidenzia i seguenti elementi.

I test di conferma delle analisi di laboratorio eseguite sui campioni prelevati il 15 giugno scorso fanno rilevare la presenza di contaminazione batterica dell’acqua del pubblico acquedotto, caratterizzata dal riscontro di clostridium perfrigens: tale batterio potrebbe essere responsabile della sintomatologia gastroenterica sofferta dai pazienti.

Si è avuta, peraltro, conferma indiretta del coinvolgimento dell’acqua distribuita dal pubblico acquedotto dal fatto che nessun caso è stato registrato fra gli ospiti (circa 1400) di 3 camping che, pur essendo siti nel Comune di S.Felice, sono approvvigionati da rete acquedottistica privata.

Si è proceduto alla verifica dell’impianto di potabilizzazione del pubblico acquedotto, riscontrando alcune criticità che potrebbero essere all’origine dell’inquinamento.
A seguito dell’invito al sindaco del Comune di San Felice di emettere ordinanza di divieto di utilizzo a scopo alimentare dell’acqua (cosa fatta dallo stesso sindaco in data 16 giugno), si è ritenuto comunque di chiedere un rafforzamento della diffusione delle informazioni ai cittadini, segnalando le seguenti necessità: non utilizzare a scopo alimentare l’acqua dell’acquedotto pubblico, neppure dopo averla bollita, ma approvvigionarsi, per l’uso alimentare, ai soli automezzi messi a disposizione dal comune; non utilizzare l’acqua dell’acquedotto pubblico per pulire e lavare frutta e verdura; porre massima attenzione durante il lavaggio dei denti o l’effettuazione di docce, al fine di evitare l’ingestione accidentale di acqua; distruggere eventuali scorte di ghiaccio conservate in frigorifero.

Prosegue da parte dell’ASL il monitoraggio campionario della situazione: nella giornata del 18 giugno sono stati effettuati n. 13 campioni, n. 5 ispezioni in strutture ricettive per valutare il rispetto dell’ordinanza sindacale (tutte con esito favorevole), l’ispezione delle pompe a lago, dei locali quadri elettrici e dei locali di collettamento, la verifica del livello di cloro in rete. Sono state fornite, altresì, prescrizioni all’ente gestore dell’acquedotto civico, finalizzate alla rimozione delle criticità; al riguardo, nell’incontro del 18 sera con lo stesso ente gestore acquedottistico, si è definito un dettagliato piano operativo, che prevede, fra l’altro la disinfezione di tutte le sezioni acquedottistiche. Dal punto di vista epidemiologico, si è ritenuto di potenziare ulteriormente l’attività di front-office, per la ricezione di segnalazioni telefoniche di privati cittadini e per il monitoraggio continuo degli accessi ai pronto soccorso di Gavardo e di Desenzano.
Alla luce delle informazioni così ricevute, si può ragionevolmente presumere che il numero di soggetti coinvolti si aggiri, ad oggi, a circa 1200, fra residenti e persone che hanno soggiornato temporaneamente nel Comune di S.Felice del Benaco.

Al fine di rassicurare la popolazione residente nel corso del prossimo fine settimana, di concerto con l’Amministrazione Comunale, si è disposta la dislocazione, nella fascia oraria diurna 8.00 – 20.00, nel comune di San Felice, di uno dei due medici di continuità assistenziale (guardia medica) della postazione di Salò, secondo i seguenti recapiti: Sabato 20 e Domenica 21 – ambulatorio comunale di San Felice via XX Settembre, 11 – dalle ore 8.00 alle ore 20.00 – tel. 340.3964143
Durante le ore notturne, ricomprese nella fascia oraria 20.00 – 8.00 sarà invece disponibile la guardia medica di Salò, rintracciabile presso l’ambulatorio di Salò, via Fantoni, 87, al n. telefonico 0365.296697.
In collaborazione stretta con i Pronto Soccorsi di Gavardo e Desenzano si è avviata anche la raccolta di campioni di feci dei pazienti che accedono ai due Pronto Soccorsi; tali campioni saranno quotidianamente trasportati dagli operatori ASL al laboratorio dell’Istituto Zooprofilattico, per avere la conferma o meno della presenza di clostridium anche nel materiale fecale.
Si è pure avviata la ricerca di eventuali agenti virali mediante il prelievo di ulteriori campioni d’acqua, che saranno anch’essi analizzati dal laboratorio dell’Istituto Zooprofilattico.

Dopo la realizzazione degli interventi atti a superare le criticità riscontrate nella rete acquedottistica, saranno effettuati, da parte degli operatori di questa ASL, campioni sui punti terminali della rete e solo dopo l’esito conforme di tali campioni, potrà essere ripristinata la fornitura di acqua da pubblico acquedotto”.

Brescia, 19.6.09
Ufficio Stampa ASL

Ma cos’è il CLOSTRIDIUM PERFRINGENS ?

Visto che nessuna fonte ufficiale istituzionale italiana (di non ufficiale ma solo informativo ecco la voce su Wikipedia) ne parla chiaramente, ho trovato tutto ciò che serve a questo link della aggiornatissima FDA (Food and Drug Administration) americana.
Di fatto dice che la fase acuta dei problemi causati dura 24 ore ma che i sintomi possono durare ancora per 1 o 2 settimane senza però lasciare traccia.
La diagnosi si fa con una normale analisi delle feci.
Dice inoltre che le maggiori complicanze sono date dalla disidratazione e che ne esiste una sola rarissima versione mortale che si chiama “enterite necrotizzante“.

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Il mio vicino di casa si è attrezzato così su tutti i rubinetti.

Ditemi voi se son robe che possono succedere da noi nel terzo millennio …

😦

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Niente di fatto ancora sull’esito delle analisi sull’acqua dell’acquedotto di San Felice.
Alle 11.30 ho parlato con l’Assistente Sanitario dell’Ufficio Igiene dell’ASL di Salò ma mi ha detto di riprovare nel pomeriggio. Mannaggia.

Intanto il Sindaco Paolo Rosa mi ha detto che Garda Uno è partita oggi con la disinfezione della parte a lago dell’impianto dell’acquedotto e che sabato e domenica dalle 9 alle 22 eseguirà la disinfezione di tutte le infrastrutture e della rete dell’acquedotto, con possibili sospensioni nell’erogazione dell’acqua.
Per il momento però nessuna previsioni si può ancora fare sul ripristino dell’acqua potabile.

Inoltre vista ancora la grave situazione sanitaria in paese e visto che i medici condotti il sabato e domenica non lavorano, eccezionalmente sarà presente il servizio di Guardia Medica con un medico presso l’ambulatorio del dott. Cassarino a San Felice, per chi avesse bisogno il numero è il 340.3964143.

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In attesa dell’esito delle analisi di domani, per chi si fosse perso i giornali di oggi 18/6 eccovi i link agli articoli apparsi sul Giornale di Brescia e sul Bresciaoggi.

Finalmente è possibile leggere le dichiarazioni di ASL e alcune prime parole del Direttore Generale dell’Azienda GardaUno.

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