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La Baia del Cuore

Pomeriggio in mountain bike su sentieri nell’Egeo, da oltre un’ora non vedo case ne esseri umani, niente di niente, solo natura e tante api. Mi fermo un attimo per riposarmi, un’ape mi punge dietro il ginocchio. Mi abbasso per cacciarla e il mio sguardo va verso il declivio e il mare appena sotto.

Incredibile! Nella baia sottottostante il mare e la poseidonia disegnano un bellissimo cuore!

Ne parlo in giro ma nessuno pare conoscerla.
Al mio ritorno verifico su internet ma non ne trovo traccia.
Bene dai, voglio sentirmi uno scopritore e quindi la battezzo:

Baia del Cuore

Un luogo meraviglioso e incontaminato, ma dove si trova … 😉

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Un battito per papà

C’è un evento nella mia vita il cui ricordo è sempre straordinariamente emozionante e che il racconto del sogno di mia nonna mi ha riportato alla mente.

Della nascita di Camilla non ho esattamente un buon ricordo, anzi tutt’altro, infatti tutto ciò che poteva andare per il verso sbagliato ci è andato, a parte ovviamente il lieto fine che ora c’è e sta bene.
Nacque infatti prematura di oltre un mese, e dopo molte ore di tentativo di farla nascere in modo naturale, vista la sofferenza di mamma e figlia decisero un cesareo di emergenza.
Non vidi neppure Camilla in quanto date le sue condizioni un po’ precarie la portarono immediatamente in terapia intensiva neonatale dove rimase in incubatrice per giorni bendata, sotto le lampade a raggi ultravioletti, con vari sensori collegati e per i primi giorni addirittura intubata per aiutarne la respirazione viste le difficoltà.

In quei giorni di gennaio 2005 anche il meteo non ci fu d’aiuto, nebbie fitte mai viste sul lago e una mega-nevicata.
In una delle prime notti, era abbondantemente passata mezzanotte, guidando nella neve ero andato all’ospedale di Desenzano a portare un po’ di latte che Paola si era tolta perché lo dessero a Camilla, e rimasi lì dentro la terapia intensiva con medici e infermieri a chiacchierare e ad osservare il loro incredibilmente amorevole lavoro con quei bambini sofferenti che sembravano quasi dei ragnetti viste le loro dimensioni e come si dimenavano.

Osservavo anche continuamente Camilla che si dimenava nell’incubatrice e il grafico terribilmente irregolare del suo battito cardiaco e il ritmo altrettanto irregolare della sua respirazione.

Ad un certo punto chiesi l’autorizzazione al medico di aprire l’incubatrice e di dare per qualche secondo il mio enorme dito nelle manine di Camilla, e autorizzato così feci molto intimorito.
Vidi all’improvviso medici e infermieri avvicinarsi velocemente a me e Camilla con occhi stupefatti, solo lì capii che era successo qualcosa di assolutamente straordinario: il battito cardiaco e la respirazione di Camilla con il mio dito in mano si erano incredibilmente regolarizzati!
Togliendo il mio dito invece ritornavano irregolari e anche sostituendolo con quello di medici e infermieri rimanevano irregolari.

Solo in quel momento ho capito che c’è qualcosa di potente che ci sfugge e che va oltre i nostri 5 sensi, perché sono certo che nessuno mai con la scienza riuscirà a spiegarmi perché una bambina di qualche centinaio di grammi, bendata, intubata ed in quelle condizioni così precarie, che oltretutto non mi aveva mai visto ne toccato, riusciva a capire che quello era il dito di papà.

Con emozione, Buon Anno

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