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“Ci stavano mandando in missione a Megisti, un’isola sperduta dell’Egeo, la più piccola, la più lontana, importanza strategica zero …“
Così inizia Mediterraneo film culto generazionale di Gabriele Salvatores, ed è forse quella importanza strategica zero che tra maggio e giugno mi ha riportato dopo quasi 10 anni a Kastelòrizo (Μεγίστη/Megisti in greco, e sì, perché Megisti esiste davvero, in italiano Castelrosso oppure Castellorosso) lungo un viaggio con mezzi di fortuna, o meglio fortunosi, tra terre e mari di Italia, Grecia, Turchia, sulla rotta per Cipro, essì, perché talvolta capita serenamente di aver voglia di mollare per qualche giorno il morso e lasciarsi trasportare dalla corrente degli eventi, e godere del piacere di sentirsi piccoli ma non dispersi nel mondo, perché a casa hai chi ti vuole bene.
Non è mia intenzione fare la storia di Kastelorizo (basta che seguiate il link per avere tutte le informazioni, oppure potete guardare il mio fantastico book fotografico su Kastelorizo
), ma solo inquadrarne l’atmosfera per introdurre nei prossimi giorni due notevoli esempi positivi di intelligenza amministrativa.
Megisti è poco più che una roccia greca nell’Egeo, per metà militare, al largo delle coste dell’Antalia a poche centinaia di metri dalla Turchia, un’isola isolata, the end of nowhere, senza strade (se non quella di mezzo km che porta dal paese all’aeroporto in cima alla collina) con un volo quasi quotidiano e quasi di linea con minuscoli aerei ad elica da Rodi che atterrano su una minuscola striscia di asfalto (tanto per capirci quella piana sterrata dove atterra l’aereo nel film Mediterraneo), oppure l’estate un paio di navi passeggeri a settimana da Rodi per 8 ore di navigazione.
Proprio questo suo essere isolata la rende un luogo veramente incantato e fatato, di una bellezza mozzafiato, totalmente fuori dal mondo (non esistono strade), con un’acqua cristallina anche nel porto, con un silenzio e una solitudine assordanti e se non si mantiene la calma anche inquietanti.
Megisti è però anche un luogo ruvido, ha conosciuto un periodo di occupazione italiana nella prima metà del ’900, ed ha una storia recente veramente tragica durante la II guerra mondiale, a causa di bombardamenti e violenze che hanno quasi totalmente distrutto l’isola e costretto la quasi totalità della popolazione a disperdersi per il mondo (soprattutto negli Stati Uniti e in Australia), congelando l’isola per oltre 50 anni in una tragica fotografia di distruzione (10 anni fa ricordo ancora case distrutte e una gigantesca bomba da aereo abbandonata da oltre mezzo secolo sulla spiagga di Ag. Paraskevi).
Con il successo di Mediterraneo oltre oceano sta però pian piano rinascendo, e i vecchi abitanti (ma oramai purtroppo soprattutto i discendenti) stanno riscoprendo l’orgoglio delle loro radici di Kastelorizo, e stanno recuperando le loro proprietà, tornando a Megisti e recuperando dalla quasi infermità e nella più completa incredulità dei figli (in lacrime), energie e voglia di vivere e fare il bagno come erano soliti fare da ragazzi, come in un fantastico reale Cocoon: ne sono stato personalmente testimone.
Kastelorizo è un luogo che sprigiona poesia, e ultimamente ha ispirato anche l’ultimo CD di David Gilmour (chitarrista-Stratocaster strepitoso, cantante e anima dei Pink Floyd) “On an island“.
Kastelorizo è riuscita perfino ad ispirare anche me, che non scrivo poesie forse dalla pubertà, ma che in un pomeriggio mi ha dettato questo …
Il Respiro di Kastelorizo (Maurizio Molinari)
Kastelorizo, polmone di 9 Km2 di scoglio nell’Egeo
per guerre e sconvolgimenti del ‘900
ha tragicamente espirato secoli di case, genti, storie e speranze
in lontani angoli di mondo.XXI secolo, Kastelorizo inspira nuovamente
molecole di ossigeno di pace, di Europa, di Gabriele, di David, di Villaggio Glogale
che gonfiano alveoli di case colorate, di genti, di comunità
e risvegliano orgogli di appartenenza
da marcare con vernici sui ruderi di questa arida roccia dispersa in mezzo al mareparadiso per chi ha già un posto nel mondo
e vorace letale voraggine per chi invece si è perduto
e non ha capito che figli, amore e opere uccidono la morte.
Kastelorizo ha ancora importanza strategica zero?
Ci sono due esempi di amministrazione che mi hanno molto colpito positivamente per la lungimiranza e che nei prossimi giorni racconto, e perché no, potrebbe anche nascere una bella iniziativa (un gemellaggio):
- Il Piano di Governo del Territorio (P.G.T.)
- Il Forno
P.S. – Se Diego Abbatantuono (Nicola Lorusso nel film Mediterraneo) leggerà mai questo post, sappi che Chico sta ancora aspettando che tu lo vada a trovare come gli avevi promesso ma non hai mai fatto!
Chico è un simpatico vecchietto di Kastelorizo ed è il riferimento sull’isola per chi va per vedere i luoghi dove è stato girato Mediterraneo, parla un discreto italiano in quanto da piccolo frequentava la scuola italiana durante l’occupazione, ha un buon ricordo di noi italiani, e compare pure nel film nella scena del ballo quando i soldati entrano in paese.
Chico vive ancora del ricordo di quei giorni in cui venne girato il film, giorni di fermento, vita e allegria.
Lo potete trovare nella piazza sopra il paese a metà strada verso Ag. Paraskevi; vi consiglio di fermarvi a mangiare al suo ristorantino, forse si presenta malino ed è piuttosto spartano, ma la cucina è buona e tradizionale ed i prezzi ottimi, mi raccomando bagnate il tutto con retsina Malamatina.








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Che posti fantastici!!!!
Bellissime foto.
Passi per il bel mare.
Passi per i bei colori.
Ma se mi mettevi su qualche canzone greca o qualche link di radio greca cancellavo immediatamente il tuo blog dai preferiti
NO ALLA MUSICA GRECA !
Rizzo, magari se un giorno non ho niente da dire faccio un po’ di recensioni di radio greche che sono che tu ami molto.
gran bei posti!
[...] qual’è l’analogo del P.G.T. di Kastelorizo? Eccolo qui sotto: è la sua [...]
[...] 24th, 2007 by Maurizio Molinari Il forno di Kastelorizo si trova dietro il piazzale principale (come indicato nella foto) da dove parte la strada che sale [...]
[...] 2007 by Maurizio Molinari Con questo post si chiude la parentesi “greca” dedicata a Kastelorizo (anche se è stata un buon pretesto per parlare pure del [...]
complimenti per le foto! danno perfettamentel’idea del l’ambiente e la bellezza dell’isola. ti capisco.da anni ritorno appena posso nelle isole dell’egeo purtroppo molto è cambiato. ilturismo ha stravolto i luoghi e quasi anche le persone.ho trovato tanti amici greci nelle isole forse proprio megisti è ancora tranquilla mèta di pochi italiani, altrimenti siamo dappertutto,e …che casino. si potrebbe ,aggiungo alla tua proposta. fare in modo da non invadere le isole greche con auto e motorini ma temo che ormai non sia più possibile. yassu !ti consiglio uma puntatina a olimpos di karpathos.
maurizio dalessio.
Ciao Maurizio, grazie del suggerimento per Karpathos.
Proprio vero ciò che tu dici di molte isole greche che hanno perso la loro atmosfera a causa del turismo di massa.
Ad esempio ricordo di essere stato circa 20 anni fa a Skiathos poco più che 16enne con un amico, e di esserci tornato 2 anni fa: irriconoscibile!
Pareva di essere in qualcunque altro posto del mondo; totale perdita di identità.
[...] Così dice la voce narrante del Tenente Raffaele Montini all’inizio del film Mediterraneo, presentando la truppa al momento dello sbarco a Megisti. [...]
[...] 24th, 2007 by Maurizio Molinari The bakery of Kastelorizo is situated, as shown in the photo, just behind the main square – where the only departing road [...]
[...] 25th, 2007 by Maurizio Molinari With this post, the Greek parenthesis dedicated to Kastelorizo (anyway, it has also been a good opportunity for talking about our Garda [...]
[...] remoto potesse interessare tanto) successo e le richieste anche da oltre oceano dei miei post su Kastelorizo, ho chiesto a Paola di tradurmi i post anche in [...]
[...] particolare le sue parole sull’Abbandono mi hanno toccato profondamente, forse perchè è il motivo principale per cui amo viaggiare, lasciandomi trasportare dalla corrente degli eventi, e godere del piacere di sentirmi piccolo ma [...]
[...] Luglio 2008 di Maurizio Molinari Quando scrivi parole con il cuore su un luogo magnifico come Kastellorizo e scopri che viene molto apprezzato dai kastelloriziani dispersi in tutto il mondo, i quali ti [...]
[...] Mediterraneo il Tenente Farina ad un certo punto dice: Si sono dimenticati di noi… ecco, io mi voglio [...]
[...] Megisti … importanza strategica zero? [...]
Che meraviglia!!! Mi vengono i brividi…
Adoro le cose lontane da tutto e da tutti…
Prima o poi ci andrò a meditare. Chissà qual’é il metodo più veloce per raggiungere l’isola?
Le foto sono eccezionali. Grazie per averle pubblicate.
Con che macchina le hai fatte?
Dan
Guarda, le foto le ho fatte con una normalissima fotocamera compatta, una Canon PowerShot S50.
Il modo più veloce per raggiungere l’isola dall’Italia è in aereo, raggiungendo Rodi, o con un volo diretto oppure con cambio ad Atene, poi al mattino presto c’è un volo diretto della Olympic Airways da Rodi a Megisti per circa 30-40 minuti di volo.
In alternativa in estate da Rodi c’è un catamarano molto veloce che in un paio d’orette scarse ti porta sull’isola, però non c’è tutti i giorni.
Meditare? Beh, diciamo che a parte camminare e nuotare, meditare è tra le poche cose che si possono fare a Megisti.
Ciao Maurizio, be che dirti ho 28 anni sono di Catanzaro in calabria:), e l’altra sera non ci crederai ma…per la prima volta ho visto il film Mediterraneo, si avevo dato uno sguardo in una qualche precedente edizione ma…all’epoca troppo ragazzino non mi sono soffermato molto, cambiai canale dopo un pò, adesso invece dopo aver viaggiato,..ummm…vediamo spagna inghilterra germania svizzera romania e la mitica australia…..ho già una coignizione diversa della vita e del mondo in generale…..Quindi come spesso mi succede mi piace informarmi sui bei posti che si vedono in TV vedi pirati dei caraibi, il signore degli anelli…..e…così succede per il film visto giusto l’altra sera…..Mediterraneo..wowow che bel film e anche i posti mi son detto andiamo a vedere quale isola..visto che io della grecia son stato solo a corfù che cmq è anche carina da vedere:)…..insomma girovagando sull’isola eccomi finire sul tuo blog….bravo bellissimo…mi piace molto ed ho letto tutto quello che hai scritto e le risposte dei vari utenti………wowowo…come mi hai fatto viaggiare con la mente….tant’è che sto pensando di fare un giro delle isole greche tipo interrail quelle cose la…non so ancora forse non mi daranno tanti giorni di ferie…ma..per il momento lo programmo …al max..viaggerò con la mente e su internet:)…..cmq un cosda volevo dire, anche leggendo qualche post e qualche diciamo pensiero qua e la sparso on line….si è affascinante un posto come Megisti…e simili, quanti parlano contro la globalizzazione…inquinamento ecc.ecc…be però dico sarà anche per il mio lavoro nel capo IT, ma ad ogni modo..siamo sicuri che vivremmo senza la globalizzazione? senza i cellulari senza internet senza le migliaia di informazioni che viaggiano al secondo? senza poter telefonare ad un parente lontano quando vogliamo e con internet oggi praticamente a costo 0??? senza poter andare a trovare un amico che sta dall’altra parte del mondo in max 24 ore??? e dai su ragazzi è bello il progresso…senza cosa saremo? un pò più differenti degli animali……..io credo che invece la tecnologia deve esistere e deve migliorare..unica piccola piccola picoccola modifica…..e che al posto di spendere soldi in armi e guerre..bisognerebbe investrire in sanità, nuove tecnologie, anti inquinamento ecc.ecc.insomma in tutte le cose buone:)……ma come si sa….l’uomo per questo alla fine rovina sempre tutto….per 1 persona buona sulla terra ce ne stanno almeno 10(essendo ottimisti) cattive…..però che vogliamo fa?….come disse uno(vediamo chi indovina)…: un giorno avrò la mia vendetta….in questo mondo e nell’altro…be a noi..”buoni” ci tocca aspettare l’altro mondo…in questo mi raccomando pensiamo solo ad essere buoni onesti e proseguire una vita corretta in modo che alla fine potremo dire…io ho fatto questo……o vorrei solo avere soldi e poter viaggiare per il mondo per conoscere posti incontaminati come Megisti e posti stupendi come california florida ecc.ecc…..madonna mia se scrivessi tutte le proposte di viaggio a cui penso sempre intaserei perfino la rete internet mondiale..hihihih…cmq..ve lo immaginate un coast to coast in una bella cabrio anni 60….miami…capodanno a new york ed il successivo sulle spiagge di RIO…la tsmania..jamaica..cuba…maldive..polinesia…manesia…paesi del nord europa..il nord america….l’africa..wowowowo….quanto èbello il nostro mondo…è un peccato Rovinarloe distruggerlo..ma…speriamo che qualcosa cambi anche..se….in fondo non ci crede nessuno:(……cmq adesso ti saluto torno a lavoro prima che mi licenziano e poi in vacanza non ci vado perchè squattrinato ci sentiamo, ho messo il tuo blog nei preferiti….ps…cmq ricordiamoci che il BELPAESE è l’italia……peccato che ci sono gli Italiani:)
Erano i primi anni ‘80 quando ho trascorso più di un mese a Kastelorizo e che sia una storia normale o affascinante dipende dalle aspettative di ognuno: so come ciò che mi stupisce può lasciare indifferente altri, ciò che mi emoziona addirittura annoiarli, come con la musica. Per me è stata una delle tante, indimenticabili esperienze intense e non prive di rischio, ma sempre coinvolgenti, di cui il mio mio passato di malato del mare, di un certo tipo di mare e di apneista puro, è ricco. Non trovo nei forum o nei viaggi dei vacanzieri acenni alla vera anima di Megisti, di quel cratere protetto a nord dai Tauri di kas che lo rendevano un porto naturale e passaggio obbligato dei velieri che doppiavano il capo più meridionale della turchia, per cui la sua storia inizia sopra il mare e in fondo al mare va letta. Nella posteria-bazar in centro al porto c’era una vecchia indimenticabile foto del 1905, piena di imponenti velieri, quando gli abitanti erano 14.000 e Megisti un importante centro che si spopolò rapidamente con l’avvento del motore: le soste, le bonacce, le tempeste, non fecero più paura ai bastimenti e kastelorizo morì rapidamente. Poi fu preda delle guerra, bombardata con ancora più di un migliaio di abitanti, ( 4.000 mi dissero prima della guerra), prese fuoco perchè gli abitanti conservavano benzina nelle case e andò distrutta. In immersione a metà del porto mi apparive sinistro il molo affondato e spezzato in due, mentre sul lato est dopo la punta, la motovedetta che spunto improvvisamente più sotto nel blu inseguendo un sarago a 20 mt, ancora mi riporta sensazioni di angoscia e di tragedia disperata. Il fondo è pieno di storia e di relitti, come mi confermò un vecchio pescatore di spugne. Nel 76 arrivarono dei subacquei italiani e in centro al porto ( sui 13 mt) fecero strage. Io stesso recuperai in apnea cocci d’anfore ed altr antichità che regalai ai greci perchè sono arrivato da Rodi col mio 7 mt Boston Wahler Revenge, due figli un nipote e la moglie e per rientrare a Marmaris dovevo bordeggiare tutta la costa turca e…..vi lascio immaginare le loro galere! E…ma c’è stato molto altro di interessante e di divertente a Kastelorizon e ricordate, geograficamente l’isola sta alla Turchia come Lampedusa alla Tunisia, se ha ancora più di 200 persone, è perchè al di sotto per un trattato, passerebbe alla Turchia.
Cordialmente, Giorgio
[...] questo preciso momento c’è un frammento del film Mediterraneo che descrive alla perfezione il mio stato [...]
Molto bello l’articolo. Una semplice precisazione dovuta: Kastelorizo non è stata occupata dagli italiani, ma è stata annessa al regno d’Italia in seguito alla vittoria della guerra italo-turca (1911-1912) ed eletta al rango di Provincia con capoluogo Rodi (targa RD). Prima di questa vittoria tutto il dodecaneso era territorio turco e non greco. Divenne per la prima volta greco in seguito alla cessione in riparazione dei danni di guerra (IIG.M.) da parte degli italiani al governo greco (1947).