Finalmente ieri in serata è stata costituita in Camera di Commercio a Brescia la società ABM Spa (dove ABM è l’acronimo per Aeroporto Brescia Montichiari), la società a capitale completamente bresciano che concorrerà per l’assegnazione della concessione della gestione per i prossimi 40 anni dell’Aeroporto di Brescia Montichiari.
L’intento è quello di strappare la concessione alla Catullo Spa che attualmente gestisce l’aeroporto bresciano (direi in modo totalmente insufficiente soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo), oltre che quello di Verona, e diventare finalmente artefici del futuro del nostro aeroporto.
La notizia di per se è positiva e in un incontro istituzionale nel pomeriggio di ieri, hanno già dato appoggio (oltre che fondi) all’iniziativa anche Regione Lombardia, Provincia di Brescia, Comune di Brescia, oltre che comuni limitrofi all’Aeroporto, Camera di Commercio, associazioni economiche e imprenditoriali.
La prima domanda che mi sorge è: cosa vogliono fare?
Infatti immagino che ABM per concorrere alla concessione dovrà presentare a Ministero dei Trasporti e Enac un proprio “piano industriale” dettagliato con le linee di gestione, ma soprattutto di sviluppo del nostro aeroporto.
Purtroppo in questi giorni ho solo sentito parlare di appoggi “politici” all’operazione, ma in nessun modo di idee e proposte concrete di gestione.
La seconda domanda che mi sorge è: ma dove sono i gardesani?
Certamente l’aeroporto di Montichiari potrebbe diventare la porta privilegiata d’ingresso per i turisti stranieri diretti sul Garda, che ricordo attira il maggior flusso turistico di tutta la provincia.
Vorrei riportare solo alcuni dati: nel 2004 (ultimo anno di cui esistono dati aggregati di tutte le province che si affacciano sul Garda) ci sono state 16.936.000 presenze di cui il 37% dalla Germania, 29% dall’Italia, 9% dal Regno Unito, 6,5% dai Paesi Bassi e i rimanenti da altri paesi europei con le eccezioni di Giappone e Stati Uniti che occupano una percentuale per nulla indifferente. Comunque non è certamente difficile accorgersene, basta semplicemente passeggiare in uno dei nostri paesi per avere conferma di questa composizione per nazioni, con l’unica eccezione forse dei russi il cui numero è certamente aumentato negli ultimi 2-3 anni.
Sicuramente quindi molti dei nostri ospiti stranieri sarebbero lieti di avere la possibilità di raggiungere con un volo diretto il Garda.
Quindi mi permetto di dare qualche consiglio per i futuri gestori dell’Aeroporto di Brescia:
pensando al 37% di tedeschi sono certo che Air Berlin sarebbe molto lieta di prevedere voli da Germania e Paesi Bassi verso il Garda; considerando il 9% di inglesi io direi che si potrebbe chiedere a Ryanair o in alternativa a EasyJet di prevedere voli diretti anche dal nord dell’Inghilterra (oltre che il triste e solitario volo da Londra già offerto da Ryanair, solo da poco affiancato da quello per Barcellona) e dall’Irlanda; per quanto riguarda invece la non indifferente presenza di americani e giapponesi la questione è un po’ diversa in quanto sospetto che il Garda sia solo una tappa di relax nella visita alle città d’arte e quindi sarebbe da verificare il loro interesse per voli diretti ad esempio dagli Stati Uniti, comunque il nostro aeroporto ha una pista molto lunga e adatta anche per l’atterraggio di aeromobili di grandi dimensioni.
L’utenza (d’affari e non) bresciana invece richiede da tempo a gran voce un volo diretto per Roma soppresso oramai più di 1 anno fa, e per questa tratta le potenziali compagnie aeree italiane sono varie.
L’altro problema è poi quello dei trasporti dall’aeroporto al Garda: il mio suggerimento sarebbe quello di prevedere in coincidenza con i voli, delle linee di autobus che dall’aeroporto raggiungano Desenzano e da lì poi due linee distinte percorrano fino a Riva del Garda i due lati del Lago di Garda, coprendo così completamente tutta la costa.
Come si può vedere quindi l’aeroporto potrebbe essere un’importantissima risorsa per il Garda, non capisco quindi perché le istituzioni gardesane e l’imprenditoria stiano semplicemente a guardare da spettatori l’affaire ABM e non provino ad esserne protagonisti.
Perché la Comunità del Garda (alla continua ricerca di identità) e il Presidente Frau non possono provare (a questo punto alla velocità della luce) a svolgere questo compito di coagulatore di risorse (volontà e fondi) gardesane?
Riflettiamoci e agiamo!


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Ciao Maury,
sto per partire per le ferie… ti lascio un saluto e mi raccomando, al mio rientro voglio il blog zeppo di news!