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Posts Tagged ‘home’

Movement is a fantastic privilege, and it allows us to do so much that our grandparents could never have dreamed of doing. But movement, ultimately, only has a meaning if you have a home to go back to. And home, in the end, is of course not just the place where you sleep. It’s the place where you stand.

This is the end of an inspiring speech at TED talks by the writer Pico Iyer about how more and more people worldwide are living in countries not considered their own, and he meditates on the meaning of home, the joy of traveling and the serenity of standing still.

Interesting when he talks about home and our kids, that are much more international and multi-cultured than we are. They have one home associated with their parents, but another associated with their partners, a third connected maybe with the place where they happen to be, a fourth connected with the place they dream of being, and many more besides. And their whole life will be spent taking pieces of many different places and putting them together into a stained glass whole. Home for them is really a work in progress. It’s like a project on which they’re constantly adding upgrades and improvements and corrections.

Where you come from now is much less important than where you’re going. More and more of us are rooted in the future or the present tense as much as in the past. And home, we know, is not just the place where you happen to be born. It’s the place where you become yourself.

He has reminded me the importance of the time I dedicate to just stand, but also a human viewpoint of immigration, or, well, of people who just move.

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La cura e la passione degli inglesi per la casa, il giardino e le aste sono note a tutti.

Guardando però i canali BBC che vengono trasmessi solo in Inghilterra (che ricevo con la mia parabola rotante) è molto curioso vedere come queste passioni siano in modo incrociato alla base di vari programmi televisivi che occupano una buona percentuale dei palinsesti, programmi che sono tra l’altro molto carini e una grande fonte di ispirazione per gli amanti della casa.

Eccone solo alcuni che vengono trasmessi quotidianamente a titolo di esempio:

Escape to the Country
Veramente meraviglioso, il mio preferito. Ogni sera c’è una famiglia che ha deciso di trasferirsi dalla città alla campagna inglese in una zona d’Inghilterra e quindi un agente immobiliare li accompagna nella scelta di un casale da acquistare, tra tre sempre meravigliosi che gli vengono fatti visitare, di cui uno per la sua struttura particolare viene detto “the mistery house”.

Cash in the Attic
C’è una famiglia che ha bisogno di denaro per realizzare un’opera. Un esperto valutatore quindi ricerca nella loro casa oggetti, antichità che poi verranno messi all’asta al fine di raccimolare il denaro necessario.

Homes under the Hammer
In ogni puntata vengono seguite due o tre case acquistate all’asta in cattive condizioni. Queste case vengono poi ristrutturate, risistemate e rivendure. Interessante osservare il guadagno ed anche le soluzioni adottate con il miglior rapporto qualità-prezzo.

Bargain Hunt
In ogni puntata a due team viene affidato un budget con cui acquistare delle antichità accompagnati da un esperto. Il materiale acquistato viene successivamente venduto ad un’asta pubblica e vince chi ha guadagnato di più.

Flog It
In ogni puntata vengono scelti degli oggetti antichi, i più promettenti a detta degli esperti tra quelli  portati dal pubblico, oggetti che vengono poi venduti ad un’asta pubblica.

Mad about the House
Questo è un programma crudele. Ad una coppia che non hai i soldi per risistemare la propria casa viene dato un budget per farlo, ma con l’unica condizione che sia solo uno dei due a prendere tutte le decisioni su come farlo. Crudelissimo!

To Buy or not To Buy
In ogni puntata ci sono dei partecipanti che hanno bisogno di acquistare una casa ai quali viene concesso di testare in anticipo l’abitazione in previsione dell’acquisto.

Insomma, potrei continuare facendo ulteriori esempi di programmi come Antiques Roadshow o altri ancora.

Certo è che stavo riflettendo su come è strano che invece dei format del genere non vengano realizzati in Italia, la patria della “casa di proprietà”.
Secondo me avrebbero successo, anzi, io un’ideuzza ce l’avrei proprio …
😉

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