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Archive for the ‘sanità’ Category

Un nuovo colpo di scena nella vicenda della grave epidemia di gastroenterite che nel giugno 2009 ha colpito San Felice: mi giunge notizia (pubblicata anche qualche settimana fa dal Comitato Acqua Benaco) che il processo a carico dei vertici di Garda Uno è stato anticipato di quasi 1 anno, infatti inizierà il 14 giugno 2011.
Non sarà più inoltre davanti ad un tribunale monocratico (giudice unico), ma ad un tribunale collegiale (composto da un collegio di più giudici).

Il processo era infatti inizialmente previsto per  il 17 maggio 2012 ed io avevo nell’occasione espresso perplessità su una calendarizzazione così lontanta, sia a tutela nostra come cittadini che di Garda Uno.

Il cambio del tribunale in collegiale di solito, e immagino io anche in questo caso, sia dovuto alla eccezionalità del procedimento, sia per il numero di persone coinvolte, sia per le tipologie dei reati contestati.

Personalmente penso che ridurre i tempi per l’accertamento della verità, qualunque essa sia, sia assolutamente una buona notizia per tutti e quindi giudico positivamente questa decisione.

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Proprio perchè voglio sia chiaro che la nostra intenzione è solo quella di chiarire cause, responsabilità, oltre che avere certezza che dai nostri rubinetti scenda acqua buona, e che questa sia gestita da personale competente, mi pare doveroso riportare le dichiarazioni del Presidente di Garda Uno Mario Bocchio fatte alla stampa alcuni giorni fa dopo il rinvio a giudizio per la grave epidemia di gastroenterite che ha colpito San Felice del Benaco nel giugno 2009.

Solo un appello: Presidente non parli però solo con la stampa, venga a parlare anche con noi, è brutto dirlo, ma con tutto ciò che è successo le pare possibile che i cittadini non l’hanno mai mai vista a San Felice e ne potuta incontrare?

Mi perdoni ma a me non pare proprio normale …
😦

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E’ ufficiale: i vertici di Garda Uno sono formalmente imputati e andranno a processo per  la grave epidemia di gastroenterite che ha colpito migliaia di abitatanti e turisti di San Felice del Benaco nel giugno 2009.

Le accuse sono pesantissime: i reati contestati sono epidemia colposa, lesioni e distribuzione di alimenti adulterati.
La notizia meno positiva è che il dibattimento inizierà solo il 17 maggio 2012 (personalmente in tutta sincerità speravo molto prima, sia a tutela nostra che di Garda Uno).

Il giudice Francesco Nappo ha infatti disposto il processo per:

  • Mario Bocchio (Presidente di Garda Uno)
  • Franco Richetti (Direttore Generale di Garda Uno)
  • Mario Giacomelli (Responsabile del settore ciclo idrico integrato di Garda Uno)

Le accuse dei Pubblici Ministeri sono molto pesanti e le avevo riportate nel dettaglio in occasione dell’avvio dell’udienza preliminare.

La notizia è stata ripresa sui giornali locali:

La notizia è stata anche riportata da molteplici siti online come Il Giorno, BresciaPoint, quiBrescia, ecc.

Personalmente continuo a non capire il silenzio dei Sindaci dei comuni azionisti di Garda Uno e il loro apparente disinteresse verso questa grave vicenda.

Vera la presunzione di innocenza, ma a me sinceramente preoccupa non poco sapere che questi tre dirigenti su cui pendono accuse pesantissime da parte dei Pubblici Ministeri  che hanno svolto approfondite indagini, continuino a svolgere i rispettivi ruoli senza quantomeno un affiancamento con figure di garanzia, gestendo l’acqua che scende dal nostro rubinetto.

… e se preoccupano me, dovrebbero a maggior ragione preoccupare i Sindaci!

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Continua sulla stampa l’eco dell’avvio della fase giudiziaria con l’udienza preliminare del 16 dicembre scorso, in seguito alla grave epidemia del giugno 2009.

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Da un po’ non scrivo sulle conseguenze della gravissima epidemia di gastroenterite che nel giugno 2009 ha colpito abitanti e turisti di San Felice del Benaco, avevo infatti promesso di riportare esclusivamente fatti e di non farmi trascinare in polemiche o indiscrezioni, ed a questa promessa mi sono attenuto.

Da ieri c’è un nuovo fatto, è iniziata infatti la fase giudiziaria di questa triste e grave vicenda. E’ cominciata infatti al Tribunale di Brescia l’udienza preliminare davanti al giudice Francesco Nappo per i vertici di Garda Uno: il Presidente Mario Bocchio, il Direttore Generale e Procuratore Speciale Franco Richetti, il Dirigente Responsabile del ciclo idrico Mario Giacomelli.

Proprio oggi c’è un articolo molto completo ed esaustivo sul Bresciaoggi a firma di Wilma Petenzi. Vi invito sin da ora ad andare in edicola comunque ad acquistarlo in quanto è un documento molto importante in un momento cruciale sulla strada della chiarezza sulle cause.
Mi scuso sin da ora pubblicamente con Bresciaoggi per aver riportato l’articolo, non è mio costume farlo, ma lo faccio solo come contributo documentale di pubblica utilità.

Acqua infetta, in aula i vertici di Garda Uno

San Felice. E’ iniziata ieri l’udienza preliminare davanti al giudice Francesco Nappo per il presidente, il direttore generale e il responsabile del settore ciclo idrico.
Nel giugno 2009 maxi epidemia di gastroenterite. In quaranta, tra cui il Comune, hanno chiesto di costituirsi parte civile: il giudice aggiorna a gennaio.

La comunità scientifica non ha dubbi: l’epidemia di gastroenterite che nel giugno dello scorso anno colpì duemila persone a San Felice è conseguenza dell’acqua infetta sgorgata dall’aquedotto. L’epidemia per gli esperti, fu causata da costridium perfrigense e norovirus, microrganismi patogeni trovati nell’acqua dell’acquedotto.

La stessa certella ha portato la procura a chiedere il rinvio a giudizio dei vertici di Garda Uno, la società che gestisce l’acquedotto del paese gardesano. Per epidemia colposa, distribuzione di alimentari adulterati e per lesioni colpose chiede il processo per Mario Bocchio, 55 anni, Presidente di Garda Uno, Franco Richetti, 62 anni, Direttore Generale e Procuratore Speciale di Garda Uno, Mario Giacomelli, 56 anni, Dirigente Responsabile. E ieri, davanti al Gup Francesco Nappo è iniziata l’udienza preliminare. Pochi minuti per raccogliere la richiesta di costituzione di parte civile presentata da una quarantina di parti offese, tra cui i 23 cittadini che hanno sporto denuncia, assistiti dagli avvocati Gianluca Savoldi, Elena Scotuzzi e Lorenzo Valtorta, il Comune di San Felice, assistito dall’avvocato Luigi Frattini, altri cittadini che si sono presentati ieri in aula con il certificato medico e albergatori e ristoratori del paese.
Impossibile decidere subito sull’ammissibilità delle costituzioni di parte civile, il giudice ha aggiornato l’udienza al 13 gennaio, quando le parti torneranno in aula.

Per la procura, rappresentata in aula dal sostituto procuratore Leonardo Lesti (le indagini erano state coordinate dal PM Paolo Abritti) i batteri che portarono in pronto soccorso più di duemila persone potevano essere evitati, i responsabili dell’acquedotto comunale avrebbero dovuto prevedere quello che successe dal 9 giugno 2009 in poi. Ma i vertici di Garda Uno, secondo le accuse, non previdero l’epidemia perché agirono con negligenza, imperizia e imprudenza nella gestione della rete idrica comunale.

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A leggere le risposte delle Autorità (AATO, ASL, Comune di San Felice del Benaco, Garda Uno) sono dolente ammetterlo sembra di ascolatare un disco rotto: “bevete tranquilli“, “è tutto a posto“, “l’acqua di San Felice è a posto“, “i lavori sull’acquedotto sono praticamente ultimati“, “quanto siamo stati bravi“, ecc.

Sono molto contento che siate tutti così ottimisti e fiduciosi, ma piccolo particolare, in base a quali dati anche noi dovremmo nutrire altrettanta fiducia visto che in buona parte non ce li fornite?
Dove sono le analisi?
Perché vi ostinate a non renderle pubbliche?
Perché non vi siete mai presentati in occasioni pubbliche di confronto e contraddittorio anche tecnico?
Quali lavori sono stati fatti?
E’ possibile verificarli e monitorarli?
Su che basi insomma dovremmo stare tranquilli dopo quello che è successo?

Ripeto ciò che ho scritto due giorni fa: perché ad alcuna autorità importa che a San Felice nessuno stia più bevendo l’acqua?
La risposta è semplice, perché non c’è fiducia nella nostra acqua e nell’operato delle Autorità!
E sì, perché la fiducia si conquista innanzitutto con la trasparenza del proprio operato e soprattutto con tanta umiltà e un’informazione chiara e completa!

Mi chiedo, ma chi sta consigliando questi signori sulle scelte di comunicazione?
Credetemi, c’è solo un modo per recuperare la fiducia: bando agli slogan, ma dati, informazione puntuale completa e periodica, incontri pubblici dove vi presentate di persona con tanta umiltà a parlare e confrontarvi con la gente e con tecnici esterni ed a rispondere a tutte le loro domande.

Vi prego, se volete prendete me e vedrete che diamo una bella svolta una volta per tutte a questa vicenda.

Vi faccio solo un esempio di ciò che non va fatto. Prendiamo il finale dell’articolo di “spot” dell’AATO dal titolo emblematico “San Felice … un sorso in tutta sicurezza apparso sul Giornale di Brescia la scorsa domenica 1 agosto 2010 (con una tempistica quantomeno sospetta rispetto alle richieste di chiarimenti sui lavori fatti da parte del Comitato Acqua Benaco):

San Felice, quindi, può gustarsi … un sorso di sicurezza. Anche troppa, secondo l’Ato, che sottolinea come l’Asl faccia controlli giornalieri, con analisi virologiche e batteriologiche.

Per l’Autorità d’ambito si potrebbe anche ridurre il numero di verifiche, visto il funzionamento degli impianti.

Dico io, ma vi sembra il caso di dire una cosa del genere dopo tutto quello che è successo?
Non azzardatevi neppure a parlare di controlli eccessivi dopo la disastrosa epidemia dello scorso anno, toglietevelo dalla mente.
Non avete pensato che se probabilmente tutti questi controlli fossero stati fatti anche prima forse si sarebbe potuta evitare una delle più grandi epidemie del genere mai avvenute in Italia, con interesse anche a livello europeo?

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Mi ero ripromesso di non entrare più in polemica sul caso acqua a San Felice dopo la devastante epidemia dell’estate 2009.

La tristissima notizia che è però piombata ieri come un macigno su San Felice  mi ha messo in corpo tanta rabbia per l’impotenza umana, mi ha ricordato quanto la salute sia il bene più prezioso che abbiamo e che dobbiamo preservare con tutta la nostra forza, e mi rende insopportabile assistere ad aziende, persone e istituzioni che non fanno quanto in loro potere per proteggere la nostra salute.

Mi dispiace ma anche se non c’entra non riesco quindi a trattenermi dal denunciare un fatto che sta accadendo in questi giorni in merito ad interventi sull’acquedotto di San Felice del Benaco.

Qualche mattina fa stavo passando per andare al lavoro quando vedo nel terreno antistante l’acquedotto di via Zublino dei lavori di posa di condutture di grossa portata.

Gulp! Non è che stanno sostituendo solo ora, a ben 14 mesi di distanza dalla disastrosa epidemia, la condotta che porta dalla presa di captazione a lago in località Porticcioli fino all’impianto di filtrazione di via Zublino?

Non voglio crederci, quindi lascio perdere. Ieri invece passando per caso in una via secondaria nei pressi di Cisano ne ho avuto la prova e la mia incazzatura è risalita a mille!

Faccio notare il piccolo particolare (le foto sono tutte ingrandibili cliccandoci sopra) che ieri era il 1° agosto e sul cartello c’è scritto “Fine lavori 25/7/2010” e invece le condizioni del cantiere sono lì da vedere.
Ma soprattutto c’è chiaramente scritto che si tratta di lavori di “Manutenzione adduttrice da Porticcioli a Zublino“, committente Garda Uno SpA.

Pazzesco! Nell’incontro del 27 gennaio sull’Acquedotto Comunale, il Sindaco aveva elencato i lavori a breve termine da fare entro pochi giorni o settimane, e tra questi c’era anche la sostituzione integrale delle condutture (dichiarate in cattive condizioni) dalla presa a lago fino all’impianto di filtrazione di via Zublino.

Già era tardi allora, considerando che erano già trascorsi 6 mesi dall’epidemia senza di fatto alcun intervento e oltre 5 mesi da altri gravissimi rilievi su carenze strutturali dell’acquedotto fatti da ASL a Garda Uno (e per conoscenza al Sindaco di San Felice e all’AATO) in data 3 agosto 2009 con lettera Prot. 112744, contenente una richiesta perentoria di esecuzione di lavori entro 30 giorni (vale a dire il 2 settembre 2009), richiesta poi a quanto mi consta in parte disattesa quantomeno nelle tempistiche, a meno che ci siano state poi nuove ricontrattazioni tra le parti su lavori e tempistiche di cui non sono però informato: ecco l’importanza di una informazione chiara e completa.

Se poi considero che un lavoro del genere dichiarato dal Sindaco come urgente viene fatto a ben 14 mesi di distanza, sono scioccato, perché vuol dire che noi cittadini senza che nessuno ci informasse siamo stati lasciati in balìa di un acquedotto con carenze strutturali.

Ma dico io: chi comanda sull’acqua di San Felice del Benaco?

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