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In questi giorni ho tenuto due nuove lezioni-pillola interessanti su diritto d’autore e web 2.0 e comunità locali, da cui ho tratto a mia volta due lezioni:

  • Cenni di diritto d’autore per uso di materiali a scopo didattico
    Ho imparato che pochi sanno che per tutti i materiali (in qualunque formato essi siano), in assenza di indicazioni di licenza specifiche, tutti i diritti sono riservati.
    Ho imparato che rispetto alla legge sul diritto d’autore 22 aprile 1941, n. 633, per usi di tipo didattico si sono andate ad aggiungere negli anni varie leggine e regolamenti, che vanno sì nella direzione dello spirito dell’ottimo fair use previsto dalla legislazione statunitense, ma contengono come sempre “fumose” sfumature all’italiana che non consentono un sereno e lineare clima di certezza di legalità nell’utilizzo. Per essere certi meglio quindi attingere a materiali con dichiarazioni esplicite di licenza, come ad esempio le licenze  libere Creative Commons, o altre.
  • Blog, new media e comunità locali
    Ho imparato attraverso l’analisi di case studies che blog, social network, new media, possono avere importanti riflessi e influenzare anche pesantemente le comunità locali di riferimento.

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Invitato all’interno del corso di web writing della laurea in Scienze e Tecnologie delle Arti e dello Spettacolo (STARS) dell’Università Cattolica ho tenuto una lezione sui blog soffermandomi nella seconda parte in particolare ad analizzare e aprendo un confronto di idee sulla mia esperienza personale e i miei errori in relazione al “caso San Felice“, che ha visto il mio blog fortemente coinvolto.

Devo ammettere che la reazione degli studenti mi ha sorpreso e in parte anche un po’ spaventato.
Ma andiamo per gradi; ho raccontato la vicenda analizzando in particolare gli aspetti critici che mi sono trovato ad affrontare nella gestione del blog.

Ho raccontato come il tutto è nato per caso, semplicemente perchè io stesso ero stato contagiato dall’epidemia, percepivo però dai racconti che in paese la situazione era molto diffusa e seria, e non avendo informazioni dai media tradizionali e neppure dalle autorità competenti, mi sono messo a scrivere fatti e notizie di cui venivo a conoscenza, tutto lì.

Ciò è però stato l’inizio di una bufera che non avrei mai immaginato e che mi sono sentito impreparato ad affrontare, con giorni con oltre 5.000 visitatori unici e 17.000 pagine visitate, oltre 200 tra commenti ed email quotidiani sull’argomento (una enormità per un blog), con la sensazione e la responsabilità di sentirmi mio malgrado di svolgere una sorta di servizio pubblico, con la difficoltà nel gestire le tensioni e la rabbia, con i dubbi sull’uso di un media a visibilità globale come Internet per trattare una vicenda locale e localizzata, ecc.

Le valutazioni degli Studenti

Dopo aver ascoltato la mia relazione, da studenti ventenni mi aspettavo posizioni barricadiere del tipo la verità e i fatti sempre comunque e ad ogni costo.

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… un anno è passato

WOW, mi sono accorto che ridendo e scherzando è passato un anno da quando ho iniziato questa avventura di tenere il mio blog, e veramente non pensavo di avere così tante cose da scrivere.

Riguardandolo vedo che molte cose sono successe e tanti pensieri sono passati in questa testolina ed è veramente stupefacente quanta gente viene a leggermi ogni giorno e condivide con me i suoi pensieri.

Mi stavo chiedendo il motivo di tanto interesse:
a parte amici e parenti che vengono a leggere ciò che faccio o penso, visto però che non ne ho poi così tanti, riguardando la classifica degli articoli di maggior successo vedo che molti sono interessati ai luoghi che ho visitato, oppure alla gastronomia, quindi nella top ten si trovano ad esempio:

ma anche il divertentissimo e curioso caso di:

che è stato la causa dello sputtanamento del povero Mastella in Parlamento durante la seduta della caduta del Governo Prodi, 😀

ed ovviamente il mio preferito e quello che mi ha dato le maggiori soddisfazioni:

Vorrei soffermarmi in particolare su questo post dando una volta per tutte un consiglio a tutti quelli che mi scrivono perché, stanchi della propria vita vogliono mollare tutto e trasferirsi a Megisti per voltare decisamente pagina: credetemi quello non è il posto che fa per voi!

Come scrivo nel finale della poesia realmente penso che quell’isola sia un

paradiso per chi ha già un posto nel mondo
e vorace letale voraggine per chi invece si è perduto
e non ha capito che figli, amore e opere uccidono la morte

e quindi se già avete dei problemi l’isolamento di un’isola così isolata non farà altro che amplificarli a dismisura, me racomande!

… ed ora via, verso nuove avventure!

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