La Tribù del Rally
22 Aprile 2008 di Maurizio Molinari
Venerdì scorso sono andato a vedere il secondo passaggio del Rally 1000 Miglia sull’ultimo tornantone della mitica prova speciale “San Michele”.
Non mi posso definire un fan sfegatato dei rally, però sentire il rombo e vedere il passaggio delle prime trenta auto mi piace, inoltre è una bella occasione per fare una scampagnata in collina con lo scooter e stare in mezzo alla natura.
Il popolo-tribù del Rally è poi veramente curioso, colorito e divertente.
Solo per il tempo della prova speciale accadono alcuni fenomeni antropologici e linguistici tipici secondo me degni di studio:
- la lingua italiana è assolutamente bandita e tutti indistintamente parlano in stretto dialetto bresciano “arricchito” (… da simpatiche paroline) e diventano degli esperti piloti, e chi non è “dei nostri” (zona basso Garda occidentale e Valsabbia) lo si vede a colpo d’occhio e viene anche guardato con distacco e con un certo disprezzo;
- le auto da gara modificano i loro nomi in versione maschile-friendly rigorosamente con l’articolo determinativo davanti: il Lancer (Mitsubishi Lancer Evo), l’Impreza (Subaru Impreza), il 207 (Peugeot 207 Super 2000), il Punto (Fiat Grande Punto Abarth), ecc.
- se un’auto ha un incidente si dice che “ha picchiato“;
- se un pilota è particolarmente lento, al posto di “accelera” tutti gridano “schìsa!!” (schiaccia!!! … sottinteso il pedale dell’acceleratore);
- le poche donne presenti si “ingrezziscono” e assumono fattezze e linguaggi maschili;
- tutti sono degli amici del “Dalla” (Andrea Dallavilla, un pilota della zona tra i più competitivi a livello italiano) anche se magari l’ultima volta che l’hanno visto è stato alle superiori quando facevano ginnastica con la sua classe;
- tutte le classi sociali sono rappresentate e per un momento comunicano “alla pari” senza snobbismi, tanto che sembra un vero momento di “comunismo”;
- compaiono improponibili, terrificanti e aderentissimi berretti tinta unita di lana tipo omino dello skilift, e vengono risfoderate vecchie giacche a vento o teli mimetici, evidenti souvenir del servizio militare;
- banditi bresaola e brie, se si ha fame si mangia rigorosamente pane (rigorosamente pane comune, quello a forma di chiappe e con una marea di mollica tanto per intenderci), salame e formagella di montagna rigorosamente locale (tipo Valsabbia o Tremosine).
Ah, per la cronaca ha vinto la coppia Andreucci-Andreussi … sul Lancer! ![]()


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