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Posts Tagged ‘acquedotto’

Continua sulla stampa l’eco dell’avvio della fase giudiziaria con l’udienza preliminare del 16 dicembre scorso, in seguito alla grave epidemia del giugno 2009.

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Da un po’ non scrivo sulle conseguenze della gravissima epidemia di gastroenterite che nel giugno 2009 ha colpito abitanti e turisti di San Felice del Benaco, avevo infatti promesso di riportare esclusivamente fatti e di non farmi trascinare in polemiche o indiscrezioni, ed a questa promessa mi sono attenuto.

Da ieri c’è un nuovo fatto, è iniziata infatti la fase giudiziaria di questa triste e grave vicenda. E’ cominciata infatti al Tribunale di Brescia l’udienza preliminare davanti al giudice Francesco Nappo per i vertici di Garda Uno: il Presidente Mario Bocchio, il Direttore Generale e Procuratore Speciale Franco Richetti, il Dirigente Responsabile del ciclo idrico Mario Giacomelli.

Proprio oggi c’è un articolo molto completo ed esaustivo sul Bresciaoggi a firma di Wilma Petenzi. Vi invito sin da ora ad andare in edicola comunque ad acquistarlo in quanto è un documento molto importante in un momento cruciale sulla strada della chiarezza sulle cause.
Mi scuso sin da ora pubblicamente con Bresciaoggi per aver riportato l’articolo, non è mio costume farlo, ma lo faccio solo come contributo documentale di pubblica utilità.

Acqua infetta, in aula i vertici di Garda Uno

San Felice. E’ iniziata ieri l’udienza preliminare davanti al giudice Francesco Nappo per il presidente, il direttore generale e il responsabile del settore ciclo idrico.
Nel giugno 2009 maxi epidemia di gastroenterite. In quaranta, tra cui il Comune, hanno chiesto di costituirsi parte civile: il giudice aggiorna a gennaio.

La comunità scientifica non ha dubbi: l’epidemia di gastroenterite che nel giugno dello scorso anno colpì duemila persone a San Felice è conseguenza dell’acqua infetta sgorgata dall’aquedotto. L’epidemia per gli esperti, fu causata da costridium perfrigense e norovirus, microrganismi patogeni trovati nell’acqua dell’acquedotto.

La stessa certella ha portato la procura a chiedere il rinvio a giudizio dei vertici di Garda Uno, la società che gestisce l’acquedotto del paese gardesano. Per epidemia colposa, distribuzione di alimentari adulterati e per lesioni colpose chiede il processo per Mario Bocchio, 55 anni, Presidente di Garda Uno, Franco Richetti, 62 anni, Direttore Generale e Procuratore Speciale di Garda Uno, Mario Giacomelli, 56 anni, Dirigente Responsabile. E ieri, davanti al Gup Francesco Nappo è iniziata l’udienza preliminare. Pochi minuti per raccogliere la richiesta di costituzione di parte civile presentata da una quarantina di parti offese, tra cui i 23 cittadini che hanno sporto denuncia, assistiti dagli avvocati Gianluca Savoldi, Elena Scotuzzi e Lorenzo Valtorta, il Comune di San Felice, assistito dall’avvocato Luigi Frattini, altri cittadini che si sono presentati ieri in aula con il certificato medico e albergatori e ristoratori del paese.
Impossibile decidere subito sull’ammissibilità delle costituzioni di parte civile, il giudice ha aggiornato l’udienza al 13 gennaio, quando le parti torneranno in aula.

Per la procura, rappresentata in aula dal sostituto procuratore Leonardo Lesti (le indagini erano state coordinate dal PM Paolo Abritti) i batteri che portarono in pronto soccorso più di duemila persone potevano essere evitati, i responsabili dell’acquedotto comunale avrebbero dovuto prevedere quello che successe dal 9 giugno 2009 in poi. Ma i vertici di Garda Uno, secondo le accuse, non previdero l’epidemia perché agirono con negligenza, imperizia e imprudenza nella gestione della rete idrica comunale.

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A leggere le risposte delle Autorità (AATO, ASL, Comune di San Felice del Benaco, Garda Uno) sono dolente ammetterlo sembra di ascolatare un disco rotto: “bevete tranquilli“, “è tutto a posto“, “l’acqua di San Felice è a posto“, “i lavori sull’acquedotto sono praticamente ultimati“, “quanto siamo stati bravi“, ecc.

Sono molto contento che siate tutti così ottimisti e fiduciosi, ma piccolo particolare, in base a quali dati anche noi dovremmo nutrire altrettanta fiducia visto che in buona parte non ce li fornite?
Dove sono le analisi?
Perché vi ostinate a non renderle pubbliche?
Perché non vi siete mai presentati in occasioni pubbliche di confronto e contraddittorio anche tecnico?
Quali lavori sono stati fatti?
E’ possibile verificarli e monitorarli?
Su che basi insomma dovremmo stare tranquilli dopo quello che è successo?

Ripeto ciò che ho scritto due giorni fa: perché ad alcuna autorità importa che a San Felice nessuno stia più bevendo l’acqua?
La risposta è semplice, perché non c’è fiducia nella nostra acqua e nell’operato delle Autorità!
E sì, perché la fiducia si conquista innanzitutto con la trasparenza del proprio operato e soprattutto con tanta umiltà e un’informazione chiara e completa!

Mi chiedo, ma chi sta consigliando questi signori sulle scelte di comunicazione?
Credetemi, c’è solo un modo per recuperare la fiducia: bando agli slogan, ma dati, informazione puntuale completa e periodica, incontri pubblici dove vi presentate di persona con tanta umiltà a parlare e confrontarvi con la gente e con tecnici esterni ed a rispondere a tutte le loro domande.

Vi prego, se volete prendete me e vedrete che diamo una bella svolta una volta per tutte a questa vicenda.

Vi faccio solo un esempio di ciò che non va fatto. Prendiamo il finale dell’articolo di “spot” dell’AATO dal titolo emblematico “San Felice … un sorso in tutta sicurezza apparso sul Giornale di Brescia la scorsa domenica 1 agosto 2010 (con una tempistica quantomeno sospetta rispetto alle richieste di chiarimenti sui lavori fatti da parte del Comitato Acqua Benaco):

San Felice, quindi, può gustarsi … un sorso di sicurezza. Anche troppa, secondo l’Ato, che sottolinea come l’Asl faccia controlli giornalieri, con analisi virologiche e batteriologiche.

Per l’Autorità d’ambito si potrebbe anche ridurre il numero di verifiche, visto il funzionamento degli impianti.

Dico io, ma vi sembra il caso di dire una cosa del genere dopo tutto quello che è successo?
Non azzardatevi neppure a parlare di controlli eccessivi dopo la disastrosa epidemia dello scorso anno, toglietevelo dalla mente.
Non avete pensato che se probabilmente tutti questi controlli fossero stati fatti anche prima forse si sarebbe potuta evitare una delle più grandi epidemie del genere mai avvenute in Italia, con interesse anche a livello europeo?

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Mi ero ripromesso di non entrare più in polemica sul caso acqua a San Felice dopo la devastante epidemia dell’estate 2009.

La tristissima notizia che è però piombata ieri come un macigno su San Felice  mi ha messo in corpo tanta rabbia per l’impotenza umana, mi ha ricordato quanto la salute sia il bene più prezioso che abbiamo e che dobbiamo preservare con tutta la nostra forza, e mi rende insopportabile assistere ad aziende, persone e istituzioni che non fanno quanto in loro potere per proteggere la nostra salute.

Mi dispiace ma anche se non c’entra non riesco quindi a trattenermi dal denunciare un fatto che sta accadendo in questi giorni in merito ad interventi sull’acquedotto di San Felice del Benaco.

Qualche mattina fa stavo passando per andare al lavoro quando vedo nel terreno antistante l’acquedotto di via Zublino dei lavori di posa di condutture di grossa portata.

Gulp! Non è che stanno sostituendo solo ora, a ben 14 mesi di distanza dalla disastrosa epidemia, la condotta che porta dalla presa di captazione a lago in località Porticcioli fino all’impianto di filtrazione di via Zublino?

Non voglio crederci, quindi lascio perdere. Ieri invece passando per caso in una via secondaria nei pressi di Cisano ne ho avuto la prova e la mia incazzatura è risalita a mille!

Faccio notare il piccolo particolare (le foto sono tutte ingrandibili cliccandoci sopra) che ieri era il 1° agosto e sul cartello c’è scritto “Fine lavori 25/7/2010” e invece le condizioni del cantiere sono lì da vedere.
Ma soprattutto c’è chiaramente scritto che si tratta di lavori di “Manutenzione adduttrice da Porticcioli a Zublino“, committente Garda Uno SpA.

Pazzesco! Nell’incontro del 27 gennaio sull’Acquedotto Comunale, il Sindaco aveva elencato i lavori a breve termine da fare entro pochi giorni o settimane, e tra questi c’era anche la sostituzione integrale delle condutture (dichiarate in cattive condizioni) dalla presa a lago fino all’impianto di filtrazione di via Zublino.

Già era tardi allora, considerando che erano già trascorsi 6 mesi dall’epidemia senza di fatto alcun intervento e oltre 5 mesi da altri gravissimi rilievi su carenze strutturali dell’acquedotto fatti da ASL a Garda Uno (e per conoscenza al Sindaco di San Felice e all’AATO) in data 3 agosto 2009 con lettera Prot. 112744, contenente una richiesta perentoria di esecuzione di lavori entro 30 giorni (vale a dire il 2 settembre 2009), richiesta poi a quanto mi consta in parte disattesa quantomeno nelle tempistiche, a meno che ci siano state poi nuove ricontrattazioni tra le parti su lavori e tempistiche di cui non sono però informato: ecco l’importanza di una informazione chiara e completa.

Se poi considero che un lavoro del genere dichiarato dal Sindaco come urgente viene fatto a ben 14 mesi di distanza, sono scioccato, perché vuol dire che noi cittadini senza che nessuno ci informasse siamo stati lasciati in balìa di un acquedotto con carenze strutturali.

Ma dico io: chi comanda sull’acqua di San Felice del Benaco?

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Dopo il preoccupante articolo di ieri, questa mattina 16 aprile 2010 fortunatamente ho aperto sia il BresciaOggi che il Giornale di Brescia e leggo con sollievo:

Bene dai, pare facessi bene allora ieri a sforzarmi di pensare positivo.

Direi bene anche per i tempi solleciti di reazione di ASL e GardaUno che hanno disinnescato l’allarme.
Così si fa: risposte rapide, chiarezza e trasparenza.

Certo, io continuo personalmente a pensare che le analisi dell’acqua seppur complesse e molto tecniche dovrebbero essere rese pubbliche puntualmente e con continuità, questo sarebbe un segno di grande trasparenza e consentirebbe un controllo da parte di tutti evitando così le residue diffidenze verso le risposte delle autorità competenti.

Mi si consenta un piccolo appunto alle affermazioni del Presidente di Garda Uno Mario Bocchio:

«Non è possibile che al verificarsi a San Felice di qualche mal di pancia o casi di diarrea subito si corra ad accostare i guai a Garda Uno spa. Prima di ricorrere a collegamenti impropri sarebbe quantomeno opportuno avere delle certezze, attendere l’esito degli accertamenti da parte dell’Asl. Altrimenti si contribuisce solo a danneggiare la nostra immagine».

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Questa mattina 15 aprile 2010 apro il BresciaOggi e dopo la grave epidemia dello scorso giugno guarda un po’ che bell’articolo sorpresa trovo:

Subito il mio pensiero corre allo scorso fine settimana quando Paola non è stata bene con disturbi simili all’epidemia dello scorso giugno, e così anche Camilla si lamentava di qualche mal di pancia.
Il mio vicino Silvio invece è da Pasquetta che periodicamente non sta bene, e così anche una signora che abita vicino a me.
Già da questo mini-campione di casi evidentemente qualcosa c’è, ma ho dato colpa a qualche virus influenzale o agli sbalzi di temperatura.

Vi prego, non ditemi che ci risiamo!

ASL, non fate come lo scorso anno, subito trasparenza, presto, fuori subito le analisi delle ultime settimane, visto che dalla vostra comunicazione state eseguendo 2 analisi batteriologiche e 1 virologica a settimana.

Un appello al Sindaco:

Paolo, ti prego, non fare come lo scorso anno, in qualità di responsabile della salute pubblica datti subito da fare e rendi noto alla cittadinanza cosa sta succedendo, le analisi e gli interventi in atto.

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Dopo i tre avvisi di garanzia ai vertici di Garda Uno, il Comitato Acqua Benaco ha inviato una lettera al Sindaco di San Felice del Benaco Paolo Rosa affinché, tra le altre cose, nell’eventualità di un rinvio a giudizio delle tre persone indagate mantenga la promessa fatta di costituirsi parte civile.

Il Comitato chiede anche al Sindaco di valutare se alla luce delle novità giudiziare ci siano ancora le condizioni di fiducia necessarie nei confronti dei soggetti indagati che a tutt’oggi stanno gestendo il nostro acquedotto comunale.

Fonte Comitato Acqua Benaco
Alcune domande al Sindaco di San Felice

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