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Posts Tagged ‘campei de sima’

Prima di partire per un viaggio di solito penso ad una cosa, una sola, che a pelle senza rifletterci mi piacerebbe fare e la faccio.
Così ad esempio mi capita di ritrovarmi in Germania d’inverno sul lungo Danubio in rollerblade senza quasi saperci andare, oppure sulle coste dell’Egeo a cavallo essendoci andato una sola volta in vita mia, e così avrei altre storie.

Domenica scorsa a Campèi de Sìma, ispirato da altri ciclisti ho avuto una di queste illuminazioni: “vorrei arrivarci in bicicletta e godermi il magnifico panorama gustandomi una birra con le gambe e i piedi in ammollo nella fontana di acqua gelata“.

Mmmhhh, non ho proprio resistito ed eccomi qui …

Partenza di prima mattina da San Felice, alle 9.30 ero già a Campèi de Sìma. Il giro è di circa 60km, partendo dai 120 mslm di San Felice del Benaco, raggiungendo un’altezza massima di poco meno 1300 mslm che si raggiunge più o meno a metà strada. I primi 30 km sono strada normale, mentre la parte centrale è di sterrato, cemento e sentieri, l’ultima parte invece è strada normale.

Sono salito seguendo il primo tratto della Cavallino, quindi da Vobarno, Degagna, Eno, Cavallino della Fobbia. Direzione poi Coccaveglie, inizia la strada sterrata, e dopo un paio di chilometri deviazione per Dosso Corpaglione.

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Rilassante fine settimana al fresco con amici e i nostri bambini, a pochi chilometri da casa al bellissimo rifugio Campèi de Sìma (1.017 mslm), complice la canicola in arrivo e il fatto che era il turno degli Alpini di San Felice.



Il rifugio è stato ristrutturato completamente una decina di anni fa ed è composto da quattro edifici: uno centrale dove ci sono bar, sala da pranzo, cucina; uno laterale dove ci sono le camerate; uno posteriore dove ci sono i bagni e un bivacco aperto tutto l’anno; infine una piccola graziosa chiesetta intitolata alla Madonna della Neve.

Partenza sabato mattina, in auto fino a Passo del Cavallino della Fobbia e da lì direzione Coccaveglie e infine Dosso Corpaglione dove parcheggiamo.
Da qui inizia il sentiero che noi abbiamo scelto per raggiungere il rifugio, visto che è già in quota e quindi più facile da fare con i bambini. Il cartello indica “ore 1.15”, noi con i bambini (dai 4 ai 6 anni) ci abbiamo messo circa 2 ore, tra canti, riposini, spuntini, storielle, ecc. Solo all’inizio il sentiero è leggermente difficoltoso, poi è assolutamente tranquillo.

Arrivati al rifugio dopo pranzo ci sistemiamo nelle camerate, dove non mi faccio mancare subito un bel riposino pomeridiano ristoratore, d’altronde non può essere diversamente con quel “Otia procul negotiis fecunda” (“Il riposo, lontano dalle preoccupazioni, è fecondo”) che campeggia sulla facciata dell’edificio …


I letti a castello, i materassi e le coperte sono evidentemente regalo di qualche brigata alpina, il cigolio delle reti è inconfondibile, li ricordo bene durante il servizio militare anche se non ho fatto l’alpino! 🙂

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