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Fine settimana con una storica impresa quello appena trascorso e questa è la fotografia più significativa: il mio arrivo al Passo Gardena, 4° e ultimo passo dolomitico!

mOmO al Passo Gardena - 4° e ultimo passo

mOmO al Passo Gardena - 4° e ultimo passo

Anche se la stagione era piuttosto avanzata e facceva freddino (temperature vicino allo 0), io, Rizzo e Teto seguiti da Paola e Camilla sulla ammiraglia (la Micra di Paola) abbiamo percorso il Sellaronda (il giro intorno al gruppo del Sella) in senso antiorario in bicicletta, con partenza e arrivo a Selva di Valgardena (dove abbiamo alloggiato al bel Hotel Scoiattolo), nel cuore delle Dolomiti, circa 60 km di percorso impegnativo per un dislivello di quasi 2.000 metri di salite attraverso 3 province (Trento, Bolzano, Belluno), 4 valli e 4 passi dolomitici sui quali si è scritta la storia del ciclismo:

I tratti con i panorami che mi sono piaciuti di più sono state le salite verso Passo Sella e verso Passo Gardena, mentre stranamente quello che mi è risultato più difficoltoso è stata l’ascesa da Arabba a Passo Campolongo.

Ed ecco le fotografie dei passaggi sugli altri tre passi e la doverosa foto di gruppo (con la nostra mascotte Camilla) davanti al monumento a Fausto Coppi a Passo Pordoi.

 Cheddire, è stata un’esperienza veramente straordinaria che mi è piaciuta immensamente e con paesaggi mozzafiato, probabilmente tra i panorami montani più belli al mondo che avevo già vissuto d’inverno.

Qui sotto ecco un paio di scatti tra i moltissimi che ho fatto e che ho raccolto in un album fotografico veramente straordinario!

E’ stato veramente stupendo percorrere quelle montagne godendo dei silenzi e della lentezza che solo la bicicletta consente.

Devo ammettere che da uomo “normale” prima di partire ero piuttosto scettico sulle mie capacità di farcela, invece mi sono veramente sorpreso della facilità con cui sono riuscito a percorrere tutte le salite, merito certamente di un po’ di allenamento e della lezione appresa dalle salite, ma anche e soprattutto in modo per me sorprendente di una alimentazione e di materiali adeguati.

Alimentazione per affrontare il Sellaronda in bicicletta

Io non sono esattamente uno sportivo serio, ma vista la difficoltà del giro, approfittando di una festina di compleanno della figlia avevo chiesto dei consigli su come alimentarmi e idratarmi a Paolo Cotignola, un amico e grande trainer che è titolare della Palestra King a Moniga del Garda.
A mio avviso è di Paolo e in particolare della sua tabella di alimentazione (che ho seguito alla lettera) più del 50% del merito della impressionante facilità con cui ho affrontato il giro e quindi eccovela con le spiegazioni (per quanto ho capito ovviamente 🙂 ):

  • Colazione: banditi latte e zucchero, prendete un (lasciate pure la bustina nell’acqua oltre il tempo tradizionale) con del fruttosio o del miele e due normali barrette energetiche 40-30-30 (%kcal carboidrati – proteine – grassi, io ad esempio ne avevo della Volchem). Volendo si può arricchire con una fetta con marmellata senza zucchero.
    Lo scopo di una colazione del genere a quanto ho capito è l’alta digeribilità con un adeguato apporto calorico, consentendo di mantenere basso il livello di insulina, e garantendo così il massimo afflusso di sangue alle gambe. Inoltre essendo le barrette ricche di fibre con l’apporto di liquidi danno un senso di sazietà fino ad ora di pranzo. Il té poi contenendo un eccitante garantisce migliori performance con un picco di resa a due ore dalla colazione.
  • Idratazione: riempite la borraccia da 1 litro di acqua e aggiungete come integratori una bustina di sali minerali e vitamine (io ad esempio avevo Multipower Active Fit Active Vitamin Mineral Drink) e una di aminoacidi ramificati (io ad esempio avevo Friliver Energy).
    Lo scopo in questo caso è la reintegrazione dei sali minerali persi con la sudorazione, mentre gli aminoacidi servono a riparare le strutture proteiche danneggiate e per scopi energetici e con la loro azione sono anche in grado di contrastare la produzione di acido lattico, di ostacolare l’appannamento mentale da affaticamento e di preservare le difese immunitarie.
    Ovviamente il vantaggio è che le bustine pesano pochissimo e con un po’ di scorta si riescono a fare varie borracce durante la giornata senza doversi portare dei liquidi che pesano.
  • Durante lo sforzo: ovviamente idratarsi e consumare una barretta energetica 40-30-30 ogni ora circa (a parte il mattino e nel dopo pranzo dove si salta 1 turno).
  • Pranzo: pausa di 1 oretta con un piatto di pasta al pomodoro con moltissimo grana grattuggiato sopra e da bere acqua.
    Anche qui lo scopo è l’alta digeribilità, l’apporto di carboidrati e la soddisfazione del palato.
  • Al termine dello sforzo: entro 40 minuti dal termine dello sforzo fare uno spuntino leggero, tipo uno yogurt, o una fetta di torta, o qualche biscotto.
    Lo scopo è riattivare da subito i normali ritmi del corpo riducendo notevolmente i tempi di pieno recupero.
  • Cena: piena libertà di mangiare e bere ciò che si vuole.

Io ho fatto così e mi sono trovato alla grande, se però volete maggiori spiegazioni tecniche sulle motivazioni, o consulenze oppure cercate un trainer chiamate pure Paolo alla Palestra King allo 0365.503384 e ditegli che avete letto il suo nome sul mio blog. 

Materiali e abbigliamento

Ovviamente la qualità della bicicletta acquistata di recente ha giocato un ruolo fondamentale, una mountain bike Scott, 21 rapporti, ammortizzatore anteriore bloccabile, freni idraulici e a disco anteriori e posteriori con grande incisività di frenata in tutte le condizioni.
Per quanto riguarda poi l’abbigliamento io sono sempre stato di quelli che più c’è freddo e più bisogna coprirsi con indumenti “spessi” tipo maglioni, felpe, giacche a vento, ecc.
Invece da un anno ho scoperto l’abbigliamento traspirante e che trattiene il calore proteggendo dal vento e devo dire che mi si è aperto un mondo sorprendente, tanto che con temperature intorno allo zero, per il giro ne ho avuto a sufficienza di due magliettine molto leggere e del giacchino grigio che si vede nelle foto, riuscendo a fare le salite rimanendo sempre asciutto e affrontando le discese senza cambiarmi e senza soffrire in alcun modo il freddo.
Tutto abbigliamento preso in saldo con prezzi anche inferiori a 10 euro al pezzo.

Ed ecco la mappa interattiva dettagliata (su GoogleMaps) del giro:

Cliccare sulla cartina per accedere alla mappa interattiva su GoogleMaps

Cliccare sulla cartina per accedere alla mappa interattiva su GoogleMaps

Cheddire per concludere questo lungo post, un’esperienza meravigliosa che certamente cercherò di ripetere in futuro, magari in occasione di uno dei prossimi Sellaronda Bike Day, una giornata d’estate in cui tutto il giro dei quattro passi viene chiuso al traffico automobilistico riservandolo così, per un giorno, agli amanti della bicicletta.

Spero che queste indicazioni potranno essere utili e ovviamente sono feedbackware (ovvero se le seguirete è obbligatorio un commento, una email, una cartolina, un saluto, un pezzo di speck o ciò che volete), perché io ne sono la prova vivente: anche un uomo normale può farcela!
😀

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