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Archive for the ‘Europa’ Category

Neutralità della reteTi piacerebbe se qualcun’altro decidesse per te come, quando e cosa puoi fare e vedere in Internet?

Questo però è il pericolo se passerà la proposta di regolamento europeo sul mercato unico delle comunicazioni elettroniche presentata dal Commissario europeo Neelie Kroes, che mette a rischio la Neutralità della rete (Net Neutrality) e quindi Internet “aperta” in Europa.

La neutralità della rete è il principio in base al quale operatori di reti di telecomunicazioni, internet service provider (ISP) e governi sono tenuti a trattare in modo “uguale” tutto il traffico Internet, non discriminando o differenziando per origine, destinazione, contenuto, tipologia, modalità.

La neutralità della rete ci riguarda quindi tutti, in quanto alla base di Internet “aperta” come noi la conosciamo, e strettamente connessa a nostre libertà fondamentali come quelle di informazione e di autodeterminazione della persona, ma con effetti anche sui processi democratici, della libertà d’impresa e della concorrenza.

Cosa possiamo fare?
Seguendo il dibattito in atto ho voluto approfondire l’argomento, anche analizzando cosa accade in Europa e nel mondo, per capire cosa può fare ognuno di noi.

Per iniziare a comprendere cosa potrebbe significare mettere a rischio il principio di neutralità della rete, vi suggerisco questo video che lo spiega con ironia ma in modo efficace …

La Net Neutrality è un argomento che non si può esaurire in poche righe, se quindi masticate un po’ di inglese vi consiglio anche di guardarvi What is Net Neutrality and why is it important?Net Neutrality (Hungry Beast).

Qual’è il rischio in Europa?

Il Commissario europeo per l’agenda digitale Neelie Kroes ha presentato una proposta di regolamento europeo sul mercato unico europeo delle comunicazioni elettroniche e per realizzare un continente connesso.

Tale regolamento presenta in particolare due articoli che mettono a rischio la neutralità della rete:

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Io ci ho provato!
Sì, ho voluto crederci e ci ho provato veramente con tutte le mie forze, con grande perseveranza e insistenza fino al limite della inopportunità a far entrare il mio progetto europeo nelle agende politiche italiane in vista delle elezioni europee di giugno, però ho fallito.

Ho provato a far capire l’importanza e l’urgenza nella nostra epoca di garantire la cittadinanza digitale (e quindi prima di tutto la connettività a banda larga) a tutti i cittadini, aziende e istituzioni europee per consentire loro di partecipare attivamente e da protagonisti alla Società della Conoscenza, per un’Europa capace di futuro.
Ho provato a far capire le immense opportunità che si aprirebbero, ma anche che i rischi che si corrono non facendo nulla sono enormi.
Ma ho fallito.

In queste settimane avevo mantenuto un doveroso riservo, qualcosa sembrava infatti si stesse muovendo e c’era stato interesse da parte di importanti esponenti nazionali soprattutto del Partito Democratico, ma anche di altri partiti.
Ringrazio le centinaia di persone che mi hanno dato il loro appoggio.
Ringrazio Romano Prodi che mi ha scritto addirittura due lettere di supporto di suo pugno (le mostrerò orgoglioso a Camilla quando sarà grande).
Ringrazio il Presidente del Parlamento Europeo Hans-Gert Pöttering per le sue parole di apprezzamento e di sprono a proseguire.
Però mi dispiace ma non è servito a niente, alla fine le candidature dei partiti sono state decise dai soliti pochi nomi in base alle solite logiche autoreferenziali, incuranti del volere della gente e senza valutare i meriti e le proposte.

Ho sempre pensato che fare politica significa realizzare idee e progetti concreti per migliorare la vita dei cittadini, e che tutto il resto sono inutili chiacchiere da politicanti.

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Io amo la mia famiglia, ma mi piace anche il mio lavoro e penso siano due dimensioni fondamentali attraverso cui passa la mia realizzazione personale.

Nel mondo del lavoro però spesso vige una forma di incomprensibile estremismo per il quale è considerata quasi un’eresia dire che il tuo lavoro deve essere compatibile con la famiglia, mentre invece dovresti dedicare tutto te stesso sacrificando il resto.

Io ho sempre considerato tutto ciò una immensa stupidaggine: penso non sia necessario essere di grandi geni per capire che se uno non sta bene con se stesso e la sua famiglia non può stare bene con gli altri, di conseguenza non essendo sereno anche il suo rendimento sul lavoro sarà molto inferiore.

Mi ha fatto quindi piacere trovare tra i materiali grafici elaborati dal Parlamento Europeo in vista delle elezioni europee questa cartolina:

Come potremmo migliorare il bilanciamento tra famiglia e carriera?

Come vedete però la cartolina è in inglese, infatti con mia sorpresa ho scoperto purtroppo che nel pacchetto italiano invece non c’è, non è stata tradotta.
Spero sia stata solamente una svista.

E’ un peccato che il mio progetto europeo non trovi spazio perché infatti tra i principali benefici a cui personalmente tengo molto c’è:

miglioramento del benessere e della qualità della vita, consentendo nuove forme di organizzazione del lavoro più flessibili in tempo e luogo di svolgimento (telelavoro) contribuendo al miglioramento dell’inquinamento e della congestione del traffico nelle città, alla rivitalizzazione delle comunità e delle economie locali, e ad un migliore bilanciamento tra lavoro e famiglia.

Speriamo che traducano la cartolina anche in italiano …

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Lo sapevi?

Did you know? Lo sapevi?

E’ il titolo di un breve impressionante filmato che ho trovato sul blog di Gigi.
Io lavoro in università e quindi mi ha fatto molto riflettere su quanto la formazione così come l’azione politica e di governo dovrebbero tendere soprattutto a fornire e a consentire ai ragazzi di padroneggiare “strumenti” (siano essi tecnologie, lingue straniere, ecc.) al fine di affrontare il mondo da protagonisti e “battersi” ad armi pari, e lasciare che ognuno trovi poi la propria soluzione.

Cavoli ragazzi, solo un esempio:

le prime 10 figure professionali che verranno richieste nel 2010, nel 2004 non esistevano ancora, ciò significa che stiamo preparando studenti per lavori che ancora non esistono, che faranno uso di tecnologie che non sono ancora state inventate, per risolvere problemi che ancora non conosciamo.

Qui è tempo che ci si svegli tutti perché i nostri figli vivranno in questo mondo, e il rischio è grosso, che ci piaccia o no!
😐

Parafrasando quello che Gigi disse una volta:

… attenzione, questa roba è come la pioggia, ti può far incazzare, ti può piacere, però se vai fuori e piove, sai cosa succede? che ti bagni! Puoi provare a metterci l’ombrello, puoi aspettare un po’, ma guarda che è un fenomeno che riguarda e riguarderà tutti, vi riguarda come persone che lavorano, come studenti, come papà e mamme, come insegnanti, come figli, come cittadini, e alla fine è qualcosa che vi cambia la vita.

… e pensare che quando racconto ai politici del mio progetto europeo mi guardano come fossi un marziano!
😦

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C.V.D.

Sono solo coincidenze ma da quando ho pubblicato la mia proposta europea per permettere finalmente la costruzione delle “strade” che consentano a tutti i cittadini, aziende e istituzioni europee di partecipare attivamente e da protagonisti alla Società della Conoscenza, oltre ai feedback mi arrivano moltissime conferme su quanto sia buona e fondata, eccone solo alcuni esempio nell’ultima giornata:

  • Questa settimana all’Innovation Forum è stato presentato il Rapporto Annuale del Forum dell’Innovazione Digitale 2009 da cui emerge chiaramente la carenza e quindi l’urgenza di dotarci di infrastrutture digitali di nuova generazione come condizione per lo sviluppo e la competitività, ma anche per aggredire il digital divide.
  • Ieri a Vina del Mar (Cile) al vertice internazionale dei leader progressisti mondiali con presente anche il Segretario del Partito Democratico Dario Franceschini c’è stato ampio consenso sul fatto che per uscire dalla crisi uno dei punti cardine debba essere lo sviluppo di infrastrutture broadband (banda larga), portando connettività a tutti, istituzioni, aziende, cittadini, ovunque si trovino, questo è tra l’altro uno dei punti rilevanti della “ricetta Obama” e ieri era presente il Vice Joe Biden.
  • Questa mattina a Brescia nel corso di un convegno sui rischi legati all’inquinamento elettromagnetico si è parlato di alcune patologie accertate e di casi di ipersensibilità legate a reti cellulari e connettività senza fili, quindi sono preferibili ove possibili soluzione wired.

In fondo non c’è nulla di strano, le mie proposte sono semplicemente di assoluto buon senso.
Basta poco, checcevò?

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Visto l’interesse che inizia ad esserci per il mio progetto “europeo” anche dall’estero ho deciso di tradurlo in inglese per fare in modo che le onde formate dal sasso che ho lanciato possano andare ancora più lontano.

Incrociamo le dita!

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Il mio progetto europeo per una rete a banda larga superveloce basata sulle fibre ottiche (che si basa essenzialmente sull’apertura del mercato a vari attori in una collaborazione pre-competitiva) non solo è un’idea di buon senso per il bene e il futuro di tutti, ma è pure un solido modello di business.

Ho seguito il consiglio di Stefano ed ho ascoltato questo illuminante intervento di Benoît Felten che pare, soprattutto nella prima parte, fatto appositamente per avallare il mio progetto:

… quando si dice che il buon senso può andare di pari passo con il business!

Ora devono solamente accorgersene i governi e le compagnie di telecomunicazioni, ma se ce ne daranno l’opportunità ci penseremo noi.

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