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Posts Tagged ‘inquinamento’

Anche sulla stampa di oggi continua il clamore suscitato dagli avvisi di garanzia ai vertici di GardaUno.

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Oggi è una giornata triste per tutto il Garda.

Il sostituto procuratore Paolo Abbritti ha concluso le indagini sulla grave epidemia che la scorsa estate ha colpito cittadini e turisti di San Felice del Benaco e ha emesso tre avvisi di garanzia per i vertici di Garda Uno: Presidente Mario Bocchio, per il Direttore Generale e per il Responsabile del settore ciclo idrico.

Il capo d’accusa per tutti e tre è grave, anzi, gravissimo: Epidemia Colposa.
Ora hanno venti giorni per sottoporsi ad interrogatorio prima della richiesta di rinvio a giudizio.

E’ una giornata triste e preoccupante per tutto il basso Garda perché poteva capitare in qualunque paese, visto che nelle motivazioni degli avvisi di garanzia sulla stampa si possono leggere frasi come:

I vertici di Garda Uno conoscevano le precarie condizioni dell’acquedotto. I germi erano dappertutto

………………

… la colpa dei tre è consistita in negligenza, imperizia e imprudenza, ma anche nell’inosservanza delle norme di buona tecnica nella gestione della rete comunale.

………………

I batteri, per l’accusa, hanno avuto vita facile grazie ad un complessivo e grave degrado dell’impianto. Arrugginito e aggredito da mitili il filtro a lago, intasato quello a sabbia, insufficiente la clorazione, invase delle acque superficiali del Garda quelle già depurate, in assenza di un impianto di trattamento contro le tossine prodotte dalle alghe, ma anche di competenze specifiche in seno all’azienda in grado di leggere la variazione dei parametri prodotti dalle analisi e quindi di prevedere il possibile rischio di un’epidemia diffusa attraverso l’acqua potabile

………………

Si parla anche di un adeguamento dell’impianto a bilancio rimasto solo sulla carta e i batteri hanno avuto vita facile in una rete arrugginita.

Ecco gli articoli apparsi sula stampa ieri e oggi:

Ovviamente nessuno è colpevole sino alla conclusione del processo, però è significativo che anche il magistrato abbia puntato decisamente il dito contro Garda Uno che fino ad ora si era sempre dichiarata estranea ai fatti.

Leggendo questi articoli devo dire che pare proprio avessimo ragione su molte cose dette in questi mesi sui blog e in paese, compreso che i lavori che ci hanno venduto come quasi un “premio” ai cittadini di San Felice del Benaco  come era già stato dichiarato pare siano in realtà un progetto che era però aimé e a nostre spese rimasto su carta.

Se i fatti fossero confermati ovviamente si prefigurerebbero gravissime responsabilità su come è stata e viene gestita GardaUno.

Da parte mia spero che i tre destinatari degli avvisi di garanzia possano portare elementi utili a loro difesa e per fare chiarezza, però personalmente non mi rassicura pensare che queste tre persone nel frattempo continuino a gestire la nostra acqua pubblica e soprattutto gli interventi massicci che sono in atto in questi giorni sul nostro acquedotto da parte di GardaUno.
Io continuo a pensare come mesi fa che sia necessaria una sospensione temporanea in via cautelativa dalla gestione dell’acqua di GardaUno, o quantomeno delle tre persone nelle decisioni che riguardano l’acqua pubblica.

Sull’articolo del BresciaOggi mi ha fatto molto ridere leggere che il Sindaco Paolo Rosa è da ieri irrintracciabile al cellulare che suona senza alcuna risposta, non ci credo, proprio Paolo che in questo periodo è attivissimo con annunci su stampa e televisioni: «dai Paolo, rispondi, nommmmm!!».

Avanti così fino alla verità e alle responsabilità, l’avevo detto che non avremmo mollato …

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Da ieri pomeriggio a San Felice del Benaco è proibito l’uso dell’acqua dell’acquedotto per usi alimentari, per lavarsi i denti e il medico consiglia addirittura di non usarla neppure per l’igiene intima.
Ieri sera sono arrivate le autobotti con acqua botabile ed è iniziata la distribuzione di bottiglie d’acqua confezionate.

Che qualcosa di seriamente anomalo stesse accadendo a San Felice del Benaco se ne aveva il sospetto, ne è la prova la grave epidemia che sta colpendo gran parte della popolazione in questi giorni, con serie complicanze che hanno portato quasi una quarantina di persone addirittura in ospedale.

Anch’io sono nel letto da oramai una settimana senza alcun cenno di miglioramento e con un fortissimo malessere che mi impedisce alcuna attività (passo le giornate tra letto, divano e … a fissare il soffitto), benché segua le cure prescrittemi.

Anche parlando con i due medici del paese che sono venuti a visitarmi, vista la forma di contagio avevano qualche sospetto sull’acqua.

Ieri mattina era cominciata a circolare la voce in paese che le forze dell’ordine insieme all’ASL erano andati con urgenza all’acquedotto per dei prelievi di acqua.
Da me contattati telefonicamente nel dopopranzo sia i Carabinieri che il Servizio Igiene di Brescia dell’ASL e il medico igienista di zona sono letteralmente “caduti dal fico” e mi hanno detto che non ne sapevano nulla.
L’unico ufficio da cui sono riuscito ad avere notizie è stato l’Ufficio Tecnico di Comune il quale mi ha confermato che avevano disposto controlli urgenti e che consigliavano in via precauzionale di utilizzare acqua in bottiglia.

Le cose poi venendo sera sono evidentemente precipitate in quanto tutte i punti acqua pubblici sono stati sigillati ed è cominciata la distribuzione dell’acqua.

L’Azienda GardaUno (che gestisce l’acquedotto) da me contattata mi ha detto che effettivamente avevano avuto problemi di depurazione dell’acqua e che in via precauzionale hanno quindi ritenuto di proibire l’uso dell’acqua per usi alimentari e di distribuire acqua potabile.

Fin qui i fatti come si sono svolti.

Non posso però non citare delle voci che stanno circolando insistentemente in paese e che anche una fonte istituzionale mi ha riportato di problemi nella gestione dell’acquedotto.

Ovviamente spero siano solo dicerie di paese e spero proprio di ricevere una secca smentita e diffida di rettifica, perché se fosse vera la notizia sarebbe di una tale gravità sulle cui conseguenze mi riservo di scrivere nei prossimi giorni quando tutta questa situazione si sarà chiarita definitivamente.

Intanto domattina dovrebbero arrivare finalmente le analisi dell’acqua dell’ASL così sapremo cosa ci ha inchiodato tutti a letto.

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La palla lava!

Alla fine la famosa Biowashball, la palla che consente di lavare in lavatrice senza detersivo, è arrivata, ma volevamo fare un po’ di test prima di esprimere un giudizio, che vi preannuncio essere decisamente positivo: la palla lava veramente!

Dopo alcune prove abbiamo trovato una buona soluzione utilizzare la palla per il lavaggio di circa 4 Kg di biancheria, associandogli l’inezia di 10 ml di detersivo liquido bio per avere anche la piacevole sensazione del profumo sulla biancheria, utilizzando il programma Eco a 40° senza centrafuga.

Il detersivo liquido bio che usiamo è Ecosì lana e delicati nella bottiglia da 1 litro, acquistato in un negozio di prodotti bio a Salò alla cifra di 5,25€; il prezzo non è certamente poco ma se si considera la quantità che serve di 10 ml, di fatto serve per circa 100 lavaggi, quindi alla fine il costo è quasi nullo, annulliamo praticamente l’inquinamento e la nostra biancheria non conterrà più i residui chimici dei detersivi.

Per quanto ci riguarda Biowashball promossa, ovviamente ci riserviamo di utilizzare i detersivi tradizionali per lo sporco più tosto, però se solo riusciremo ad abbatterne l’uso di almeno l’80% saremo già ampiamente soddisfatti.

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