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San Felice del Benaco è oramai diventato un simbolo per tutti per la difesa dell’Acqua quale Bene Comune non mercificabile che deve rimanere quindi a gestione pubblica e Diritto Umano Fondamentale.

Il prossimo 10 aprile 2010 la Rete dei Comitati del Benaco per l’Acqua Pubblica (ReBeCAP) che riunisce varie associazioni gardesane che operano sul territorio e che si oppongono alla privatizzazione dell’acqua organizzano, organizzano a San Felice del Benaco una grande manifestazione articolata in tre momenti:

  • Corteo
  • Convegno
  • Concerto

La locandina (PDF)

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Dopo i tre avvisi di garanzia ai vertici di Garda Uno, il Comitato Acqua Benaco ha inviato una lettera al Sindaco di San Felice del Benaco Paolo Rosa affinché, tra le altre cose, nell’eventualità di un rinvio a giudizio delle tre persone indagate mantenga la promessa fatta di costituirsi parte civile.

Il Comitato chiede anche al Sindaco di valutare se alla luce delle novità giudiziare ci siano ancora le condizioni di fiducia necessarie nei confronti dei soggetti indagati che a tutt’oggi stanno gestendo il nostro acquedotto comunale.

Fonte Comitato Acqua Benaco
Alcune domande al Sindaco di San Felice

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In questa lettera datata 22 gennaio 2010 e inviata al Comitato Acqua Benaco, ASL detta a Garda Uno calendario e prescrizioni perentorie per il programma di interventi urgenti sull’acquedotto di San Felice del Benaco per la riduzione del rischio di contaminazione dell’acqua potabile in vista dell’innalzamento termico primaverile e poi estivo.

Interessante in questa lettera l’indicazione di scadenze ben definite, consentendo ad ognuno la verifica dell’esecuzione dei lavori da parte di Garda Uno.

Non riesco però a non commentare una lettera in cui l’ASL da semplice autorità di controllo sanitario, ritenga necessario praticare uno stretto controllo e una “marcatura a uomo” su Garda Uno anche sul lato tecnico-strutturale dell’acquedotto … 😦

Fonte: Comitato Acqua Benaco
Piano programmatico degli interventi sull’aquedotto di San Felice d/B

Per chi non riesce a scaricare la lettera ecco il testo:

Brescia, 22-01-2010

Oggetto: piano programmatico degli interventi di riduzione del rischio idropotobile dell’acquedotto civico di San Felice del Benaco.

Si fa seguito alla nota n. 581 del 18.1.10 con lo Quale codesta Società ha qui trasmesso il piano in oggetto indicato. A commento del materiale inviato si osserva quanto segue:

Preliminarmente, si prende atto dell’esito delle analisi interne trasmesse da Garda Uno. Tali analisi interessano il periodo 28 giugno 2009 – 04 gennaio 2010 e prendono in considerazione i seguenti parametri:
batteriologia: microrganismi vitali a 22 e 36 °C, coliformi. E. Coli, enterococchi, Cl. Perfringens, alghe e tossine algali.
virologia: norovirus G1 e G2, rotavirus, astrovirus ed enterovirus.
Detti parametri sono monitorati, come da prescrizione ASL del 3.12.09, 2 volte la settimana, mentre la analisi virologiche presentono uno frequenza di 1 volta lo settimana.
I punti di campionamento corrispondono ai 4 punti rete monitorati anche dall’ASL (P.za Moniga, Via Benaco, Via S.Bona e Viale Italia)
Inoltre, su 4 altri punti rispettivamente denominati (Porticcioli acqua grezza e dopo prima clorazione, Zublino prima e dopo secondo trattamento) sono svolte indagini solo batteriologiche di controllo interno. In occasione del campionamento è effettuato anche il controllo del cloro residuo libero.
Gli esiti di queste indagini relative al periodo indicato ed all’acqua immessa al consumo sono tutti favorevoli.

In merito alle opere da realizzare, si considera, in quanto non esplicitata, come ipotetica data di inizio lavori, il 15 febbraio 2010, e si osserva che:

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Anche sulla stampa di oggi continua il clamore suscitato dagli avvisi di garanzia ai vertici di GardaUno.

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Oggi è una giornata triste per tutto il Garda.

Il sostituto procuratore Paolo Abbritti ha concluso le indagini sulla grave epidemia che la scorsa estate ha colpito cittadini e turisti di San Felice del Benaco e ha emesso tre avvisi di garanzia per i vertici di Garda Uno: Presidente Mario Bocchio, per il Direttore Generale e per il Responsabile del settore ciclo idrico.

Il capo d’accusa per tutti e tre è grave, anzi, gravissimo: Epidemia Colposa.
Ora hanno venti giorni per sottoporsi ad interrogatorio prima della richiesta di rinvio a giudizio.

E’ una giornata triste e preoccupante per tutto il basso Garda perché poteva capitare in qualunque paese, visto che nelle motivazioni degli avvisi di garanzia sulla stampa si possono leggere frasi come:

I vertici di Garda Uno conoscevano le precarie condizioni dell’acquedotto. I germi erano dappertutto

………………

… la colpa dei tre è consistita in negligenza, imperizia e imprudenza, ma anche nell’inosservanza delle norme di buona tecnica nella gestione della rete comunale.

………………

I batteri, per l’accusa, hanno avuto vita facile grazie ad un complessivo e grave degrado dell’impianto. Arrugginito e aggredito da mitili il filtro a lago, intasato quello a sabbia, insufficiente la clorazione, invase delle acque superficiali del Garda quelle già depurate, in assenza di un impianto di trattamento contro le tossine prodotte dalle alghe, ma anche di competenze specifiche in seno all’azienda in grado di leggere la variazione dei parametri prodotti dalle analisi e quindi di prevedere il possibile rischio di un’epidemia diffusa attraverso l’acqua potabile

………………

Si parla anche di un adeguamento dell’impianto a bilancio rimasto solo sulla carta e i batteri hanno avuto vita facile in una rete arrugginita.

Ecco gli articoli apparsi sula stampa ieri e oggi:

Ovviamente nessuno è colpevole sino alla conclusione del processo, però è significativo che anche il magistrato abbia puntato decisamente il dito contro Garda Uno che fino ad ora si era sempre dichiarata estranea ai fatti.

Leggendo questi articoli devo dire che pare proprio avessimo ragione su molte cose dette in questi mesi sui blog e in paese, compreso che i lavori che ci hanno venduto come quasi un “premio” ai cittadini di San Felice del Benaco  come era già stato dichiarato pare siano in realtà un progetto che era però aimé e a nostre spese rimasto su carta.

Se i fatti fossero confermati ovviamente si prefigurerebbero gravissime responsabilità su come è stata e viene gestita GardaUno.

Da parte mia spero che i tre destinatari degli avvisi di garanzia possano portare elementi utili a loro difesa e per fare chiarezza, però personalmente non mi rassicura pensare che queste tre persone nel frattempo continuino a gestire la nostra acqua pubblica e soprattutto gli interventi massicci che sono in atto in questi giorni sul nostro acquedotto da parte di GardaUno.
Io continuo a pensare come mesi fa che sia necessaria una sospensione temporanea in via cautelativa dalla gestione dell’acqua di GardaUno, o quantomeno delle tre persone nelle decisioni che riguardano l’acqua pubblica.

Sull’articolo del BresciaOggi mi ha fatto molto ridere leggere che il Sindaco Paolo Rosa è da ieri irrintracciabile al cellulare che suona senza alcuna risposta, non ci credo, proprio Paolo che in questo periodo è attivissimo con annunci su stampa e televisioni: «dai Paolo, rispondi, nommmmm!!».

Avanti così fino alla verità e alle responsabilità, l’avevo detto che non avremmo mollato …

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Cresce sempre più il fronte della meritoria protesta contro la cosiddetta Legge “Ronchi” (166/2009) che introduce di fatto la privatizzazione dell’acqua pubblica.
La cosa che mi fa molto piacere è che il fronte è assolutamente bipartisan segno che il buon senso come sempre non ha colore.

Qualche giorno fa il Consiglio Comunale di Rezzato ha meritoriamente approvato una mozione che impegna il Sindaco e la Giunta «a contrastare ogni tentativo di privatizzazione dell’acqua, a riconoscere che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica essenziale per garantire pari dignità a tutti i cittadini, a continuare l’impegno per una gestione improntata a criteri di efficienza, di tutela della proprietà pubblica del bene e delle infrastrutture, di universalità nell’accesso e tutela delle persone più deboli».

Due giorni fa la mossa dell’Amministrazione Comunale di Sirmione che ha deciso di dichiarare guerra alla Regione Lombardia con un ricorso al TAR sul commissariamento della gestione dell’acqua, al fine di mantenere la gestione dell’acqua pubblica in mani comunali, al grido «giù le mani dall’acqua dei Sindaci».

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Gli scorsi venerdì 29 gennaio e giovedì 4 febbraio si sono tenuti due incontri in cui medici hanno affrontato il tema delle possibili conseguenze sanitarie a breve, medio e lungo periodo della grave epidemia che ha colpito San Felice del Benaco lo scorso giugno.

Venerdì 29 gennaio

Serata con la dott.ssa Silvia Lorenzotti, infettivologa dell’U.O. Malattie infettive, Ospedale Maggiore di Cremona.

Giovedì 4 febbraio

Serata dal titolo
Gastroenteriti acute di comunità: domande e risposte
tenuta dai Prof. Alberto Lanzini, Dott.ssa Barbara Zanini, Dott.ssa Chiara Ricci, Dott.ssa Bandera della Cattedra di Gastroenterologia dell’Università degli Studi di Brescia.

Premetto che entrambe le serate sono state interessanti, utili, chiare e chiarificatrici, ma (essì, perché a mio avviso un MA c’è) non hanno contribuito a chiarire tutti i dubbi ed a rassicurare completamente sulle conseguenze.

Ecco i miei dubbi:

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Ho appena terminato di guardare Presa Diretta che questa sera era emblematicamente intitolato “Acqua rubata“, dedicato alla cosiddetta privatizzazione dell’acqua votata dal Parlamento a fine 2009 che ci tengo a ricordare nessuno ci ha obbligato a fare, nemmeno l’Unione Europea come viene giustificato, ne è la prova che dal 1 gennaio 2010 Parigi ha ripubblicizzato l’acqua.

Devo ammettere che fino alla grave epidemia che ha colpito San Felice lo scorso giugno mi ero  sempre disinteressato della gestione dell’acqua pubblica, forse perché dentro di me non passava neppure per l’anticamera del cervello che qualcuno potesse speculare su questo bene.
E invece …

La puntata di stasera è stata agghiacciante e molto preoccupante per il futuro e spero che i molti esempi esempi di sana disobbedienza civile da parte di molti illuminati sindaci e amministratori che si sono rifiutati di cedere i propri acquedotti si moltiplichino e costringano Governo e Parlamento a fare una sana retromarcia.

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Sulla stampa di oggi un articolo dal titolo eloquente su alcuni risultati emersi nella serata del 29 gennaio organizzata dal Comitato Acqua Benaco, risultati che sono stati per me scioccanti (e sui quali non ho ancora trovato il tempo di scrivere le mie impressioni) per quanto riguarda la gestione dell’acquedotto e che hanno lasciato me e tutti i partecipanti letteralmente basiti e in sala si percepiva nettamente a pelle una forte tensione latente:

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Nella assoluta latitanza di tutte le istituzioni (in primo luogo Comune e ASL) che avrebbero il compito di informare e sensibilizzare i cittadini sulle possibili conseguenze sanitarie della grave epidemia di giugno, continuano fortunatamente le iniziative del Comitato Acqua Benaco.

Il prossimo giovedì 4 febbraio 2010 alle ore 21 nella Sala Consiliare del Palazzo ex Monte di Pietà di San Felice del Benaco si terrà una serata dal titolo

Gastroenteriti acute di comunità: domande e risposte

tenuta dai Prof. Alberto Lanzini, Dott.ssa ZaniniDott.ssa Ricci, Dott.ssa Bandera della Cattedra di Gastroenterologia dell’Università degli Studi di Brescia.

Tra l’altro ricordo che il Prof. Lanzini conosce bene la nostra vicenda in quanto è anche il responsabile dello studio osservazionale sulla grave epidemia che ha colpito San Felice lo scorso giugno, avviata dal Dipartimento di Medicina, S.S.D. Gastroenterologia degli Spedali Civili di Brescia.

Penso che sia una buona occasione per fare un po’ di domande e chiarirsi eventuali dubbi.

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Leggendo la rassegna stampa di oggi dopo la serata di mercoledì e in vista dell’incontro di questa sera, il pensiero malizioso anche se certamente pretenzioso che mi è venuto è che i “big” stanno cominciando a capire che non molliamo sul problema acqua e che la grave epidemia di giugno a San Felice è una patata bollente che non accenna ad intiepidirsi.

E quindi:

Scatenati, vero?

Va bene dai, forse tutte le nostre pressioni stanno cominciando a sortire qualche effetto se è vero che, come direbbe Jovanotti, siamo diventati un pochino l’ombelico del loro mondo.

Una domanda: ma dov’erano tutti lor signori a giugno?

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Ieri sera il Sindaco Paolo Rosa ci ha presentato i programmi di lavoro a breve e medio termine sull’acquedotto comunale di San Felice del Benaco.

Premetto che in tutta sincerità personalmente la serata non mi è parsa del tutto negativa, è emerso qualche punto di chiarezza, e pur nella diversità delle opinioni anche il dibattito è stato costruttivo.
Certo, è stato apertamente comune, sia di istituzioni che di cittadini, il giudizio gravemente negativo sull’atteggiamento del gestore Garda Uno, il grande assente e il cui prolungato silenzio che ancora continua su questa vicenda risulta a tutti sempre più assordante, insopportabile e intollerabile.

Personalmente ho tenuto a dire al Sindaco che a tutt’oggi, pur con tutte le rassicurazioni del caso, nessuno a San Felice si fida a bere l’acqua dell’acquedotto comunale, e non per una strana fobia, ma perché le autorità sanitarie e scientifiche nazionali hanno accertato che la grave epidemia di gastroenterite da enterovirus (principalmente Norovirus, ma non solo) di giugno è stata causata principalmente dall’ingestione di acqua contaminata da liquami umani, e a tutt’oggi non sappiamo nulla sulle cause, quindi non si può avere alcuna certezza che i lavori fatti o in essere siano o saranno risolutivi.

Restando alle sensazioni della sala, non è passato inoltre inosservato che i programmi di lavoro a breve termine sull’acquedotto presentati come quasi un “premio” ai cittadini di San Felice, in realtà sono (a parte un punto) l’esecuzione di lavori prescritti all’ente gestore Garda Uno da ASL in una lettera del 3 agosto 2009 (di cui era stata data lettura in un Consiglio Comunale di fine 2009) e da realizzare entro 30 giorni.
Ad alcuni presenti in sala risulta inoltre che i programmi a medio termine sull’acquedotto in realtà erano già previsti e approvati da AATO nel 2008 o precedentemente, e non conseguenti alla grave epidemia di giugno.

Anyway, per tutti gli assenti, venendo invece al resoconto della serata di ieri:

Qualità dell’acqua

Il Sindaco ha esordito rassicurando sulla qualità dell’acqua sulla quale vengno effettuati dalla ASL 2 controlli settimanali di tipo batteriologico1 di tipo virale dall’Istituto Zooprofilattico (si consideri che prima della crisi veniva fatto solo 1 controllo al mese e solo batteriologico).
E’ stata mostrata una lettera ASL datata 22 gennaio 2010 in cui si afferma che dal 28 giugno fino ad oggi tutte le analisi sull’acqua hanno dato esito positivo di potabilità.

Sospensione delle bollette dell’acqua

E’ stato confermato che la bollettazione dell’acqua di GardaUno (di cui è stata mostrata in sala una lettera a firma del responsabile amministrativo) è sospesa in attesa che vengano accertate le cause dell’inquinamento dell’acqua che ha causato l’epidemia di giugno.
Gli operatori visti a San Felice nelle scorse settimane effettuare le letture dei contatori stavano solo compiendo un atto dovuto.

Purtroppo pero’ non è stata data una risposta convincente a un cittadino che chiedeva rassicurazioni sul fatto che questo non preluda poi a una “super-bolletta” di conguaglio di oltre 1 anno nel momento in cui riprendera’ la normale bollettazione.

Interventi a BREVE termine sull’acquedotto comunale

Il Sindaco aiutandosi con la proiezioni dei progetti ha illustrato gli interventi che partiranno a breve termine (vale a dire entro pochi giorni o poche settimane) sull’acquedotto comunale per un importo complessivo di circa 1 milione di euro.

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Sulla stampa di oggi si parla delle due riunioni di stasera e venerdì a San Felice per parlare di acqua dopo la devastante epidemia di gastroenterite della scorsa estate.

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Mi scuso per il ritardo ma per vari impegni mi era sfuggita una bella lettera dell’Ing. Angelo Esposito sul caso acqua e sulla grave epidemia di gastroenterite che ha colpito San Felice la scorsa estate, apparsa una ventina di giorni fa sul Bresciaoggi che però non era fortunatamente scappata a Simone.
La lettera contiene anche quattro domande al Sindaco che reclamano risposta.

Ecco la lettera:

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In ordine cronologico ecco due significativi appuntamenti che si terranno a San Felice questa settimana sul tema acqua:

Mercoledì 27 gennaio 2010
ore 20.30

L’Amministrazione Comunale invita la cittadinanza ad una assemblea pubblica sul tema

ACQUEDOTTO COMUNALE

Presso la sala congressi del Santuario della Madonna del Carmine di San Felice del Benaco

  • Locandina (PDF)
  • Venerdì 29 gennaio 2010
    ore 21.00

    Comitato Acqua Benaco
    Convocazione Assemblea Soci

    presso il palazzo ex-monte di pietà di San Felice del Benaco e’ convocata l’assemblea dei soci.

    … COSA ABBIAMO BEVUTO?
    … COSA STIAMO BEVENDO?

    Ordine del giorno:

  1. aggiornamento sulle iniziative prese dal comitato e sull’attività svolta;
  2. relazioni tecniche:
    – la nostra rete idrica: osservazioni tecniche
    – epidemia estate 2009: parere medico
    – acqua, rete idrica e quadro giuridico-normativo (Comitato Acqua di Prevalle)
    L’assemblea è aperta a tutti gli interessati !

Io ovviamente ci sarò e non mancherò di farne un resoconto perché non molliamo fino a quando non sapremo la verità sulla grave epidemia della scorsa estate.

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Sulla stampa di oggi il piano di investimenti per gli acquedotti presentato da GardaUno.

Una sola domanda: perché non si parla di San Felice visto che in Comune c’è già depositato un grosso e invasivo progetto di rifacimento dell’acquedotto?

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A distanza oramai di sei mesi dalla grave epidemia di San Felice pare pazzesco ma ancora nulla si sa sulle cause.
Sul Bresciaoggi del 27 dicembre il resoconto di una serata che il Partito Democratico gardesano ha dedicato alla discussione su questa vicenda di incredibile gravità che allarma anche molti altri comuni, allargando la discussione anche in generale alla gestione dell’acqua esprimendo unanimemente forti riserve su come GardaUno sta gestendo questo bene primario, e cominciando a discutere su possibili contromosse alla “privatizzazione dell’acqua”:

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Il 4 e 5 novembre 2009 si è tenuto a Roma il VII Workshop Nazionale Enter-net, sistema di sorveglianza delle infezioni enteriche, dal titolo Infezioni trasmesse da alimenti e acqua: diagnostica ed epidemiologia, organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana.

All’interno del convegno ci sono state ben 3 relazioni sulla grave epidemia che ha colpito San Felice del Benaco nel giugno 2009:

  1. Caratterizzazione molecolare di ceppi virali responsabili dell’epidemia di gastroenterite sul Lago di Garda [P11]
    Ilaria Di Bartolo (a), Marina Monini (a), Enrico Pavoni (b), Marina Nadia Losio (b), Franco Maria Ruggeri (a)
    (a) Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare, Istituto Superiore di Sanità, Roma
    (b) Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, Brescia
  2. Approccio diagnostico in un’epidemia di gastroenterite acuta sul Lago di Garda [P16]
    Marina Nadia Losio, Antonio Lavazza, Loris G. Alborali, Mariagrazia Zanoni, Enrico Pavoni, Barbara Bertasi, Enrica Moro, Paolo Boni
    Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, Brescia
  3. Gastroenterite virale da inquinamento dell’acquedotto pubblico: andamento epidemico e richiesta di farmaci [P18]
    Camilla Luzzago (a), Maddalena Dé Cillà (b), Stefano De Giuli (c)
    (a) Dipartimento di Patologia Animale, Igiene e Sanità Pubblica Veterinaria, Università degli Studi, Milano
    (b) Medico Veterinario Libero Professionista, San Felice del Benaco, Brescia
    (c) Farmacista, San Felice del Benaco, Brescia

Ecco il link al documento con tutti gli abstract del convegno sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità (e questo è il link alla copia locale, visto il sinistro precedente).

Particolarmente eloquente in particolare la relazione (1) realizzata da ricercatori del Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma e dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna di Brescia.
Quali le chiare affermazioni della Scienza?

… le evidenze ottenute dall’analisi delle sequenze confermano, che la via principale di trasmissione sia dovuta al consumo di acqua contaminata.

Ma eccone l’intero abstract:

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La lettera di ASL (cliccare)

Cheddire, il Comitato Acqua Benaco c’è e sta lavorando per tutti noi, magari non vistosamente ma con decisione e lasciatemi dire con professionalità.

Ecco un bel risultato che ha da poco ottenuto:
ASL fornirà al comitato i risultati delle analisi sull’acqua e ha autorizzato anche la loro pubblicazione.

Gli elementi di valutazione contenuti nella relazione di ASL all’autorità giudiziaria sono invece ancora coperti da segreto istruttorio e non potranno per il momento essere resi pubblici.

Bel colpo del Comitato e grazie ad ASL: altri importanti elementi utili per fare un altro pochino di luce sul caso San Felice.

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Vi racconto una storia triste:

erano i primi giorni di agosto di quest’estate e a casa stavamo ridipingendo la camera, un paio di settimane prima delle ferie estive in modo così poi da potercele godere pienamente senza impegni.
Già che c’eravamo avevamo deciso di ridipingere anche la porta di un bel colore panna, in modo da dare luce alla stanza perché proprio quel brutto colore simil-noce non ci piaceva.

Era domenica ed ero in garage con la porta appoggiata sui cavalletti quando arriva una mia vicina di casa, purtroppo per lei da tempo in lotta con un brutto tumore, la quale aveva saputo del mio attivismo sul famigerato caso acqua che ha coinvolto San Felice.

Mi racconta che da due mesi sta molto male a causa dalla grave epidemia che a giugno aveva coinvolto molti cittadini del nostro paese, oltre che molti turisti, ma cosa ancor più grave mi riferisce che da due mesi le avevano sospeso un importante ciclo di chemioterapia a cui si stava sottoponendo a Milano, in attesa che guarisse dai problemi gastrointestinali, anche perché la sua oncologa da fonti mediche non era riuscita ad avere alcuna informazione su cosa fosse accaduto o stesse accadendo a San Felice dal punto di vista medico.

Io rimasi basito e dissi alla mia vicina che sul “caso San Felice” esisteva un documento ufficiale pubblicato sulla rivista Eurosurveillance scritto da autorevolissimi autori appartenenti alle maggiori autorità sanitarie coinvolte: Azienda Sanitaria Locale della Provincia di BresciaDirezione Generale Sanità della Regione LombardiaIstituto Zooprofilattico Sperimentale Lombardia ed Emilia-Romagna,
Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto Superiore di Sanità.

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